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Francia: all’asta 400 menu di stato, la Storia passa per la tavola

AGI - Dalla cucina per i dittatori alla corsa per soddisfare l'amore per il formaggio di Barack Obama: una raccolta di menu per cene di stato francesi offre uno sguardo unico su 150 anni di storia diplomatica e gastronomica. Gli oltre 4.000 menu sono stati esposti a Parigi prima di essere messi all'asta venerdì, con il più antico risalente a una cena imperiale offerta da Napoleone III nel 1868 con tanto di macchie di vino dell'epoca. Reali, statisti e dittatori, da John F. Kennedy e Nelson Mandela a Saddam Hussein e Vladimir Putin - fino al sontuoso pasto a Versailles per re Carlo III dello scorso anno - sono decine i capi di stato ospiti alla tavola francese e i menu, collezionati con ossessione da uno chef di Lione, Christophe Marguin, sono stati messi all'asta da Millon per cifre che vanno dai 10 ai 1.500 euro a lotto. Alcuni sono stampati su seta e uno, per il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, presenta una litografia originale del pittore Marc Chagall.

 

Esaminandoli raccontano della complessa logistica che circonda i momenti diplomatici - come le commemorazioni per il 70esimo anniversario dello sbarco in Normandia nel 2014, quando l'allora presidente Francois Hollande dovette correre da una cena con Obama a una con Putin. Oppure quando, dopo aver gustato un'insalata di aragosta blu e un branzino alla griglia, Obama chiese un piatto di formaggi che non rientrava nel serrato programma del menu "quasi causando un incidente diplomatico". 

 

Una logistica che impallidisce se paragonata al pasto di 23.000 sindaci locali, tenutosi ai Giardini delle Tuilerie nel 1900, che richiese sette chilometri di tovaglie, 125.000 piatti, 600 cuochi, 2.200 servitori, 2.000 chili di salmone, 1.200 chili di maionese e 39.000 bottiglie di vino. I menu testimoniano anche l'evoluzione delle relazioni internazionali. Le visite alla fine del XIX secolo erano molto più rare, quindi erano eventi eccezionali con più pasti all'Eliseo, a volte a Versailles, spesso accompagnati da parate militari e un programma di opera o di teatro.

 

Alcuni menu contenevano messaggi sottili. Quando la Francia stava cercando di garantire stretti legami sia con la Russia che con la Gran Bretagna nel 1897, la cena per lo zar russo Nicola II includeva sia lo storione del Volga che "Ananas a la Victoria" - un dessert all'ananas che prende il nome dalla regina britannica. Per una visita, alla regina Elisabetta II furono offerte due scelte - con foie gras o senza - per paura di offendere il figlio Carlo, attento all'ambiente. Ma fu la regina a decidere, e chiaramente le piaceva il foie gras, quindi rimase nel menu. 

Rivolta nel carcere minorile Beccaria, 70 detenuti asserragliati all’interno

AGI - Ennesima giornata movimentata nel carcere minorile Beccaria di Milano dove una settantina di detenuti si è asserragliata in un'ala della struttura dando vita a una rivolta che per fortuna si è conclusa senza feriti. Sono stati registrati però numerosi danneggiamenti agli arredi del carcere e, riferisce una fonte penitenziaria, quasi tutte le celle sono rimaste senza blindo. 

 

A quanto si apprende, ad accendere la 'miccia' sarebbe stata una sanzione disciplinare inflitta a un ragazzo dopo che nelle scorse ore uno dei reclusi avrebbe cercato di strangolare un agente della polizia penitenziaria. La situazione è tornata più tranquilla dopo qualche ora. Le volanti della Polizia erano comunque presenti per presidiare il perimetro del carcere. Non c'è comunque pace per l'istituto scosso nelle settimane scorse dagli arresti e dalle sospensioni di 21 agenti della polizia penitenziaria accusati di torture e violenze nei confronti dei giovani reclusi. Il 7 maggio scorso, nei giorni successivi al blitz della Procura, nella notte c'era stata una rivolta con distruzione di arredi e tentativi di evasione. 

 

Ostellari, "la situazione è rientrata, le regole si rispettano"

"Sono in stretto contatto, insieme al Capo dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, con i vertici del Beccaria. Il momento critico è rientrato e la situazione è sotto controllo, grazie all'intervento degli agenti di Polizia Penitenziaria, guidati dal comandante Daniele Alborghetti". Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, spiegando che "l'episodio di insubordinazione è seguito al trasferimento in sezione isolata di un minore che aveva aggredito un altro detenuto e un agente. Ciò ha innescato la reazione di altri ristretti, che hanno messo in atto comportamenti oppositivi e danneggiato alcune suppellettili". Ora, ha aggiunto, "attendiamo una relazione dettagliata che consentirà di fare luce sui fatti". Il sottosegretario ha ringraziato quindi "le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria per la professionalità dimostrata. Il Beccaria, che ho visitato pochi giorni fa, accoglie numerosi minori stranieri non accompagnati. I comportamenti di chi si è reso responsabile di eventuali danneggiamenti - ha concluso - saranno valutati con rigore: il carcere funziona se rieduca, ma sul rispetto delle regole non si può transigere. Quindi non possono essere esclusi eventuali trasferimenti. A breve, come già annunciato, all'Ipm di Milano arriveranno ulteriori risorse in termini di personale, funzionari pedagogici e agenti".

 

Di Giacomo, "Dap e governo non sanno gestire le carceri"

"La rivolta in atto all'Istituto Beccaria-Milano conferma quanto denunciamo da tempo: siamo in presenza di un istituto difficile in particolare per eta' e provenienza dei giovani detenuti. Il governo e il Dap non sono in grado di gestire la situazione". E' il commento del segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo che aggiunge: "Il Beccaria è diventato da qualche mese il "caso" di cosa accade negli istituti penali per minorenni dove sono 380 i ragazzi detenuti al 15 marzo 2023 (tra cui solo 12 ragazze), pari al 2,7% del totale dei ragazzi in carico ai servizi della giustizia minorile. Dopo i fatti precedenti credo che nessuno possa piu' scaricare una situazione di gravissima emergenza sulla polizia penitenziaria".

 

 

"Piuttosto - dice Di Giacomo - non vorremmo che ad arroventare il clima, gia' surriscaldato, abbia contribuito la campagna scatenata contro gli agenti penitenziari per i fatti recenti. Sui detenuti giovani bisogna investire per evitare che non diventino carcerati abituali. L'attuale sistema carcerario per minori non solo non serve a nulla, anzi si rivela una sorta di scuola per delinquere con il 90% di chi entra si avvia verso una "carriera criminale" passando come stadio successivo immediato al carcere normale. Il 70% dei ragazzi entra per custodia cautelare, con una permanenza media di poco superiore ai 100 giorni. Per noi - dice il segretario S.PP. - le misure da mettere in campo sono decisamente piu' complesse. Purtroppo il governo e il Dap non sono in grado di gestire la situazione. Dopo il decreto Caivano i detenuti sono aumentati in modo esponenziale. Serve una differenziazione dei reclusi per eta' e serve un programma personalizzato per ogni singolo detenuto giovane". 

 

 

 

Un tir a fuoco sull’A1 divide l’Italia in due

AGI - Sulla A1 Milano-Napoli, tra Fabro e Orvieto in direzione Roma, si è resa necessaria la chiusura del tratto per un camion che ha preso fuoco all'altezza del km 438. All'interno del tratto chiuso, si legge in un aggiornamento sul sito di Autostrade, il traffico è bloccato e si registrano 8 km di coda. In carreggiata opposta, Autostrade parla di una coda di 2 km tra Orvieto e Fabro e raccomanda prudenza per la presenza di fumo che limita la visibilità in carreggiata.

 

Per chi è diretto verso Roma, dopo l'uscita obbligatoria a Fabro è consigliato seguire le indicazioni per Fabro Scalo, per prendere poi la Provinciale Umbro Casentinese con rientro in autostrada al casello di Orvieto. In alternativa, soprattutto per le lunghe percorrenze, Autostrade consiglia di uscire a Valdichiana, seguire le indicazioni per Perugia sul raccordo Bettolle-Siena, dove è possibile raggiungere la E45 in direzione Roma e rientrare in A1 al casello di Orte. Sul posto, sono presenti il personale di Autostrade per l'Italia e tutti i mezzi di soccorso. 

Processo Trump, al via la maratona dei giurati. Attesa per il verdetto

AGI - Dopo cinque settimane di processo in cui si sono alternati testimoni che hanno parlato degli scandali sessuali dell'ex presidente Donald Trump, i dodici membri della giuria popolare della Corte Suprema dello Stato di New York hanno lasciato l'aula per riunirsi in camera di deliberazione. I giurati dovranno decidere se Trump è colpevole o no per tutti, o anche uno solo, dei trentaquattro capi di imputazione di questo che è il primo processo penale per un ex presidente degli Stati Uniti. Per raggiungere un verdetto di colpevolezza servirà l'unanimità.

 

Il caso in esame, al di là del verdetto che potrebbe arrivare nelle prossime ore, tornerà molte volte in questa campagna elettorale fino all'Election Day, il 5 novembre. Trump è accusato in particolare di aver usato fondi elettorali per rimborsare al suo ex avvocato e tuttofare, Michael Cohen, i 130 mila dollari anticipati per comprare, nel 2016, in piena campagna elettorale, il silenzio della pornostar Stormy Daniels che aveva minacciato di rivelare di aver fatto sesso con il tycoon. L'attenzione adesso si sposta sui dodici giurati, la cui identità resta anonima ma non la professione: tra loro ci sono finanzieri, insegnanti, infermiere, manager d'azienda, dipendenti della Disney. Cinque sono donne, sette gli uomini. L'età va da 30 a più di 50 anni. Il primo giurato selezionato farà da presidente della seduta, a porte chiuse, e condurrà la discussione che dovrà portare alla deliberazione. Il suo voto non è più importante degli altri. 

 


Il giudice Juan Merchan ha dichiarato che i giurati avranno tempo fino alle 16,30 di oggi, le 22,30 in Italia, per arrivare ai primi verdetti su ognuno dei 34 capi di imputazione. Tecnicamente, ci possono volere molti giorni perchè la giuria raggiunga una decisione su ognuno dei reati contestati. L'esame sarà molto lungo. Il verdetto su ogni capo di imputazione, sia esso di colpevolezza sia di assoluzione, deve essere unanime. Durante la camera di consiglio i giurati potranno inviare note all'esterno per chiedere integrazioni o rispondere ad alcuni dubbi. I giurati potrebbero chiedere anche il ritorno in aula di un testimone. Se i dodici membri riterranno Trump colpevole anche di uno solo dei trentaquattro capi di imputazione, il giudice fisserà una nuova data in cui comunicherà l'ammontare della pena nei confronti del tycoon. Se verrà ritenuto non colpevole per tutti i reati, Trump sarà dichiarato subito assolto. Ma nel caso i giurati non dovessero raggiungere un verdetto, informeranno il giudice, che rimanderà a loro l'invito a trovare un accordo. Nel caso la situazione di stallo dovesse continuare, in assenza di un verdetto il giudice potrebbe dichiarare il "mistrial" e annullare il processo. In quel caso toccherebbe ai procuratori decidere se portare di nuovo il caso in un nuovo procedimento. 

 

 

Apre il Salone Nautico di Venezia più green di sempre

AGI - Barche come "ambasciate italiane nel mondo" come detto nel corso della cerimonia di inaugurazione dal viceministro Valentino Valentini o come "fiore all'occhiello dell'industria italiana" come invece detto dal ministro Antonio Tajani. O, in una accezione in parte rinnovata, come simbolo della sostenibilità ambientale. Prende il via con queste premesse la quinta edizione del Salone Nautico.

Oltre 300 imbarcazioni e 270 aziende, 30 nuovi cantieri e 15 premiere mondiali. Numeri importanti che confermano il Salone di Venezia come una delle realtà espositive più importanti della nautica mondiale e che riaffermano anche il ruolo di "capitale mondiale della sostenibilità" della città lagunare nell'anno in cui cadono i 700 anni dalla morte di Marco Polo.

Duecentoquaranta le imbarcazioni in acqua, in un bacino di 50.000 mq (per una lunghezza complessiva 'fuori tutto' di circa 2,8 chilometri), distribuite in oltre 1.100 metri lineari di pontili grazie ad un importante intervento di infrastrutturazione. Il tutto più altri 30.000 mq di spazi espositivi esterni e le Tese cinquecentesche. Il tutto all'Arsenale di Venezia, luogo simbolo di un modello fordista ante litteram, dove nascevano le imbarcazioni della Serenissima e simbolo dell'arte del navigare, ma anche dell'intraprendenza commerciale e non solo della Serenissima.

 

 

Gli espositori totali dell'edizione 2024 sono circa 270 di cui i nazionali sono 216 (80% del totale) e tra questi i principali player italiani (Ferretti Group, Azimut Benetti, Sanlorenzo, Solaris Yachts, Rizzardi, Pardo, Sessa, Tornado, Absolute, FIM e Wider) nonchè oltre 50 cantieri ed espositori veneziani, tra i quali numerose eccellenze dell'artigianato cantieristico tradizionale della laguna di Venezia. Gli espositori internazionali sono 54 (20% del totale).

 

 

Le imbarcazioni davvero imperdibili

Tra le cose davvero imperdibili i tre grandi gruppi che assicurano al Made in Italy tanti primati in ambito mondiale (Ferretti Group propone a marchio Custom Line la nuova Navetta 38; Azimut Benetti che ormeggia sotto la Torre di Porta Nuova il nuovo Seadeck 6; Sanlorenzo che mette in mostra BlueGame e SD 96 sotto l'installazione artistica di Lorenzo Quinn in un bacino che diventa luogo esclusivo).

 

La grande vela

Grande spazio è dedicato alla vela con 30 imbarcazioni dai 10 ai 25 metri (Lagoon, Nautor Swan, Solaris, Grand Soleil, Elan, More, Arcona, Salona, Hallberg Rassy, Pegasus, Bavaria, Itacatamarans, Jeanneau, Beneteau, Pogo) al pontile P3. Ammiraglia della produzione contemporanea a vela è il Jeanneau Yacht 65, che porta anche il modello 60. Imperdibili per gli amanti del genere il Pogo 9,5 e il 44 di Hallberg-Rassy.

 

 

Ibrido, elettrico o ad idrogeno

Ma ancora una volta i riflettori sono puntati sulle imbarcazioni ibride, a idrogeno, elettriche e su tutte quelle propulsioni alternative e ecosostenibili. Sono oltre 50 le imbarcazioni elettriche esposte, a cui è dedicato un intero pontile (P2 nord): qui si troveranno le nuove propulsioni, elettriche, ibride e ad idrogeno (molte delle quali protagoniste del palinsesto della E-Regatta, la regata riservata ai modelli elettrici). Tra le novità, un'innovativa barca elettrica, la 850 Fantom Air, dove l'innovativo design del cantiere Frauscher incontra la vena artistica della tecnologia e-drive di Porsche.

Riva, del Gruppo Ferretti, porta El-Iseo, il primo motoscafo Riva full electric e, sempre in tema di navigazione sostenibile, il cantiere Silent porta il suo Silent Yacht 14 full electric.

Infine grande novità dell'edizione 2024 è il Wood Village: un'area internamente dedicata alle barche in legno a motore costruite dai cantieri veneziani secondo tecniche e strumenti antichi della tradizione artigianale della lavorazione del legno per dare visibilità alle eccellenze del territorio. In totale 20 imbarcazioni, di varie dimensioni, realizzate da storici cantieri artigiani come Giovanni Da Ponte, Falegnameria Artigiana Pesce, Andrea Zane, Serenella, Crosera, Associazione culturale barche in legno Dalla Pietà, Venmar.

 

Arrestata la nonna del neonato abbandonato sugli scogli

AGI - Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto nei confronti di una donna quarantenne, originaria di Reggio Calabria, indagata per infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale. Il provvedimento precautelare è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che ha coordinato le attività avviate da Carabinieri e Polizia di Stato immediatamente dopo il rinvenimento, avvenuto nella mattinata della scorsa domenica, del corpicino senza vita di un neonato all'interno di uno zainetto adagiato sugli scogli della darsena davanti al lungomare di Villa San Giovanni.

 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna, subito dopo il parto di una delle due figlie minori, si è adoperata per riporre il piccolo appena nato all'interno di uno zainetto per abbandonarlo, poco dopo, sulla scogliera antistante al lungomare di Villa San Giovanni. Le indagini hanno preso spunto dalla segnalazione ricevuta dai Carabinieri circa lo stato di gravidanza di una minore di cui è stato indicato anche il nucleo familiare di appartenenza. Con la costante direzione del locale ufficio di Procura, gli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria, del Commissariato di Villa San Giovanni e dei Carabinieri di Villa hanno passato al setaccio i sistemi di videosorveglianza presenti nella zona riuscendo a ricostruire parte dell'itinerario percorso dall'indagata negli istanti precedenti all'abbandono dello zainetto. Dichiarazioni acquisite nei giorni scorsi avrebbero supportato l'originaria ipotesi investigativa. Dopo gli adempimenti di rito, la donna è stata associata al carcere di Reggio Calabria.

 

Martedì è stata dimessa dal Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria la ragazza tredicenne madre del neonato. Il corpicino del bambino, occultato dentro uno zainetto e con il cordone ombelicale ancora intero, era stato notato da un pescatore che ha avvertito immediatamente le forze dell'ordine. Il ricovero in ospedale della giovanissima madre per una presunta setticemia aveva allertato gli inquirenti i quali, dopo i primi controlli, hanno ricavato la certezza di avere individuato la partoriente.  

 

La tredicenne soffrirebbe da disturbi di debito cognitivo. Il parto sarebbe avvenuto prematuramente rispetto ai nove mesi canonici. La madre-bambina, inoltre, frequentava l'ultimo anno della Scuola media di primo grado, aspetto su cui si sarebbero appuntate le attenzioni degli investigatori per comprendere se vi siano state, o meno, segnalazioni sulla gravidanza della giovanissima agli organi competenti.

 

 

Omicidio Desiree, condanne ridotte nell’appello bis

AGI - La Corte d'Appello di Roma ha emesso tre condanne per altrettanti imputati nell'ambito del processo di secondo grado bis per la morte di Desiree Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina deceduta il 19 ottobre del 2018 in uno stabile abbandonato in via dei Lucani, nella zona di San Lorenzo. La Corte ha condannato a 22 anni Mamadou Gara, e a 18 e 26 anni, rispettivamente, Brian Minthe e Alinno Chima.

 

La pubblica accusa, lo scorso 15 maggio, aveva sollecitato la condanna all'ergastolo, con isolamento diurno per un anno, per Gara, e a 24 e 27 anni per Minthe e Chima. I tre, tutti cittadini di origine africana, sono accusati, a seconda delle posizioni, di omicidio, violenza sessuale e spaccio. Il nuovo processo di appello era stato disposto dalla Cassazione che nell'ottobre scorso aveva fatto cadere alcuni capi di imputazione. Per una quarta persona, Yousef Salia, è già definitiva la condanna all'ergastolo. I giudici della Corte d'Appello, con la sentenza di oggi, hanno riqualificato l'accusa per Gara da omicidio volontario a "morte come conseguenza di altro reato".

 

 

 

Tre finanzieri morti in Val Masino, caduti da un precipizio durante un’esercitazione

AGI - Tre militari del Soccorso Alpino della Guardia di finanza sono morti durante una esercitazione in Val Masino, in provincia di Sondrio. I finanzieri facevano parte di una delle due cordate e dalle prime informazioni, per cause ancora da accertare, si sarebbero staccati cadendo dal precipizio degli Asteroidi. Le vittime hanno 32, 25 e 22 anni. Sono in corso le operazioni di recupero dei corpi. Sul posto anche i carabinieri e il pm di turno della Procura di Sondrio, diretta da Piero Basilone. 

Una delle due cordate ha ceduto

Era un'esercitazione nell'ambito di un addestramento ordinario. Stando a quanto riferito da fonti della Guardia di Finanza, le cordate del Soccorso Alpino delle Fiamme Gialle erano due e una ha ceduto per cause in corso di accertamento. I rilievi necessari per ricostruire la dinamica dell'incidente vengono svolto dagli stessi finanzieri guidati dal magistrato di turno. I ragazzi deceduti sono originari della Valtellina. 

ALTAGAMMA, una giornata per celebrare l’eccellenza Made in Italy

AGI - Le filiere di eccellenza dei settori della moda, dei motori, dell'alimentare, dell'ospitalità e del design si sono dati appuntamento a Roma per celebrare la Giornata Altagamma 2024, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dell'Ambasciatore e Commissario Generale per Expo 2025, Mario Vattani. Per l'occasione è giunto anche un messaggio del ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani  che ha ricordato come “la valorizzazione di questo straordinario patrimonio è al centro della diplomazia per la crescita. Fin dall'inizio del mandato, l'internalizzazione è al centro dll'azione del ministero degli Affari Esteri che passa anche attraverso la partecipazione ai grandi eventi internazionali” e “Expo 2025 a Osaka è centrale nella sua strategia e nei sei mesi di esposizione il padiglione Italia sarà l'avamposto del nostro paese”. In questa occasione è stato siglato dal Presidente di Altagamma, Matteo Lunelli e dal Commissario Generale per Expo 2025 Osaka, l'Ambasciatore Mario Vattani, il Protocollo di Intesa che mira ad agevolare, in occasione dell'evento, la partecipazione e i progetti di promozione e di comunicazione delle Imprese Altagamma e del comparto.

 

"L'arte genera vita" sarà il titolo del nostro padiglione a Osaka, uno strumento per raccontare la nostra eccellenza e i nostri marchi già conosciuti in Asia. Il Giappone è considerato un  trend setter per tutta l'Asia e quindi è molto importante per noi" - ha ricordato Vattani.


La Fondazione Altagamma, nata nel 1992, accoglie 119 brand dei 7 settori della moda, del design, della gioielleria, dell'alimentare, dell'ospitalità, dei motori e della nautica con la mission di contribuire alla crescita e alla competitività delle imprese dell'industria culturale e creativa italiana, offrendo così anche un contributo allo sviluppo economico del Paese. L'alto di gamma rappresenta un'industria da 144 miliardi di euro, in Italia, e fornisce un contributo al PIL del 7,4%. La quota dell'export è di circa il 50%. Coinvolge 1.922.000 occupati, diretti e indiretti, pari all'8,2% dell'occupazione italiana.

 

 

Un settore che il ministro Urso ha definito “importante per il sistema Italia” e che nel corso della mattinata, con i rappresentanti dei vari brand, si è interrogato sul futuro e sulla centralità dei giovani per trasmettere quel bagaglio di competenze che rende unico il Made in Italy nel mondo. Secondo i dati elaborati dalla Fondazione con Unioncamere , relativi alla previsione dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine, si stima che le imprese in circa il 50% dei casi avranno difficoltà a reperire le figure professionali di cui hanno bisogno, pur in un contesto di disoccupazione giovanile che si attesta intorno al 20%. Un fabbisogno di talenti in crescita rispetto alle stime elaborate nel 2019, quando si prevedevano 236mila unità, a dimostrazione che l'intero comparto è in crescita, anche grazie all'impatto positivo del Pnrr.

 

“Alla luce del fabbisogno occupazionale di 276.000 profili per i prossimi cinque anni, la formazione di nuovi talenti dev'essere la priorità per tutto il comparto manifatturiero italiano, un patrimonio di cultura imprenditoriale, Saper Fare artigianale e tecnologico, bellezza e italianità che vogliamo preservare”, ha commentato Matteo Lunelli, Presidente di Altagamma che ha agigunto che “l'obiettivo comune di Imprese, Associazioni e Istituzioni deve essere quello di costruire un ecosistema virtuoso in cui il lavoro manifatturiero diventi un'ambizione per i giovani e in cui il sistema formativo sia in grado di assicurare le corrette competenze e le soft skill”.

 

A fronte di questi fabbisogni, le imprese mostrano difficoltà nel reperire il personale ricercato nel 45% dei casi, soprattutto per la mancanza di candidati. Nel 2023 i settori che hanno denunciato le maggiori difficoltà sono stati quello del Design (57%) e dei Motori (55.9%), seguono Ospitalità (47,7%) e Moda (47,5%) e Alimentare(38,9%).

 

“Pensare con le mani”


Per i grandi brand quindi la sfida è quella di avvicinare sempre più giovani, in un momento di inverno demografico, ai mestieri, alla formazione ITS. Nel corso della giornata, diversi imprenditori e manager delle Aziende Altagamma, affiancati da analisti e accademici e coordinati dalla Direttrice Generale di Altagamma, Stefania Lazzaroni, hanno portato esempi concreti di quanto le aziende stanno facendo per dare il proprio contributo a un tema cruciale: progetti di comunicazione, progetti formativi interni ed esterni, mostre internazionali per valorizzare la nostra artigiania e orientamento per i più giovani.  

 

Serge Brunschwig, Consigliere Altagamma con delega Sviluppo del Capitale Umano e dei Talenti, e Chairman e CEO di Fendi, ha illustrato “Adotta una scuola”, il  progetto di Altagamma in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e del Merito che crea percorsi di formazione personalizzati e collaborativi fra scuole e imprese, mirati a ridurre il divario tra domanda e offerta di profili tecnici e professionali, grazie a programmi didattici strutturati insieme piu? in linea con le esigenze delle aziende di alta gamma. Giunto quest'anno alla terza edizione, il programma fino a oggi ha coinvolto 33 imprese Altagamma, 39 scuole, 120 classi e 2500 studenti.

 

Della centralità della manifattura per le Imprese Altagamma hanno parlato Renzo Rosso, Fondatore e Presidente del Gruppo OTB, che ha sottolineato come il Made in Italy sia frutto di competenze artigianali, storie imprenditoriali e tradizioni che risiedono in una filiera unica al mondo e di come rappresenti un asset strategico per il settore del lusso e per l'intero Paese, da proteggere, valorizzare e tramandare ai più giovani,  Jean-Christophe Babin, CEO di Bulgari che ha testimoniato l'investimento che l'azienda ha fatto proprio in Italia in termini produttivi e di formazione manifatturiera nel settore della gioielleria e Luca Lisandroni, CEO di Brunello Cucinelli che ha parlato della Scuola di Alto Artigianato Contemporaneo per le Arti e i Mestieri di Solomeo.

 

Il focus sul fabbisogno dei talenti manifatturieri per l'alto di gamma è stato coordinato dalla Direttrice Generale di Altagamma Stefania Lazzaroni insieme a Stefano Micelli, Professore Economia e Gestione delle Imprese dell'Università Ca' Foscari di Venezia e ad Attilio Di Battista, Head Impact Design and Coordination, New Economy and Society del World Economic Forum e ad Alessandro Paparelli, Chief People Officer di Brioni.

Di Battista ha evidenziato che nei prossimi anni “un lavoro su quattro cambierà e circa il 44% delle competenze saranno obsolete nei prossimi cinque anni. Per questo è necessaria la formazione continua e con l'Ai generativa il 40% dei processi potrebbe essere automatizzato o aumentato. È un'opportunità”.

 

Ma come avvicinare i giovani ai lavori della filiera di alta gamma? Alcuni brand Altagamma hanno portato degli esempi di iniziative nell'ambito della formazione e della promozione dei mestieri manifatturieri: Andrea Cottini, COO di Bottega Veneta con il progetto Accademia Labor et Ingenium, Alberto Ferrarotto, Head of Learning, Development & Talent Acquisition di Lamborghini con il progetto DESI (Dual Education System Italy) e Carlotta Fontana, Consigliere di Villa d'Este con l'Accademia per il settore turistico IATH Academy.

 

Carlotta Fontana, Consigliere di Villa d'Este, ha raccontato l'esperienza dell'ITS di Cernobbio nato in collaborazione con il comune. “In Italia ci sono 140 Its, solamente 15 nel campo del turismo. Abbiamo iniziato con 2 classi e a ottobre siamo pronti ad accogliere più di 300 studenti. Il progetto ha 3 corsi differenti, uno totalmente in inglese (unico caso in Italia)”.
“Parlano con le mani” è il cuore dell'intervento di Andrea Cottini, Coo di Bottega Veneta. L'accademia oggi raccoglie studenti di 15 nazionalità differenti, che talvolta non parlano neppure l'italiano e gli insegnanti sono 7 artigiani in pensione che talvolta parlano solo dialetto. Eppure l'insegnamento del “fare” non ne risente.
 

 

Tragedia sull’A1, due morti e un ferito in un incidente

AGI - Tragedia della strada in A1, dove due persone hanno perso la vita in un incidente che ha visto coinvolti un'auto e tre mezzi pesanti. Lo scontro è avvenuto al Km 328 lungo la corsia nord, poco dopo lo svincolo Valdarno. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, le forze dell'ordine e il gruppo maxi emergenze della Asl Toscana Sud Est. Le persone coinvolte sono state estratte dalle lamiere dai Vigili del Fuoco. Un uomo di 78 anni e una donna di 79 anni sono morti sul colpo. Un uomo di 47 anni è stato trasportato all'ospedale di Careggi a bordo del Pegaso in codice rosso. 

Rubavano soldi, scarpe griffate e Airpods, fermati 5 minorenni

AGI - Sono stati tutti deferiti all'autorità giudiziaria in stato di libertà i 5 minorenni individuati dai carabinieri della stazione capoluogo di Treviso nell'ambito delle indagini svolte sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia, come presunti autori di rapine ai danni di coetanei commesse in centro a Treviso nei mesi scorsi. Il bottino dei giovanissimi, che avvicinavano le vittime all'uscita da scuola o poco distante dalle fermate dei mezzi pubblici, era costituito da felpe, cinture, scarpe griffate.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel pomeriggio del 30 marzo scorso tre diciassettenni che camminavano in via Pescatori a Treviso con altri tre amici (un ragazzo e due ragazze) erano stati avvicinati da un nutrito gruppo di giovanissimi, in prevalenza loro coetanei. Alcuni di questi, pare col pretesto di avere un "chiarimento" a seguito di una discussione sorta alcune sere prima in discoteca, li avevano costretti a consegnare tutto il denaro che avevano con sé (in tutto alcune decine di euro), delle cuffie "Airpods", una cintura, giubbotti e felpe griffati, minacciando di picchiarli se non avessero aderito alle loro richieste.

La denuncia di quanto accaduto - evidentemente per timore di ritorsioni da parte degli autori del reato - è stata presentata ai carabinieri della stazione di Treviso solo qualche tempo dopo. Da qui le indagini dei militari dell'Arma, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia, finalizzate ad acquisire gli ulteriori elementi utili ad accertare l'effettiva dinamica dei fatti e l'identificazione dei responsabili della rapina in danno dei tre giovanissimi.

Verso le 17.30 del 15 maggio scorso, pattuglie dell'Arma sono intervenute in via Lungo Sile Mattei, dove un 13enne ha detto che poco prima, mentre stava rincasando al termine delle lezioni scolastiche, tre ragazzi sconosciuti, dopo averlo raggiunto e accompagnato con forza in un'area isolata e attigua a via Zara, con fare minaccioso, gli avevano intimato di consegnare le scarpe sportive griffate nuove da lui calzate. I giovani, impossessatisi della refurtiva, si erano dati alla fuga per le vie circostanti mentre il minore rapinato, sotto shock e dolorante a una spalla, era stato raggiunto da una passante che lo aveva soccorso avvisando dell'accaduto i Carabinieri che lo avevano poi riaccompagnato a casa dai genitori.

Grazie ai riscontri raccolti - scaturiti da varie testimonianze raccolte, dall'esame delle riprese di sistemi di videosorveglianza della zona e dalla conoscenza dei minori da parte dei militari dell'Arma per altre attività di indagine svolte sul loro conto per atti di bullismo, danneggiamenti, e reati contro il patrimonio in Treviso, nell'hinterland del capoluogo e sul litorale veneziano - è stato possibile identificare i presunti autori, in concorso, delle rapine.

Si tratta di un 14enne e due 16enni da Treviso e Villorba per quella avvenuta il 30 marzo e di uno dei due 16enni già indagati per la rapina, in concorso con un 15enne e un 13enne da Treviso e Silea per quella avvenuta il 15 maggio scorso. Le perquisizioni, disposte con decreto dall'autorità giudiziaria lagunare sulla scorta delle prime risultanze d'indagine dei militari dell'Arma ed effettuate nelle scorse ore a carico degli indagati, hanno consentito di rinvenire nelle abitazioni dei giovani sospettati altro materiale pertinente ai reati contestati, fra cui gli indumenti indossati durante la consumazione dei reati contestati. Dall'inizio del 2024, sono già una ventina i minori deferiti dall'Arma di Treviso per gravi episodi di devianza giovanile verificatisi nel capoluogo e in comuni vicini - fra questi Carbonera, S. Biagio di Callalta, Villorba - e la cui posizione è ora al necessario vaglio dell'Autorità Giudiziaria minorile. 

Biden valuta la revoca dei limiti all’uso di armi Usa da parte di Kiev

AGI - Contro l'avanzata delle truppe russe in Ucraina, il presidente americano Joe Biden sta prendendo in considerazione l'idea di revocare i limiti all'uso da parte di Kiev di armi a corto raggio statunitensi per attaccare all'interno della Federazione. Lo scrive il Washington Post, indicando tra le iniziative allo studio anche misure contro la Cina per la fornitura di tecnologia chiave a Mosca. 

 

Mosca, "la linea di Varsavia è nota da tempo"

Il Cremlino e' a conoscenza della dichiarazione del viceministro della Difesa polacco, Cezary Tomczyk, secondo cui Varsavia non ha posto restrizioni all'Ucraina sull'utilizzo delle armi fornite che possono quindi essere utilizzate anche per colpire obiettivi russi. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe. "Abbiamo visto la dichiarazione, ma, in realta', era abbastanza ovvio anche prima di questa dichiarazione, non c'erano segreti a questo riguardo", ha detto Peskov. Il portavoce ha osservato che la Federazione Russa ha piu' volte parlato della sua reazione nel caso in cui Kiev usasse armi occidentali per colpire il suo territorio. "Abbiamo gia' parlato diverse volte e il presidente Putin ha risposto ieri a questa domanda nella sua conferenza stampa, al termine della sua visita a Tashkent. Vi consiglio semplicemente di ricordare le parole del presidente", ha aggiunto Peskov. 

 

Tajani: "Non manderemo soldati a combattere"

"Non manderemo nemmeno un soldato a combattere in Ucraina perché non siamo in guerra con la Russia, noi difendiamo l'indipendenza dell'Ucraina e non siamo in guerra con la Russia, sono due cose ben diverse". L'ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani inaugurando il Salone Nautico di Venezia. "Siamo invece pronti, nel caso in cui ci fosse una missione Onu a guida araba per dare vita ad uno stato palestinese, a inviare i nostri militari per ripetere quello che stanno facendo con molta capacita' tra Libano e Israele" ha poi concluso.

 

 

Il poliziotto accoltellato a Lambrate dimesso dall’ospedale

AGI - Il poliziotto Christian di Martino e' stato dimesso poco fa dall'ospedale Niguarda di Milano dov'era stato ricoverato in gravi condizioni. Il viceispettore, 35 anni, era stato colpito da tre coltellate da un pregiudicato marocchino nei pressi della stazione di Lambrate venti giorni fa.

 

 

Dichiarazione dei redditi, un milione di precompilate in 8 giorni

AGI - Sono oltre 1 milione le dichiarazioni precompilate già trasmesse dai cittadini a otto giorni dall'apertura del canale per l'invio, lo scorso 20 maggio. Lo comunica l'Agenzia delle Entrate spiegando che si tratta del 28% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Di queste, circa 987mila sono modelli 730 e i restanti Redditi Persone fisiche. Più del 60% dei contribuenti che ha inviato il 730 ha scelto la nuova modalità semplificata, al debutto in via sperimentale da quest'anno. Gli accessi di login al servizio sono stati invece complessivamente circa 9 milioni e 560mila.

Sono circa 9 milioni e 560mila gli accessi di login registrati dal sistema a partire dal 30 aprile, quando le precompilate sono state messe a disposizione in semplice consultazione. Per visualizzare e inviare la dichiarazione basta entrare nella propria area riservata con Spid, Cie o Cns. È sempre possibile, inoltre, spiega l'Agenzia, delegare un familiare o una persona di fiducia. Grazie a un controllo costante sul servizio i contribuenti possono utilizzare l'applicativo web gratuito messo a disposizione sul sito www.agenziaentrate.gov.it senza la necessità di doversi rivolgere a centri di assistenza fiscale o professionisti.

Qualora dovessero emergere eventuali anomalie anche dopo la presentazione della dichiarazione precompilata, verrà assicurata la massima assistenza anche tramite messaggi personalizzati nella procedura web. In ogni caso, i contribuenti sono sempre tenuti a verificare i dati presenti nella loro dichiarazione precompilata ed eventualmente a modificarli o integrarli anche attraverso la nuova compilazione semplificata. 

Tempeste in Texas, un Boeing trascinato dal vento. Il video virale

AGI - Sono diventate virali sui social le immagini spaventose di un aereo dell'American Airlines spostato dal forte vento, mentre era in pista all'aeroporto Fort Worth di Dallas, Texas. Il video, girato con il cellulare da un testimone, mostra il 737 della compagnia americana spostarsi come un fuscello dal pontile d'imbarco, nonostante il velivolo pesasse 40 mila chili, trascinato via da venti che hanno soffiato a più di cento chilometri orari. Nessuno è rimasto ferito. Sono state avviate indagini per valutare le condizioni dell'aereo. Il maltempo, che ha imperversato lunedì, ha portato alla cancellazione di 700 voli soltanto nello scalo di Dallas.

 

 

 

La Francia chiede all’Onu di fermare la guerra a Rafah

AGI - La Francia ha chiesto alle Nazioni Unite di adottare una risoluzione per fermare subito la guerra a Gaza. L'ambasciatore francese all'Onu Nicolas de Riviere ha messo in guardia da ogni ulteriore aggravarsi del conflitto a Rafah, dicendo che è "arrivato il momento" per il Consiglio di Sicurezza di "passare all'azione e adottare una nuova risoluzione". "Ci deve essere - ha dichiarato, parlando ai media - un immediato cessate il fuoco a Gaza e il rilascio incondizionato degli ostaggi. Non c'è zona di sicurezza per i civili palestinesi a Rafah". Il rappresentante francese ha aggiunto che il Consiglio di Sicurezza "deve onorare il proprio mandato e agire ora". "Deve permettere alle Nazioni Unite - ha sottolineato - di svolgere il suo ruolo appieno nella Striscia di Gaza, in modo da rispondere alle stringenti necessità della popolazione". "La Francia - ha concluso - resta determinata a costruire uno Stato per i palestinesi e a garantire la sicurezza per Israele". 

Su Taiwan la Cina non arretra. “La pressione militare continuerà”

AGI - La Cina ha promesso che la pressione militare su Taiwan continuerà finché le provocazioni "indipendenza" continueranno sull'isola autogovernata. La settimana scorsa, la Cina ha tenuto due giorni di esercitazioni militari intorno a Taiwan, durante le quali navi da guerra e aerei carichi di munizioni si sono esercitati nel sequestro e nell'isolamento dell'isola autogovernata.

Le esercitazioni sono state avviate tre giorni dopo l'insediamento del presidente taiwanese Lai Ching-te e il discorso inaugurale che la Cina ha denunciato come una "confessione di indipendenza".

Pechino considera l'isola democratica parte del suo territorio e non esclude l'uso della forza per portarla sotto il suo controllo. L'Ufficio per gli affari di Taiwan (TAO) di Pechino ha affermato che ulteriori esercitazioni militari potrebbero seguire la "Joint Sword-2024A" della scorsa settimana.

"Finché continueranno le provocazioni sull'indipendenza di Taiwan, le azioni dell'Esercito popolare di liberazione (PLA) per difendere la sovranità nazionale e l'integrità territoriale continueranno", ha detto il portavoce del TAO Zhu Fenglian in una conferenza stampa. Zhu ha definito la retorica del presidente Lai "estremamente sconsiderata", aggiungendo che "rischierebbe inevitabilmente la guerra nello stretto di Taiwan e arrecherebbe gravi danni ai nostri compatrioti di Taiwan".

"Non tollereremo, condoneremo o permetteremo mai questo, e dobbiamo contrastarlo e punirlo", ha detto."Maggiore è la provocazione, più forte è la contromisura."

Blinken in Moldova per rafforzare il fronte anti Putin

AGI - Il segretario di Stato americano Antony Blinken torna in Moldova per mostrare il suo sostegno alle aspirazioni occidentali di questo paese confinante con l'UE e l'Ucraina, in un momento in cui Washington è preoccupata per i progressi russi nella regione. Il capo della diplomazia statunitense deve annunciare "un insieme solido di misure di sostegno", ha annunciato Jim O'Brien, responsabile per l'Europa presso il Dipartimento di Stato.

Oltre a una componente energetica per aiutare Chisinau a ridurre la sua dipendenza da Mosca, mirano a rafforzare la democrazia e la lotta contro la disinformazione prima delle elezioni decisive di ottobre per questa ex repubblica sovietica. A lungo nell'orbita del Cremlino, ha iniziato una svolta verso ovest sotto l'attuale presidenza di Maia Sandu, eletta nel 2020 e candidata alla rielezione.

Sandu e gli attacchi a Mosca per le ingerenze in Moldova

Il leader accusa regolarmente Mosca di cercare di destabilizzare il suo Paese attraverso attacchi ibridi, in particolare nel periodo che precede le elezioni del 20 ottobre. Contemporaneamente deve essere organizzato un referendum sull'adesione all'Unione europea (UE), dopo che i 27 hanno dato il via libera all'apertura dei negoziati con questo paese di 2,6 milioni di abitanti, tra i più poveri d'Europa.

 

O'Brien ha descritto il record della signora Sandu come "di successo", nonostante "le operazioni aggressive di cui era l'obiettivo quando è entrata in carica" dopo una grande vittoria nel 2020. "Vogliamo che il popolo moldavo abbia voce in capitolo in un ambiente libero ed equo, con la minima interferenza possibile", ha detto O'Brien ai giornalisti. Le truppe russe sono di stanza da decenni nella regione separatista della Transnistria in Moldavia, i cui leader a fine febbraio hanno chiesto "protezione da Mosca".

"Mentre alcuni fanno di tutto per metterci in difficoltà, altri ci tendono la mano in segno di amicizia e noi siamo estremamente grati", ha commentato lunedì il ministro degli Esteri moldavo Mihai Popsoi. Egli ha definito il viaggio un nuovo "segnale forte", poiché la prima visita di Blinken è avvenuta poche settimane dopo l'inizio dell'offensiva russa in Ucraina, quando erano forti i timori di un'estensione del conflitto.

Si è trattato quindi di un gesto avvenuto in un periodo di "estrema allerta", ricorda Andrei Curararu, esperto di sicurezza e cofondatore di WatchDog.md, un think tank moldavo. Oggi, secondo lui, "una visita a questo livello indica che la Moldavia è tornata nell'agenda degli Stati Uniti, a causa dei rischi per la sicurezza nazionale della Moldavia" che l'attuale situazione comporta.

L'UE pensa a un accordo bilaterale

Una settimana dopo aver firmato un patto di difesa e sicurezza con Chisinau, l'UE potrebbe gettare le basi per un accordo bilaterale simile. Le autorità americane affermano di non vedere più alcuna minaccia imminente per i 1.500 soldati russi di base in Transnistria, ma dicono che non corrono alcun rischio, mentre il Cremlino ha ordinato un assalto nella regione di Kharkiv (nord-est dell'Ucraina) due settimane fa.

Vladimir Putin spera di ottenere un vantaggio prima che le armi inviate dagli Stati Uniti per aiutare Kiev a respingere l'offensiva arrivino al fronte, dopo essere stato frenato per mesi da dispute politiche interne. Il tempo stringe in vista delle elezioni americane di novembre, con il candidato repubblicano Donald Trump che parla del suo desiderio di concludere un accordo sull'Ucraina con il presidente russo.

Georgia osservata speciale degli Usa

Gli Stati Uniti tengono d'occhio anche la Georgia, altra ex repubblica sovietica che martedì ha adottato in via definitiva una legge sull'"influenza straniera", ispirata alla legislazione repressiva russa. Antony Blinken è atteso nel primo pomeriggio nella capitale moldava Chisinau, dove incontrerà Maia Sandu e terrà una conferenza stampa alle 17:30 (14:30 GMT). In serata volerà a Praga, dove a luglio a Washington si terrà la riunione dei ministri degli Esteri della Nato per preparare il 75esimo anniversario dell'Alleanza atlantica.

Urso: “Verso l’accordo a giugno per il tavolo Stellantis”

 

AGI - Prosegue il dialogo tra Governo, enti locali, Stellantis e i sindacati sul futuro dei singoli siti produttivi in Italia, al centro della riconversione nel passaggio alla mobilità elettrica. L'obiettivo resta quello di produrre 1 milione di automobili l'anno in Italia, con una quota crescente di veicoli green. Nel frattempo il governo spera nell'arrivo di un secondo produttore di auto nel Paese. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso, dopo i tavoli su Pomigliano e Cassino, sostiene che "siamo sulla strada giusta per chiudere con un accordo di sviluppo questo tavolo Stellantis aperto a dicembre". Ci si potrebbe arrivare, per il titolare del Mimit, "entro giugno".

 

I sindacati, che ieri hanno incontrato anche il vertice aziendale a Torino, sottolineano però che mancano ancora alcune risposte da parte dell'azienda per dire che gli stabilimenti sono al sicuro e chiedono nuovamente un tavolo a Palazzo Chigi per suggellare l'intesa al massimo livello. "Il clima è cambiato, abbiamo fatto bene a fare pressing sull'azienda. Abbiamo invertito la rotta, l'Italia può finalmente sperare di avere una produzione dell'automotive che sia riconosciuta nell'orgoglio della nostra industria", sottolinea Urso. Il ministro auspica che "il lavoro del tavolo Stellantis continuerà nei prossimi giorni per concludersi spero nella solennità di Palazzo Chigi". Perplessa la Fiom.

 

"Non è ancora arrivata nessuna nuova risposta certa da parte di Stellantis in merito alle prospettive di entrambi i siti. A Pomigliano l'annuncio del prolungamento della produzione della Pandina fino al 2029, difficilmente potrà compensare i volumi in calo del Tonale e quelli già esigui dell'Hornet, e soprattutto non guarda al futuro dal punto di vista dell'innovazione di propulsori con minor impatto ambientale", argomenta Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil. Che aggiunge: "A Cassino gli annunciati nuovi modelli elettrici di Stelvio e Giulia e l'affiancamento di un non ben definito nuovo modello dovrebbero partire solamente dal 2025 e nel 2026".

 

Più ottimista l segretario generale della Fim Ferdinando Uliano, che specifica: "L'incontro di oggi segue quello incontro di ieri a Torino, dove ci è stata annunciata la produzione della 500 ibrida e insieme ad altre scelte che ci sono state in parte annunciate e in parte ancora da prevedere, ci permetterà di chiudere il cerchio per arrivare all'accordo di programma sul settore automotive e di centrare l'obiettivo di 1 milione di veicoli entro 2030". Per questo motivo, aggiunge, "abbiamo chiesto la convocazione a Palazzo Chigi per concludere positivamente con garanzie e verifiche". Mentre Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm e Crescenzo Auriemma, segretario generale Uilm Campania, ricordano: "Sullo stabilimento di Pomigliano, Stellantis ha ribadito che investirà sulla motorizzazione euro 7 della Panda e che ciò consentirà di prolungarne la sua produzione per tutto il futuro prevedibile, probabilmente almeno fino al 2029". 

Sudafrica oggi al voto, traballa il potere trentennale dell’ANC

 

AGI - Oggi sarà una giornata da bollino rosso per il Sudafrica che andrà alle urne per eleggere i 400 deputati del nuovo Parlamento, che a sua volta nominerà il prossimo presidente della Repubblica. Nel contempo verranno eletti i deputati regionali che siederanno nei nove parlamenti provinciali del Paese. L'esito del voto in una delle nazioni più ricche e influenti del continente non è mai stato così incerto negli ultimi 30 anni e, per la prima volta, vede davvero traballare l'African National Congress (ANC), al potere dal 1994. Sono tante le preoccupazioni dei 27,6 milioni di sudafricani chiamati a votare, dalla disoccupazione alle stelle alla corruzione endemica, passando per gli alti tassi di criminalità, la povertà e le frequenti interruzioni nell'erogazione di luce e acqua. Preoccupazioni che sono motivi diretti di malcontento nei confronti dell'ANC del presidente uscente Cyril Ramaphosa, di cui era membro nel lontano 1943 il suo illustre predecessore, Nelson Mandela, che fu il primo capo di Stato dell'era post apartheid.

 

In base agli ultimi sondaggi, le votazioni di oggi potrebbero inaugurare una nuova fase politica per il Sudafrica, caratterizzata dal declino della forza dominante che 30 anni fa condusse con successo la lotta contro il governo della minoranza bianca e il sistema legale razzista. Sempre riconfermato al potere dopo la vittoria alle prime elezioni democratiche del 1994, l'ANC vede la sua quota di voti in costante calo, dopo il picco massimo del 70% raggiunto nel 2004. Domani, per la prima volta, le proiezioni prevedono che possa scendere sotto il 50%, costringendolo a dover formare una coalizione per governare. Per essere nominato, la forza politica del potenziale presidente deve vincere la maggioranza assoluta di 201 seggi su 400.

 

Inoltre, gli elettori della prima potenza industriale d'Africa non sono mai stati così indecisi sul nome del partito per il quale votare: secondo uno studio di Afrobarometer - une rete di ricerca panafricana indipendente - alla vigilia del voto circa un terzo degli iscritti non ha ancora scelto quale scheda inserire nell'urna. La causa è il netto declino del sentimento di affiliazione a un partito politico in particolare da parte dei sudafricani, dovuto fondamentalmente alla mancata lealtà dei politici, valuta il locale Istituto per la Giustizia e la Riconciliazione. In tutto 52 partiti sono in lizza per 400 seggi parlamentari, ma solo in quattro sono in prima linea, grandi favoriti. Al primo posto c'è ancora l'African National Congress con il presidente uscente Ramaphosa in lizza a un secondo mandato, dopo essere subentrato a Jacob Zuma, dimessosi nel 2019.

 

Ex sindacalista che ha fatto fortuna negli affari, Ramaphosa è spesso deriso per la sua mancanza di carisma. Il suo slogan elettorale è "Andiamo avanti insieme", ma i sondaggi evidenziano che l'ANC rischia di non andare oltre il 40-45% dei voti. In seconda posizione c'è l'Alleanza Democratica (DA), il principale partito di opposizione guidato da John Steenhuisen, a capo di una coalizione di circa dieci partiti il cui obiettivo è quello di scalzare l'ANC.  Tuttavia viene ancora ampiamente percepito come un'organizzazione di minoranza bianca, pertanto fatica ad allargare la propria base. L'Alleanza Democratica denuncia la corruzione del partito al potere, la mancanza di sviluppo economico e la disoccupazione. Secondo le ultime previsioni potrebbe ottenere tra il 20-22% delle preferenze.

 

Oggi ci riprova il partito degli Economic Freedom Fighters (EFF), di sinistra radicale, guidato dal controverso Julius Malema, che lo ha fondato nel 2013 dopo essere stato espulso dall'ANC. La sua formazione è favorevole a riforme radicali, tra cui la redistribuzione delle terre e la nazionalizzazione di settori economici chiave per combattere la disuguaglianza. Julius Malema, che indossa spesso un berretto rosso, si presenta come il difensore dei poveri e nei sondaggi viene accreditato del 10-12% delle intenzioni di voto. Infine c'è il movimento uMkhonto we Sizwe (MK), una piccola formazione - che prende il nome dall'ala armata dell'ANC sotto il regime dell'apartheid - creata solo pochi mesi fa dall'ex presidente Zuma, che ha rotto con il partito al potere.

 

Zuma, coinvolto in vari scandali di corruzione, alla fine non si presenterà come candidato: dieci giorni fa i tribunali lo hanno dichiarato ineleggibile dopo una condanna per oltraggio alla corte di tre anni fa. Tuttavia, la foto di Zuma è rimasta sulle schede elettorali, che sono già state stampate, come confermato dalla Commissione elettorale. I sondaggi danno il suo movimento all'8-9% dei voti. Lo stato attuale dell'economia è senz'altro uno dei fattori che ha maggiormente intaccato il sostegno all'ANC. Negli ultimi 30 anni, è vero che i sudafricani, in media, sono diventati più ricchi, che i livelli di povertà sono diminuiti e, in generale, che le persone hanno accesso ad alloggi e assistenza sanitaria migliori.

 

Tuttavia, a partire dal 2011, si è verificata una tendenza al ribasso dei redditi medi, portando questa categoria di cittadini ad accusare il partito al governo di aver gestito male l'economia. A questi fattori si sono aggiunti i fattori esterni che hanno pesato negativamente, quali la pandemia di Covid-19 e l'impennata globale dei prezzi. Il nodo principale riguarda la diseguaglianza clamorosa di reddito e ricchezza, che non sono distribuiti equamente tra la popolazione. Emblematico il contrasto di vita a Johannesburg, dove appena più di un chilometro separa il quartiere degli affari di Sandton - il chilometro quadrato più ricco dell'intero continente africano - dalla township di Alexandra, una baraccopoli in cui vive quasi mezzo milione di persone. Utilizzando una misura nota come coefficiente di Gini, che esamina la proporzione del reddito ricevuto da diversi gruppi di famiglie, il Sudafrica è il Paese con la maggiore disuguaglianza al mondo.

 

Numeri alla mano, il 20% più ricco della popolazione detiene quasi il 70% del reddito; al contrario, il 40% dei sudafricani più poveri possiede solo il 7% del reddito nazionale. Uno dei principali fattori di disuguaglianza e l'impatto più evidente dei problemi economici si rispecchiano nel tasso di disoccupazione, che secondo la Banca Mondiale è il più alto del mondo. Attualmente quasi un terzo dei sudafricani in cerca di lavoro non riesce a trovarlo e l'economia non è cresciuta a un ritmo tale da sostenere il numero di persone che entrano nel mercato del lavoro. La disoccupazione colpisce particolarmente duramente i giovani: oltre il 44% dei giovani tra i 15 e i 34 anni - chiamati "born free", in quanto nati dopo l'apartheid - non frequentano corsi di istruzione, formazione nè lavorano. Come molti Paesi africani, il Sudafrica ha una popolazione molto giovane: la maggioranza dei 62 milioni di abitanti del paese ha meno di 35 anni.

 

Un rapporto delle Nazioni Unite dello scorso anno ha descritto la mancanza di lavoro come una "bomba a orologeria", suggerendo che potrebbe essere una fonte di instabilità politica in futuro. Un'altra urgenza impellente a cui far fronte, presente nei programmi elettorali dei vari partiti, riguarda gli alti livelli di criminalità che affliggono il Sudafrica ormai da molti anni. Durante l'ultimo decennio, nonostante si sia registrato un leggero calo nel numero di aggressioni, i tassi di rapina, stupro e omicidio rimangono invece pressochè invariati. In media, negli ultimi tre mesi del 2023, in Sudafrica è stata uccisa una persona ogni 18 minuti e ogni giorno - sullo stesso periodo - sono state violentate più di 130 persone, ovvero una ogni 11 minuti.

 

Ad aver sconvolto il quotidiano dei sudafricani e danneggiato la crescita economica sono state, inoltre, le frequenti interruzioni di corrente, seppur pianificate, note come riduzione del carico. La scarsa manutenzione, l'invecchiamento delle infrastrutture, la corruzione e la cattiva gestione sono tutti fattori responsabili dei fallimenti della compagnia elettrica statale Eskom. Nonostante le difficoltà economiche evidenti, il Sudafrica rimane una meta ambita, che esercita ancora una grande attrattiva per i migranti di diversi paesi dell'Africa australe e del continente in generale. Circa il 3% della popolazione, pari a 2,4 milioni di persone, sono migranti. Anche se costituiscono una piccola percentuale della popolazione, vengono accusati di sottrarre lavoro alla gente del posto oltre ad essere considerati responsabili degli alti livelli di criminalità.

 

Per questi motivi, ingiustificati, vengono ciclicamente presi di mira da ondate di violenza xenofoba. Il gruppo di difesa dei diritti umani Human Rights Watch denuncia che i cittadini stranieri vengono usati come capri espiatori e demonizzati, anche durante la campagna elettorale, rischiando ulteriori violenze xenofobe. "Queste elezioni si svolgono in un contesto di frustrazione e delusione estremamente elevato. I sudafricani rimangono molto legati all'ANC, il partito di liberazione che ha posto fine all'apartheid, ma per la prima volta potrebbe perdere la maggioranza assoluta", prospetta Jan Hofmeyr dell'Istituto per la Giustizia e la Riconciliazione.

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