Streeting lascia per prendere il posto di Starmer: ormai è sfida aperta nel Labour
Il ministro della Salute del Gabinetto laburista annuncia le sue dimissioni, in polemica con la leadership del primo ministro. La leader dei Conservatori: “Ormai sono alla guerra civile, nessuno governa il Paese”
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James Murray è stato nominato nuovo ministro della Salute britannico dopo le dimissioni di Wes Streeting, che ha lasciato il governo in aperto contrasto con il premier Keir Starmer. Lo ha riferito Sky News, precisando che per Murray si tratta di una promozione di rilievo: fino ad oggi aveva ricoperto il ruolo di chief secretary al Tesoro, uno degli incarichi chiave dell’esecutivo laburista.
Il ministro Wes Streeting, 43 anni, indicato dai media come esponente della destra laburista, ha annunciato oggi le sue dimissioni, largamente anticipate, formalizzando per primo la candidatura a spodestare il premier Keir Starmer come capo del partito di maggioranza e del governo.
Ormai, quindi, è sfida aperta alla leadership di Sir Keir, lanciata all’interno del Labour dopo la disfatta elettorale alle amministrative del 7 maggio scorso, col tracollo del partito di maggioranza in più di mille Consigli comunali e nei Parlamenti di Galles e Scozia.
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Perso fiducia nella tua leadership, è ormai chiaro che non guiderai il Labour alle prossime politiche
In una lettera indirizzata a Starmer, Streeting ha scritto che, sebbene i successi nel miglioramento delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale “siano tutti ottimi motivi per rimanere in carica”, “avendo perso fiducia nella tua leadership, sono giunto alla conclusione che sarebbe disonorevole e privo di principi farlo”.
“È ormai chiaro che non guiderai il Partito Laburista alle prossime elezioni generali e che i parlamentari e i sindacati laburisti desiderano che il dibattito sul futuro sia una battaglia di idee, non di personalità o di meschini conflitti tra fazioni” scrive ancora l’ormai ex ministro.
“Deve essere un gruppo ampio e deve includere i migliori candidati possibili. Appoggio questo approccio e spero che continuerai a promuoverlo” aggiunge Streeting.
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Un sondaggio rivela che Starmer sarebbe battuto solo da candidati alla sua sinistra
Se il primo ministro insisterà a non voler fissare una data sulle sue dimissioni e a raccogliere qualunque sfida interna al Labour contro la propria leadership, rischia di andare incontro a un’umiliazione. Ma solo nel confronto con candidati schierati alla sua sinistra. Lo rivela un sondaggio realizzato da Survation su un campione d’iscritti laburisti e ripreso da Sky News Uk. La rilevazione fa riferimento alla possibilità che Starmer tenga duro e che la sfida venga decisa con un voto della base, con il premier contrapposto a uno o più candidati rivali in grado di raccogliere il sostegno di almeno 81 deputati del gruppo parlamentare (il 20% del totale).
Stando a queste indicazioni, il premier sarebbe battuto da tutti e tre i potenziali esponenti di orientamento progressista, riferibili alla cosiddetta soft left, citati dai media come papabili: indecisi a parte, viene infatti dato al 41% contro il 45 della ex vicepremier Angela Rayner, al 39% contro il 46% di fronte al ministro dell’Energia ed ex leader Ed Miliband, e letteralmente spacciato (28% contro il 61%) se a scendere in campo fosse il popolare sindaco di Manchester, Andy Burnham (che dovrebbe però trovare prima il modo di rientrare in Parlamento).
Viene invece considerato favorito in caso di faccia a faccia con esponenti della destra interna come Wes Streeting, o centristi come la vice-leader attuale Lucy Powell, o la titolare dell’Istruzione, Bridget Philipson. Nessuna chance è infine accreditata all’attuale ministra dell’Interno, Shabana Mahmood, ancor più impopolare di sir Keir, che tra gli iscritti del Labour raccoglierebbe appena il 15%: persino meno del semisconosciuto viceministro della Difesa, Al Carns, un ex militare di carriera interessato apparentemente a entrare in lizza come candidato di disturbo, al quale viene attribuito un 17%.
La leader dei Conservatori: “Ormai il Labour è sprofondato in una guerra civile”
Kemi Badenoch, leader dei Conservatori, ha diffuso un video sui social media nel quale ha dichiarato che le dimissioni di Wes Streeting dimostrano che il Partito Laburista è ormai “sprofondato in una guerra civile”. “Mentre loro affilano i coltelli e tramano nelle tribune di Westminster, nessuno governa il Paese” ha sostenuto la leader britannica.
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Fonte: www.rainews.it
