Inchiesta sui fondi Ue: rilasciati Mogherini e Sannino
L'inchiesta si riferisce al bando di gara per un programma di formazione affidato dall'Unione nel 2021 al Collegio d'Europa di Bruges di cui l'ex Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue è rettrice
Dopo l'interrogatorio della polizia giudiziaria federale belga, sono stati rilasciati nella notte Federica Mogherini, Stefano Sannino e Cesare Zegretti. La rettrice del Collegio d'Europa ed ex Alta rappresentante per la politica estera (2014-2019) il direttore della Dg Mena della Commissione europea, direttore generale del Seae all'epoca dei fatti, e il manager, coinvolti nell'inchiesta per presunta frode della Procura europea, non sono stati considerati a rischio di fuga. Al centro dell'indagine, sospette irregolarità nell'assegnazione da parte del Servizio europeo per l'azione esterna (Seae), il ministero degli Esteri dell'Ue, di un programma di formazione di nove mesi per futuri diplomatici finanziato dall'Unione europea, l'Accademia diplomatica Ue, alla prestigiosa scuola per funzionari Ue, che ha sede a Bruges.
Mogherini ha risposto alle domande fiume degli inquirenti "in modo sereno, corretto e trasparente", riferisce a LaPresse la sua legale Mariapaola Cherchi. L'esame si è svolto "in totale trasparenza, chiarezza e correttezza da parte degli inquirenti", precisa. Nel tardo pomeriggio la stessa rettrice in una nota sottolinea di "avere chiarito" la propria posizione. "Ho piena fiducia nel sistema giudiziario e confido che la correttezza delle azioni dell'Accademia sarà accertata. Continuerò ovviamente a offrire la mia piena collaborazione alle autorità", dichiara. Nel polverone causato dall'inchiesta si solleva anche la voce dell'attuale Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas: "Le accuse sono profondamente scioccanti, ma non dovrebbero in alcun modo offuscare il buon lavoro che la stragrande maggioranza di voi svolge ogni giorno", evidenzia in una lettera inviata al personale del Seae. A fine dicembre lascerà invece in modo anticipato il proprio incarico alla Commissione europea Sannino, dicendo di non ritenere più "opportuno continuare" nel suo ruolo. "La Direzione generale deve rimanere concentrata sulla sua attività e attuare l'ambizioso programma che abbiamo sviluppato", rimarca.
Le accuse riguardano frode e corruzione in appalti, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale e i presunti reati risalgono al periodo 2021-2022. Il sospetto è che i partecipanti abbiano ricevuto in anticipo informazioni utili per partecipare al programma che ha creato l'Accademia diplomatica Ue, come i criteri di selezione e i requisiti richiesti, prima della pubblicazione del bando.
Nel frattempo a Bruxelles si torna a parlare di Qatargate con la Commissione Affari giuridici del Parlamento europeo (Juri) che si è espressa sulla revoca dell'immunità delle eurodeputate del Pd, Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti. L'esito per le due europarlamentari, coinvolte nel caso del dicembre 2022, è stato opposto: respinta la richiesta di revoca della prima, è passata invece la seconda. Su Gualmini in 7 hanno votato a favore della relazione che chiedeva la revoca, 16 contro e 1 astenuto, mentre per Moretti si sono registrati a favore della relazione 16 voti, 7 contro e 1 astensione. Ora la palla passa alla prossima plenaria del 15-18 dicembre. Poi la presidente dell'Eurocamera informerà l'autorità richiedente e l'eurodeputata dell'esito.
Fonte: www.rainews.it
