“Giustizia per Quentin”, la protesta dopo il pestaggio mortale di un attivista di estrema destra
Il giovane Quentin Deranque è morto dopo l'aggressione avvenuta giovedì a Lione. Video al vaglio degli inquirenti. Ipotesi omicidio volontario
L’inchiesta sulla morte di Quentin Deranque, il giovane attivista di estrema destra morto sabato a Lione dopo essere entrato in coma in seguito a un violento pestaggio, si è aggravata: la procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio volontario.
Il procuratore ha riferito che il ventitreenne è stato colpito da almeno sei persone durante scontri tra militanti di estrema destra e estrema sinistra. Gli autori materiali non sono stati ancora identificati e l’indagine prosegue con l’analisi di testimonianze e immagini.
L’aggressione è avvenuta giovedì 12 febbraio nei pressi del luogo dove si teneva una conferenza dell’eurodeputata Rima Hassan. Quentin si trovava sul posto insieme ad attivisti del collettivo nazionalista Némésis, che protestava contro l’evento. Secondo gli inquirenti, è stato colpito ripetutamente in strada e ha riportato un trauma cranico mortale.
Il caso ha infiammato l’arena politica francese, con accuse incrociate. Il presidente Emmanuel Macron ha invitato alla calma e chiesto che i responsabili siano identificati e condannati.
L’emittente TF1 ha trasmesso un video che mostrerebbe la fase dell’aggressione: nelle immagini si vede un gruppo di persone colpire con calci e pugni tre individui a terra, mentre due riescono a fuggire. Il filmato è ora al vaglio degli investigatori.
Domenica centinaia di manifestanti di estrema destra si sono radunati a Parigi, davanti alla Sorbonne, per chiedere giustizia per Quentin. Alla protesta ha partecipato anche la dirigente di Reconquête Marion Maréchal.
Fonte: www.rainews.it
