Grazia a Minetti, il Quirinale scrive a Nordio: "Verifiche sulla supposte falsità degli elementi"
Scontro tra istituzioni dopo l'inchiesta del Fatto Quotidiano. Mentre l'ex consigliera annuncia querele, il Ministero della Giustizia avvia un’istruttoria d’urgenza per accertare la veridicità dei dati che hanno portato alla clemenza
Quello che doveva essere l’ultimo capitolo della lunga parabola giudiziaria di Nicole Minetti si è trasformato, nelle ultime ore, in un terremoto istituzionale che coinvolge il vertice della Repubblica. Il Presidente Sergio Mattarella, attraverso l’ufficio stampa del Quirinale, ha chiesto formalmente al Ministero della Giustizia di riscontrare con "cortese urgenza" la fondatezza di quanto riportato da recenti inchieste giornalistiche in merito alla grazia concessa all'ex consigliera regionale lo scorso 18 febbraio 2026. Il Ministero della Giustizia ha già firmato l’autorizzazione per nuove "capillari verifiche". Se dovesse emergere che la grazia è stata ottenuta tramite una falsa rappresentazione della realtà, si aprirebbe uno scenario giuridico inedito: la possibile revoca o nullità dell’atto di clemenza. Gli esiti delle prime ispezioni di via Arenula sono attesi entro le prossime 24 ore.
Caso Ruby, Nicole Minetti graziata dal Presidente della Repubblica per "motivi umanitari"
L’inchiesta: dal ranch in Uruguay al mistero del bambino
Il caso è esploso sabato 25 aprile, quando Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una serie di servizi che mettono in dubbio le motivazioni umanitarie alla base del provvedimento di clemenza. Secondo il quotidiano:
Il ruolo in Uruguay
Minetti avrebbe gestito a Maldonado una villa e uno yacht per conto del compagno Giuseppe Cipriani, organizzando serate con escort e ospiti internazionali.
Il presunto falso umanitario
La grazia sarebbe stata concessa per permettere alla Minetti di accudire un bambino presentato come "abbandonato" e necessitante di cure specialistiche. L'inchiesta sostiene invece che i genitori biologici siano vivi, sebbene poveri, e che la madre sia misteriosamente scomparsa proprio nel febbraio 2026.
Tinte gialle
Viene citata la morte sospetta (carbonizzata) dell'avvocata che difendeva la madre biologica del minore, avvenuta dopo che la Minetti e Cipriani avevano ottenuto l'affidamento del bambino tramite una causa legale nel 2023.
La difesa del Colle: "Ci siamo fidati dei documenti"
Dal Quirinale filtrano precisazioni importanti: il Capo dello Stato non dispone di strumenti autonomi d'indagine. La decisione si è fondata esclusivamente sul parere favorevole del Ministro della Giustizia e sulla documentazione fornita da via Arenula, che descriveva un quadro clinico e familiare critico. Secondo la sentenza 200/2006 della Corte Costituzionale, l’istruttoria spetta infatti interamente al Ministero.
Il sostituto procuratore della Corte d'Appello di Milano, Gaetano Brusa, ha confermato all'ANSA che a fine 2025 "il quadro era completo e non emergevano anomalie", basandosi sui riscontri sanitari effettuati dai Carabinieri.
La replica di Nicole Minetti
L'ex consigliera non ci sta e affida ai suoi legali una nota durissima. Le informazioni sono definite "prive di fondamento e gravemente lesive". È stata annunciata una formale diffida contro la testata giornalistica e l'avvio di azioni legali nelle sedi competenti per tutelare la privacy della propria famiglia e dei minori coinvolti.
La grazia era intervenuta a estinguere il residuo di un cumulo pene totale di 3 anni e 11 mesi:
2 anni e 10 mesi (Ruby-bis) per favoreggiamento della prostituzione, legato alla gestione degli alloggi di via Olgettina, ai pagamenti delle ragazze e al celebre affidamento della minorenne Ruby la notte del 27 maggio 2010.
1 anno e 1 mese (Rimborsopoli) per peculato, a causa dell'uso improprio di fondi pubblici della Regione Lombardia per spese personali.
Fonte: www.rainews.it
