Dolore e rabbia ai funerali di Amal, la reporter uccisa da Israele
Amal Khalil, 43 anni, in Libano "la voce del Sud", uccisa da un attacco israeliano. Il presidente Aoun: "Un crimine di guerra". Oltre 250 giornalisti uccisi da Israele dal 2023
Nel villaggio di al-Tiri, nel sud del Libano, una folla commossa ha accompagnato la bara della reporter Amal Khalil, avvolta nella bandiera libanese e sormontata dal suo casco e dal suo giubbotto che la indicavano come giornalista e non l'hanno protetta dalle bombe israeliane. Tra la folla, molte persone piangevano e i presenti urlavano “Vergogna” all'indirizzo del governo libanese che tratta con l'aggressore israeliano.
Khalil, giornalista del quotidiano Al-Akhbar, è stata presa di mira da diversi raid aerei israeliani, l'ultimo dei quali contro la casa dove si era rifugiata. Stava seguendo per lavoro i combattimenti tra Israele e Hezbollah. Il suo corpo è stato recuperato dalle macerie ore dopo. L'esercito israeliano ha dichiarato che "l'incidente" è sotto inchiesta.
"Non era la prima volta che gli israeliani minacciavano Amal", ha detto il fratello, Ali Khalil: "tre attacchi in due ore o un'ora e mezza dimostrano che gli israeliani intendevano assassinare Amal Khalil". In alcune interviste, Amal ricordava di avere ricevuto messaggi minacciosi da un numero di telefono israeliano. L'omicidio ha suscitato un'ondata di indignazione in Libano e in tutto il mondo. "Israele prende di mira deliberatamente i giornalisti per nascondere la verita' sui suoi crimini contro il Libano", ha dichiarato il presidente Joseph Aoun, denunciando i "crimini di guerra" dello Stato ebraico.
Dal 2023, Israele ha deliberatamente ucciso oltre 230 giornalisti nella Striscia di Gaza e almeno 23 in Libano.
Fonte: www.rainews.it
