UE, approvate sanzioni contro i coloni israeliani responsabili di violenze
Dopo mesi di stallo raggiunto un accordo politico anche su nuove misure contro Hamas; non passano i dazi sui prodotti delle colonie israeliane
lapresse I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo politico per imporre nuove sanzioni contro i coloni israeliani ritenuti responsabili di atti di violenza contro civili palestinesi in Cisgiordania. Contestualmente, sono state concordate nuove misure restrittive anche contro esponenti di Hamas.
L’intesa rappresenta un passaggio politicamente rilevante perché, fino a poche settimane fa, l’Unione non era riuscita a trovare un consenso su questo dossier. La richiesta di sanzionare i coloni più radicali era sostenuta da diversi governi europei, che da mesi denunciavano l’aumento delle aggressioni in Cisgiordania e l’espansione degli insediamenti israeliani in territori considerati occupati secondo il diritto internazionale.
Non ha invece raccolto i consensi necessari la proposta di introdurre dazi o restrizioni commerciali sui prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Era la misura economicamente più incisiva tra quelle in discussione, ma avrebbe richiesto un livello di convergenza politica che al momento non esiste. La questione resta comunque sul tavolo e potrebbe tornare nelle prossime riunioni dei ministri europei.
La reazione del governo israeliano è stata immediata. Il ministro degli Esteri di Israele, Gideon Sa'ar, ha definito la decisione europea “arbitraria” e “priva di fondamento”, accusando Bruxelles di colpire cittadini e organizzazioni israeliane sulla base di motivazioni politiche. Sa’ar ha anche contestato l’accostamento tra i coloni sanzionati e Hamas, parlando di una “equivalenza morale completamente distorta”.
Le sanzioni europee comportano di norma congelamento dei beni nell’Unione e divieto di ingresso nei paesi membri. Non è ancora stato pubblicato l’elenco definitivo dei soggetti coinvolti, ma secondo Reuters riguarderebbe tre coloni e quattro organizzazioni legate al movimento degli insediamenti.
La decisione europea arriva in una fase di crescente tensione internazionale sulla situazione in Cisgiordania. Secondo diverse organizzazioni internazionali e secondo agenzie di stampa come Reuters e Associated Press, negli ultimi mesi sono aumentati gli episodi di violenza di gruppi di coloni radicali, mentre molti governi europei hanno intensificato le pressioni diplomatiche su Israele affinché limiti l’espansione degli insediamenti.
Fonte: www.rainews.it
