Vance da Orban: siparietto sul palco con telefonata a sorpresa a Donald Trump: "Amo Viktor"
Durante il "Raduno dell’Amicizia Ungaro-Americana", J.D. Vance ha interrotto il suo intervento per chiamare al telefono il presidente Usa mandando in visibilio la folla e ribadendo il legame politico tra i due leader
In un clima di forte entusiasmo, il Vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha trasformato il suo discorso ufficiale a Budapest in un momento mediatico destinato a far discutere, sottolineando la solidità dell'asse politico tra Washington e il governo ungherese.
Davanti a una folla entusiasta, Vance ha estratto il suo smartphone dicendo: "Voglio provare a chiamare un amico". Dopo pochi secondi di attesa, dall'altra parte del filo ha risposto il Presidente Donald Trump, la cui voce è stata diffusa dagli altoparlanti in tutta la piazza.
Vance è a Budapest a pochi giorni dalle elezioni parlamentari ungheresi, in missione per rafforzare la campagna elettorale del Primo Ministro nazionalista Viktor Orban, che affronta la più difficile rielezione della sua carriera politica, con i sondaggi che mostrano che potrebbe perdere il potere dopo 16 anni di governo.
Trump ha colto l'occasione per inviare un messaggio di grande stima al popolo ungherese, definendolo "fantastico" e ribadendo il suo affetto per il Paese.
"Se non pensassi che abbia fatto un buon lavoro, non prenderei una decisione del genere, ha detto Trump, nel corso della telefonata." Ma ragazzi, sembra una grande folla, e sembra proprio il mio tipo di gente."
I sondaggi d'opinione mostrano che Orban, che Trump ha già pubblicamente sostenuto e lodato come "un leader davvero forte e potente", e il suo partito Fidesz affrontano le elezioni più difficili dal ritorno al potere nel 2010. Nella maggior parte dei sondaggi indipendenti, sono staccati di 6 o 7 punti dal partito di centrodestra Tisza, guidato da Peter Magyar.
La autodefinita "democrazia illiberale" di Orban rispecchia temi chiave dell'America dell'era Trump: dure politiche anti-immigrazione, disprezzo per le norme liberali, ostilità verso le istituzioni globali e attacchi ai media, alle università e ai gruppi no profit. Orban è stato il primo leader europeo a sostenere Trump durante la sua candidatura presidenziale del 2016.
Fonte: www.rainews.it
