Messico, ucciso il re dei narcos "El Mencho": catturato grazie a un infiltrato
Il leader del cartello Jalisco muore durante il blitz delle forze speciali, scatenando una rappresaglia senza precedenti
Si era concesso un momento di leggerezza, una visita a una delle sue amanti. Ma nella cerchia della donna c’era un infiltrato, che ha permesso alle forze speciali messicane di localizzarlo: è stato stanato così El Mencho, il capo del cartello Jalisco Nueva Generación, uno dei più grandi cartelli della droga del Paese, ricercato numero uno tra i narcos, su di lui pendeva una taglia di 15 milioni di dollari. Il ministro della Difesa messicano, ricostruendo la maxi operazione supportata dall'intelligence americana, ha spiegato che El Mencho è rimasto gravemente ferito mentre tentava di fuggire nella selva insieme ai suoi uomini ed è morto durante il trasferimento verso Città del Messico.
Il ministro ha schierato altri 2500 militari nel paese che adesso ha paura.
L’uccisione di El Mencho ha innescato scontri tra narcos ed esercito, ci sono già decine di morti, violenze che arrivano fino all’aeroporto di Guadalajara, voli annullati e scuole chiuse.
Resta da capire chi prenderà il posto del Mencho, forse l’ex moglie Rosalinda o qualcuno dei figli; quando un capo esce di scena spesso è perché una nuova generazione all’interno del cartello preme per prendere il potere. Di certo eliminare i narcotrafficanti non basta per sconfiggere il traffico di droga. Se non si portano avanti riforme sul piano della giustizia e del riciclaggio di denaro spesso il risultato sono ondate di feroce violenza, è accaduto a Sinaloa nel 2024, si ripete adesso con il cartello Jalisco.
Fonte: www.rainews.it
