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Memorial Day a Tel Aviv: parla un ex pilota dell'esercito
Il ricordo dei caduti quest'anno è stato per qualcuno in Israele l'occasione di ricordare tutti, ebrei e musulmani. La testimonianza di Guy Poran, un ex pilota contrario ai massacri di civili
Una madre di Gaza piange ricordando marito e figli uccisi da Israele: una testimonianza che commuove la platea composta da israeliani e palestinesi. Il Memorial Day è il giorno in cui lo Stato ebraico ricorda i suoi caduti. Una celebrazione dai toni nazionalisti ma non per tutti come spiega Guy Poran: “Da ex pilota israeliano sento la responsabilità di ricordare i morti di entrambe le parti e per questo sono qui “. Un militare pentito che oggi si commuove mentre si alternano i racconti di vittime ebree e musulmane. “Un anno fa “, racconta Gai, “io e altri 1700 piloti israeliani abbiamo firmato una petizione per chiedere lo stop ai massacri. Quel documento ha creato un casino in quel palazzo dietro di te, il comando dell'Aeronautica” aggiunge: “I massacri però sono andati avanti”. “Perché altri piloti non si ribellano?” chiedo. “In realtà molti piloti di servizi sono fuggiti” risponde. “E tra i miei colleghi è venuta meno la fiducia dopo aver compreso che i comandi puntavano ospedali scuole e migliaia di civili”. E poi conclude sulla Cisgiordania: “L’esercito avrebbe il potere di fermare la violenza dei coloni ma il progetto di annessione è chiaro dal 67”. Poi aggiunge: “Colpiscono ovunque si trovi e non possono fermare i coloni. Gli ordini ai piloti che bombardano l'Iran partono proprio da lì” “E pensi che sia impossibile fermarli?” chiedo. “Dobbiamo credere che le cose possano andare diversamente” risponde, “e io ci credo”.
Fonte: www.rainews.it
