L'attentato a Trump, il sospettato Cole Allen si dichiara non colpevole per i 4 capi d'accusa
L'uomo aveva cercato di raggiungere il presidente alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, all'Hilton di Washington. Tra le accuse, anche il ferimento di un agente che aveva cercato di fermarlo
reuters Cole Allen, il sospettato del tentato assassinio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca all'Hotel Hilton di Washington, si è dichiarato non colpevole per i quattro capi d'accusa federali a suo carico durante l'udienza di oggi in tribunale, nella capitale Usa. Allen, che rimane in custodia cautelare in attesa del processo, è accusato di tentato omicidio, reato che prevede l'ergastolo, oltre a due capi d'accusa relativi all'uso e al trasporto di armi da fuoco e un quarto per aggressione a un agente delle forze dell'ordine con un'arma letale.
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Un uomo ha aperto il fuoco nella lobby dell'hotel Hilton di Washington, dove si stava svolgendo la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca. Gli spari a pochi metri dal presidente americano e da tutti i principali membri del suo governo: dal numero due, J.D. Vance, all'Attorney General, Todd Blanche, al capo dell'Fbi Kash Patel. Trump e Vance sono stati subito evacuati dagli agenti del Secret Service armati di mitra in due direzioni opposte, come vuole il protocollo in caso di emergenze del genere.
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Il procuratore: “Gli obiettivi dello sparatore erano membri dell'Amministrazione, ha agito da solo, il sistema ha retto”
L'uomo che ha sparato alla cena dei corrispondenti “aveva come obiettivo persone che lavorano nell'Amministrazione, probabilmente incluso il presidente” ha dichiarato il procuratore generale ad interim Todd Blanche al programma “Meet the Press with Kristen Welker”. Blanche ha affermato che gli investigatori sono riusciti a raccogliere alcune informazioni dai dispositivi elettronici del sospettato e hanno interrogato alcune persone che lo conoscono, iniziando a farsi un'idea preliminare del suo possibile movente, pur avvertendo che la situazione potrebbe cambiare con l'esame di ulteriori prove. L'attentatore “non sta collaborando attivamente” ha poi riferito Blanche, che ieri sera si trovava al Washington Hilton con il presidente Trump e centinaia di altre personalità e giornalisti.
Avrebbe agito da solo, ha riferito ancora Todd Blanche. L'attentatore ha acquistato le due armi che portava con sé durante l'attacco “negli ultimi due anni”. Le prime prove indicano che ha agito da solo, ma questa ipotesi potrebbe cambiare man mano che gli investigatori raccoglieranno ulteriori informazioni, ha aggiunto Blanche, come riporta il New York Times. Gli inquirenti hanno appurato che il sospettato ha preso un treno da Los Angeles a Chicago e poi da Chicago a Washington, dove ha preso alloggio al Washington Hilton uno o due giorni prima che l'hotel ospitasse la cena dell'associazione dei corrispondenti.
Per quanto terribile, l'aggressione ha dimostrato che il perimetro di sicurezza intorno al presidente Usa, ai suoi funzionari e ai giornalisti ha funzionato bene, neutralizzando rapidamente la minaccia, ha sostenuto ancora il procuratore generale ad interim. “Non dimentichiamo che il sospettato non si è allontanato molto. Ha a malapena superato il perimetro, e con ‘a malapena’ intendo di pochi metri” ha detto Blanche. “Il sistema ha funzionato. Eravamo al sicuro, il presidente Trump era al sicuro”.
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L'uomo “aveva molte armi”
Trump, con ancora indosso lo smoking per la serata di gala, dal palco ha anche rivelato che l'uomo aveva “molte armi”, senza fornire altri dettagli. La procuratrice di Washington, Jeanine Pirro, ha poi spiegato che l'uomo aveva con sé un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli. Il presidente ha quindi ringraziato la First Lady Melania “per il coraggio e la pazienza” in questa circostanza estrema e ha promesso che entro un mese la serata sarà riorganizzata.
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Nel salone circa 2.600 giornalisti che, terrorizzati, hanno cercato di trovare riparo sotto ai tavoli e dietro le colonne di quello che è un luogo simbolico della capitale americana. Lì dove, all'esterno dell'edificio, nel 1981 l'allora presidente Ronald Reagan rimase ferito in un tentato assassinio.
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L'aggressore è stato colpito da un agente, mentre un altro è rimasto ferito ed è stato ricoverato in ospedale. Portato al pronto soccorso anche l'autore della sparatoria, poi identificato col nome di Cole Tomas Allen, 31enne della California. Il tycoon in una conferenza stampa subito dopo la sparatoria, lo aveva descritto come “un lupo solitario” che “voleva uccidere”. L'uomo ha ammesso alle autorità di aver preso di mira funzionari dell'Amministrazione, hanno riferito due fonti di sicurezza a Cbs News. Il presunto attentatore non ha specificato di aver voluto colpire il presidente ma solo “funzionari dell'Amministrazione”, ha affermato una fonte delle forze dell'ordine.
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Il tycoon ha parlato ai giornalisti in modo inusualmente calmo e ringraziato il Secret Service. Ma l'incidente ha comunque provocato shock tra i corrispondenti e gli abitanti della capitale americana. Il corrispondente de La Stampa, Alberto Simoni, che si trovava a pochi metri dall'incidente, ha raccontato che al suono degli spari “la gente si è buttata sotto i tavoli o dietro le colonne cercando un riparo” in preda al panico. Il veterano della Cnn, Wolf Blitzer, anche lui a pochi metri dallo sparatore, è stato salvato da un agente del Secret Service che lo ha buttato a terra.
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Il precedente del 2024
Trump è stato già vittima di un tentato assassinio durante un evento per la campagna elettorale del 2024 in Pennsylvania. Ha chiesto agli americani “di risolvere le differenze pacificamente”. “Non è la prima volta, nell'ultimo paio di anni, che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti” ha detto il capo della Casa Bianca riferendosi anche all'omicidio del leader del movimento di destra Turning Point, Charlie Kirk. La vedova Erica era presente al gala e, comprensibilmente, è rimasta sotto shock per la sparatoria. “Voglio solo andarmene” avrebbe detto la donna a un reporter della Cnn dopo l'incidente. Quello che adesso l'Fbi e la polizia di Washington dovranno stabilire è come sia possibile che un uomo armato fino ai denti sia riuscito a entrare a un evento al quale era presente non solo il commander-in-chief ma anche mezzo governo. Per Trump il luogo del gala “non è particolarmente sicuro”.
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Fonte: www.rainews.it
