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Zelensky ha incontrato in Siria il presidente al-Sharaa: “Pronti a lavorare insieme”
Press Office of the President of Ukraine via AFP
Zelensky incontra al-Sharaa in Siria, "Collaboreremo per garantire sicurezza"
Orban, 'L'ambizione di Kiev di isolare Ue dall'energia russa ci minaccia. Ci sta lavorando da anni'
“L’ambizione dell’Ucraina è una minaccia per la vita dell’Ungheria. La sicurezza energetica dell’Ungheria non è un gioco. Proteggeremo anche il nostro sistema energetico, la sicurezza delle nostre famiglie e i nostri interessi nazionali”. Lo dichiara il primo ministro ungherese Viktor Orban, in un video postato sui social dopo il consiglio nazionale di difesa convocato alla notizia arrivata dal presidente serbo Aleksandar Vucic sul ritrovamento di due zaini con esplosivo in prossimità del gasdotto Turkstream vicino al confine con l’Ungheria.
“Si avvicina all’Europa una crisi energetica senza precedenti – afferma -. I paesi europei hanno bisogno e avranno bisogno di ancora più energia dalla Russia. E l’Ucraina lavora da anni per isolare l’Europa dall’energia russa. Hanno fatto esplodere il Nord Stream e chiuso il gasdotto proveniente dall’Ungheria.
Quest’anno, con la chiusura dell’oleodotto dell’Amicizia (Druzhba), l’Ungheria è stata posta sotto un blocco petrolifero e la sezione russa del Turkish Stream viene costantemente attaccata militarmente”, aveva segnalato proco prima.
Al termine del consiglio di difesa, “sulla base delle informazioni a nostra disposizione – spiega Orban -, è stata preparata un’operazione di sabotaggio sulla sezione Vojvodina del gasdotto Turkish Stream che rifornisce l’Ungheria. Mi sono consultato con il presidente della Serbia. Non ci sono state lesioni personali e il gasdotto funziona senza intoppi. Ho ringraziato il presidente Vucic per il lavoro delle autorità serbe. I serbi hanno rafforzato la difesa del gasdotto”. “Il funzionamento di questa linea è fondamentale per l’Ungheria, in questo modo si ottiene il 60% del consumo di gas ungherese – prosegue Orban -. Pertanto, abbiamo ordinato il rafforzamento del controllo militare e della protezione della sezione ungherese del gasdotto. Le autorità serbe stanno indagando, le autorità ungheresi sono in costante contatto con loro”.
Ungheria accusa l'Ucraina di tentato sabotaggio del gasdotto che trasporta gas russo verso l'Ungheria attraverso la Serbia
Il governo ungherese ha accusato l’Ucraina di preparare un sabotaggio contro il gasdotto che trasporta gas russo verso l’Ungheria attraverso la Serbia, dopo il ritrovamento di esplosivi nei pressi dell’infrastruttura.
Il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, ha parlato di un “tentativo di attentato terroristico”, sostenendo che rientrerebbe in una serie di azioni volte a interrompere le forniture energetiche russe verso l’Europa.
Il presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha riferito del ritrovamento di due pacchi di esplosivo nel nord della Serbia, vicino al confine ungherese, nelle vicinanze del gasdotto Balkan Stream, estensione del TurkStream, che rifornisce entrambi i Paesi di gas naturale russo. Dopo essere stato informato dell’incidente, il premier ungherese, Viktor Orban, ha convocato una riunione straordinaria del Consiglio di Difesa, al termine della quale e’ stato deciso il dispiegamento di protezione militare lungo il tratto ungherese del gasdotto. “La sicurezza energetica dell’Ungheria non e’ un gioco”, ha dichiarato. Budapest accusa inoltre Kiev di precedenti azioni contro le infrastrutture energetiche russe, tra cui il sabotaggio del gasdotto Nord Stream e l’interruzione dei flussi attraverso l’Ucraina, oltre ai problemi sull’oleodotto Druzhba. Le accuse arrivano a pochi giorni dalle elezioni legislative ungheresi del 12 aprile, considerate cruciali per il futuro politico di Orban. Il suo sfidante, il conservatore Peter Magyar, ha insinuato che il presunto sabotaggio possa essere una messa in scena orchestrata dal governo ungherese con la complicita’ serba per recuperare consenso elettorale.
Kiev: "Gli esplosivi in Serbia un'operazione sotto falsa bandiera"
“Respingiamo categoricamente ogni tentativo di collegare falsamente l’Ucraina all’incidente relativo agli esplosivi rinvenuti nei pressi del gasdotto TurkStream in Serbia. L’Ucraina non ha nulla a che vedere con tutto ciò. Si tratta molto probabilmente di un’operazione sotto falsa bandiera russa, nell’ambito della massiccia interferenza di Mosca nelle elezioni ungheresi”. Così sui social media il portavoce del ministero degli Esteri dell’Ucraina, Heorhii Tykhyi
New York Times: allarme per l'esarimento dei missili intercettori
Cresce l’allarme tra analisti e militari per l’esaurimento delle scorte di missili intercettori, elemento chiave delle difese aeree occidentali, messe sotto forte pressione dalla guerra in Medio Oriente e dal conflitto in Ucraina. Secondo esperti del settore – citati dal New York Times – l’uso intensivo di questi sistemi, impiegati per abbattere missili balistici, da crociera e droni, sta rapidamente erodendo le riserve disponibili. La dottrina operativa prevede spesso il lancio di due intercettori per ogni minaccia in arrivo, accelerando ulteriormente il consumo.
Nel Golfo, dove l’Iran ha lanciato 23 missili da crociera, 498 missili balistici e oltre 2.100 droni contro gli Emirati Arabi Uniti, le difese hanno finora limitato i danni grazie a sistemi come Patriot e Thaad. Tuttavia, secondo analisi indipendenti, Paesi come Emirati e Bahrain avrebbero già utilizzato oltre tre quarti delle loro scorte di intercettori Pac‑3. Il problema è aggravato dalla strategia iraniana, basata su attacchi prolungati e su larga scala, e dall’uso crescente di droni a basso costo, che costringono a impiegare sistemi difensivi molto più costosi.
La carenza non riguarda solo il Medio Oriente: anche Ucraina, Europa e Asia orientale dipendono da questi sistemi per la propria sicurezza. Ma la produzione resta complessa e lenta, richiedendo componenti avanzati e tempi lunghi di assemblaggio. Aziende come Lockheed Martin stanno cercando di aumentare la produzione, ma secondo gli analisti le capacità industriali potrebbero non essere sufficienti nel breve periodo. Anche in caso di cessate il fuoco, avvertono, la scarsità di intercettori rischia di restare una vulnerabilità strutturale per gli alleati occidentali.
Zelensky: con Sharaa discusso di difesa e sicurezza alimentare, "pronti a lavorare insieme"
“Abbiamo concordato di collaborare per garantire maggiore sicurezza e opportunità di sviluppo alle nostre società. Abbiamo discusso della situazione nella regione e delle prospettive per un miglioramento. Abbiamo anche affrontato la questione della guerra della Russia contro l’Ucraina; sono grato per il sostegno. C’è grande interesse per lo scambio di esperienze in materia di difesa e sicurezza. Grazie per le parole di rispetto rivolte al nostro popolo. Abbiamo anche affrontato il ruolo dell’Ucraina come fornitore affidabile di prodotti alimentari e discusso delle opportunità comuni per rafforzare la sicurezza alimentare in tutta la regione. Comprendiamo molto bene quali sfide energetiche e infrastrutturali la Siria debba affrontare in questo momento. Siamo pronti a lavorare insieme affinché le opportunità dei nostri Stati e dei nostri popoli possano aumentare”. Così sui social media il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky
France-Presse: Zelensky da al-Sharaa con Fidan per parlare di "cooperazione" e "sicurezza regionale"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Damasco, in Siria, per incontrare il suo omologo siriano Ahmed al‑Sharaa, ha riferito domenica un alto funzionario all’agenzia France-Presse. L’aereo di Zelensky, accompagnato dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, “è atterrato a Damasco” proveniente da Istanbul, per una visita del presidente ucraino incentrata sulla “cooperazione tra i paesi” e sulla “situazione della sicurezza nella regione”, ha riferito la fonte. Entrambi sono stati accolti dal ministro degli Esteri siriano Asaad al‑Shaibani, secondo l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana. Zelensky è arrivato da Istanbul, dove il giorno prima aveva incontrato il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan per discutere di sicurezza energetica e marittima, nonché degli sforzi volti a porre fine alla guerra con la Russia. Il presidente siriano si è già recato due volte a Mosca per incontrare il suo omologo russo Vladimir Putin, l’ultima volta a gennaio. L’ex presidente destituito Bashar al‑Assad si è rifugiato in Russia dopo la sua rimozione e Damasco ne chiede l’estradizione.
Serbia: trovati esplosivi vicino a una condotta del gas russo
A Kanjiza, nel nord della Serbia, sono stati rinvenuti oggi degli zaini contenenti esplosivi nei pressi del tracciato del gasdotto Balkan Stream, che rifornisce di gas russo la Serbia e la vicina Ungheria, secondo quanto affermato dal presidente serbo Aleksandar Vucic. I due zaini contenenti “grandi pacchi di esplosivi e detonatori” sarebbero stati rinvenuti dalla polizia e dall’esercito “a poche centinaia di metri dal gasdotto”, ha precisato Vucic, elogiando “l’ottimo lavoro dei servizi di intelligence” serbi.
“Ho informato il primo ministro ungherese dei primi elementi dell’indagine condotta dalle nostre autorità militari e di polizia sulla minaccia che ha preso di mira questa infrastruttura del gas di importanza critica”, ha aggiunto, senza menzionare possibili sospetti o moventi. Ha semplicemente menzionato “alcune tracce”, sulle quali non ha potuto fornire ulteriori dettagli nell’immediato, e ha precisato che l’esplosivo avrebbe avuto la capacità di “mettere a rischio numerose vite” e di causare danni significativi al gasdotto.
Il primo ministro ungherese Viktor Orban, sottolineando che questo gasdotto è “un’infrastruttura del gas essenziale”, ha indicato che riunirà il Consiglio nazionale di difesa ungherese domenica pomeriggio.
Il Balkan Stream, prolungamento del Turk Stream che attraversa il Mar Nero, trasporta il gas russo verso la Serbia e l’Ungheria. La Serbia ne è fortemente dipendente, poiché la stragrande maggioranza del suo gas proviene dalla Russia, a un prezzo ben inferiore a quello di mercato in Europa.
Volodymyr Zelensky in Siria per incontrare il presidente Sharaa
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato in ha compiuto la sua prima visita in Siria per incontrare il suo omologo Ahmed al-Sharaa, secondo quanto riferito dall’agenzia britannica Reuters da due fonti siriane. I colloqui hanno riguardato la difesa alla luce della guerra regionale, ha affermato una delle fonti, un consigliere del governo.
Attacchi russi, uccise a Kherson un'insegnante e sua sorella
“A Kherson, in seguito ai bombardamenti russi del 4 aprile, sono morte Marina Stupak, insegnante del Complesso scolastico n. 48, e sua sorella Irina Snigur, che lavorava presso il Centro regionale per la valutazione della qualità dell’istruzione”. Lo scrive il sito della radiotelevisione pubblica ucraina, Suspilne, citando i profili social di dell’istituto scolastico.
Nave con carico di grano affonda nel Mar d'Azov: un morto e due dispersi
Una nave da carico che trasportava grano è affondata nel Mar d’Azov, causando la morte di una persona e la scomparsa di altre due, ha dichiarato un funzionario nominato dalla Russia in un post pubblicato su Telegram. Vladimir Saldo, leader nominato da Mosca delle zone controllate dalla Russia nella regione ucraina di Kherson, ha dichiarato che nove membri dell’equipaggio sono stati ritrovati vivi sulla costa, tutti cittadini russi. Un assistente del capitano è deceduto e due persone risultano disperse, ha affermato Saldo, aggiungendo che è in corso un’indagine sull’incidente.
Drone colpisce un'auto a Nikipol, un morto
“Una persona è morta. Un’altra è rimasta ferita. I russi hanno attaccato Nikopol con un drone. L’auto è stata danneggiata da un attacco nemico. La donna di 60 anni, rimasta ferita, è stata ricoverata in ospedale in condizioni estremamente gravi. I medici le stanno prestando tutte le cure mediche necessarie”. Lo riferisce l’Amministrazione della regione di Dnipropetrovsk
Mosca minaccia il Regno Unito: "Sorprese" in caso di fermo delle navi della flotta fantasma
I tentativi di Londra di sequestrare navi legate alla Russia non rimarranno senza risposta e Mosca sta valutando quali misure da adottare: lo ha detto l’ambasciatore russo nel Regno Unito, Andrey Kelin, in un’intervista all’agenzia di stampa Ria Novosti, controllata dal Cremlino.
La testata russa ricorda che a marzo il governo britannico aveva dichiarato che le sue forze armate potranno abbordare le navi soggette a sanzioni che transitano attraverso le sue acque territoriali. “Una decisione del genere non resterà senza risposta. Si stanno elaborando le misure del caso. Che sia una sorpresa per i britannici”, ha detto Kelin, esortando Londra a “riflettere attentamente” sulle conseguenze di tale mossa e su cosa fare delle navi e dei carichi sequestrati illegalmente. Il sequestro comporterà inevitabilmente ricorsi in tribunale da parte degli armatori e ingenti costi aggiuntivi, ha sottolineato Kelin.
Volodymyr Zelensky: "I russi chiedono compromessi ma non li accettano mai, mentono e fanno giochetti con Trump"
“Il problema con i russi è che amano parlare di compromessi, ma non li accettano mai. Parlano solo il linguaggio degli ultimatum. Vogliono che ci ritiriamo dal territorio che controlliamo. Ma questa richiesta si spiega con le loro enormi perdite. Ritengono che, se ci ritirassimo, non perderebbero centinaia di migliaia di persone. È vero, ma non possiamo tirarci indietro. Ciò comporterebbe rischi enormi per noi. La Russia rafforzerà le sue posizioni in Ucraina e inizierà a prepararsi per un’ulteriore occupazione. Mentono e fanno i loro giochetti con il presidente Trump. Sono convinto al cento per cento che i russi vogliano occuparci completamente. Ecco perché dobbiamo fermarli, ottenere un cessate il fuoco, stabilire garanzie di sicurezza affidabili e poi trasferire tutto questo sul piano diplomatico”.
Volodymyr Zelensky: "La Russia beneficia dalla guerra in Iran, mentre noi non siamo più la priorità"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso preoccupazione per il fatto che una guerra prolungata tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran potrebbe erodere ulteriormente il sostegno americano all’Ucraina, mentre le priorità globali di Washington cambiano e Kiev si prepara a una riduzione delle forniture dei missili di difesa aerea Patriot, di cui ha un bisogno critico. L’Ucraina ha un disperato bisogno di ulteriori sistemi di difesa aerea Patriot di fabbricazione statunitense per aiutarla a contrastare i bombardamenti quotidiani della Russia, ha affermato Zelensky, parlando con l’Associated Press in un’intervista esclusiva sabato sera a Istanbul. “Dobbiamo riconoscere che oggi non siamo la priorità”, ha affermato Zelensky. “Ecco perché temo che una lunga guerra (in Iran) ci garantirà meno sostegno”.
La preoccupazione più immediata, ha detto Zelensky, sono i Patriot — essenziali per intercettare i missili balistici russi — poiché l’Ucraina non dispone ancora di un’alternativa efficace. Questi sistemi statunitensi non sono mai stati consegnati in quantità sufficienti, ha detto Zelensky, e se la guerra in Iran non finirà presto, “il pacchetto — che non è molto grande per noi — penso che diventerà sempre più piccolo giorno dopo giorno”. “Ecco perché, ovviamente, abbiamo paura”, ha detto.
Zelensky ha aggiunto che la Russia trae benefici economici dalla guerra in Medio Oriente, citando il limitato allentamento delle sanzioni americane sul petrolio russo. “La Russia ottiene denaro aggiuntivo grazie a questo, quindi sì, ne trae benefici”, ha affermato.
L'Ucraina rivendica gli attacchi a una raffineria di petrolio e un porto in Russia
– Durante la notte, alcuni droni ucraini hanno colpito la raffineria petrolifera russa NORSI nella regione centrale di Nižnij Novgorod, ha dichiarato domenica il comandante delle forze droni ucraine Robert Brovdi.
Ha aggiunto che altri droni hanno colpito anche il porto di Primorsk sul Mar Baltico, utilizzato dalla compagnia russa di trasporto petrolifero Transneft per spedire il petrolio all’estero.
Iran: Zelensky, Mosca ha fornito dati su rete elettrica Israele
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di passare all’Iran dati utili a bombardare obbiettivi in Israele. “La Russia ha fornito all’Iran dati di ricognizione satellitare sulla rete elettrica israeliana, in totale circa 50-53 obiettivi”, ha scritto su Telegram, “si tratta di infrastrutture civili prive di qualsiasi destinazione militare”.
Iran: Zelensky ad AP, Russia ottiene benefici dalla guerra
La Russia sta traendo benefici economici dalla guerra in Medioriente, grazie alla limitazione delle sanzioni americane sul petrolio russo. Così, in un’itervista ad Associated Press, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “La Russia ottiene denaro extra grazie a questo, quindi sì, ne trae vantaggio”, ha dichiarato Zelensky. Per Kiev, un obiettivo chiave nel conflitto è indebolire l’economia di Mosca e rendere la guerra costosa, ma l’impennata dei prezzi del petrolio, dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, sta minando questa strategia, aumentando le entrate petrolifere del Cremlino e rafforzando la capacità di Mosca di sostenere lo sforzo bellico. Il leader di Kiev ha accusato inoltre Mosca di “cercare di prolungare i negoziati” intanto che prosegue con l’invasione, mentre l’Ucraina rimane in contatto con i negoziatori statunitensi per un potenziale accordo che ponga fine alla guerra. Kiev, ha aggiunto Zelensky, continua a insistere per maggiori garanzie di sicurezza.
Zelensky, se guerra lunga con Iran rischio meno sostegno a Kiev
“Dobbiamo riconoscere che oggi non siamo la priorità”. Lo ha affermato, in un’intervista ad Associated Press, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La preoccupazione più immediata di Zelensky è relativa ai sistemi Patriot, essenziali per intercettare i missili balistici russi, dato che l’Ucraina non dispone ancora di un’alternativa efficace. Questi sistemi statunitensi non sono mai stati consegnati in quantità sufficienti, ha affermato Zelensky, e se la guerra con l’Iran non finirà presto, “il pacchetto, che non è molto consistente per noi, credo che si ridurrà sempre di più, giorno dopo giorno”. Ecco perché, ha sottolineato il leader di Kiev, “temo che una lunga guerra (con l’Iran) ci porterà meno sostegno”.
Mosca, oleodotto vicino al Baltico danneggiato da droni ucraini
Un oleodotto vicino al porto russo di Primorsk, situato nei pressi del confine con la Finlandia, è stato danneggiato da un attacco di droni ucraini: lo hanno riferito le autorità russe nelle prime ore di domenica. “Dei detriti (di droni abbattuti) hanno danneggiato una porzione di un oleodotto vicino al porto di Primorsk”, ha detto via Telegram il governatore Alexandre Drozdenko, senza precisare entità e natura dei danni. Le difese antiaeree russe hanno distrutto 19 droni e non sono state segnalate vittime, secondo le autorità russe. Il porto di Primorsk si trova tra il confine con la Finlandia e San Pietroburgo. A marzo, un precedente attacco di droni aveva provocato un incendio in un serbatoio di carburante, con Kiev che aveva affermato di aver preso di mira un terminal petrolifero. Attacchi ucraini sono già stati registrati in questa regione russa, che tuttavia finora non ha rappresentato un fronte principale del conflitto in Ucraina iniziato nel febbraio 2022.
Droni russi su Nikopol, la strage al mercato del sabato: le immagini terribili dopo l'esplosione
Ucraina: droni colpiscono raffineria Lukoil in territorio russo
Droni ucraini hanno colpito la raffineria di petrolio Lukoil nella citta’ russa di Kstovo. Lo riportano i media su Telegram. L’attacco e’ avvenuto nella notte. Foto e video pubblicati sui social media sembrano mostrare grandi fiammate che si sprigionano dalla raffineria. Una forte esplosione e’ stata vista illuminare il cielo notturno sopra quella che si presume essere la raffineria Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez nell’oblast’ di Novgorod, in Russia. L’ultimo attacco giunge mentre i funzionari ucraini hanno riconosciuto che gli alleati stranieri hanno chiesto a Kiev di sospendere gli attacchi con i droni contro le raffinerie di petrolio russe, poiche’ la guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran sta facendo aumentare i prezzi del carburante in tutto il mondo. “Rispondiamo diplomaticamente. Stiamo ricevendo alcuni segnali in tal senso”, ha dichiarato a Bloomberg il capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Budanov in un’intervista pubblicata il 4 aprile, senza specificare quali paesi avessero chiesto all’Ucraina di sospendere gli attacchi. I canali Telegram russi locali hanno segnalato l’arrivo di droni ucraini prima dei presunti attacchi. La raffineria, gia’ bersaglio di attacchi ucraini, si trova a circa 800 chilometri dal confine con l’Ucraina.
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Attacco russo su Odessa “Almeno due feriti”
“Le truppe russe hanno attaccato Odessa di notte”, così il servizio di emergenza ucraino su Telegram: “A seguito dell’attacco nemico alla città, alcune auto e il balcone di un edificio residenziale hanno preso fuoco in uno dei quartieri. inizialmente si contano due feriti”.
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Media Ucraina, 'droni colpiscono raffineria Lukoil in territorio russo'
Secondo quanto riportato da alcuni canali Telegram russi, droni ucraini avrebbero colpito la raffineria di petrolio Lukoil nella città russa di Kstovo nella notte. Lo scrive il Kyiv Independent.
Foto e video pubblicati sui social media sembrano mostrare grandi fiammate che si sprigionano dalla raffineria. Una forte esplosione è stata vista illuminare il cielo notturno sopra quella che si presume essere la raffineria Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez nell’oblast’ di Novgorod, in Russia.
L’ultimo attacco arriva mentre i funzionari ucraini hanno riconosciuto che gli alleati stranieri hanno chiesto a Kiev di sospendere gli attacchi con i droni contro le raffinerie di petrolio russe, dato che la guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran sta facendo aumentare i prezzi del carburante in tutto il mondo. “Rispondiamo diplomaticamente. Stiamo ricevendo alcuni segnali in tal senso”, ha dichiarato il capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Budanov a Bloomberg in un’intervista pubblicata ieri, senza specificare quali paesi avessero chiesto all’Ucraina di sospendere gli attacchi.
Alcuni canali Telegram russi locali hanno segnalato l’arrivo di droni ucraini prima degli attacchi. Le autorità russe non hanno ancora commentato l’attacco. Il Kyiv Independent non è stato in grado di verificare le notizie. L’esercito ucraino non ha ancora commentato il presunto attacco. La raffineria, già bersaglio di attacchi ucraini, si trova a circa 800 chilometri dal confine ucraino.
Prevista visita di Witkoff e Kushner a Kiev il 12 aprile
Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati del presidente statunitense Donald Trump, dovrebbero visitare Kiev il 12 aprile per far ripartire i negoziati di pace con la Russia, al momento sospesi. Lo ha dichiarato a Bloomberg il consigliere presidenziale ucraino Kyrylo Budanov. “L’incontro potrebbe avvenire poco dopo Pasqua, il 12 aprile”, ha spiegato Budanov. La visita, se confermata, sarebbe la prima di Witkoff e Kushner nella capitale ucraina in veste ufficiale.
Fonte: www.rainews.it
