Collien Fernandes, attrice vittima di deepfake sessuali: "Stuprata digitalmente"
Denunciato l'ex marito, anche lui attore, alla magistratura di Palma di Maiorca, dove risiede. La Germania si mobilita per leggi più severe sulle molestie online
Parla nella sua Amburgo e, davanti alla marea di donne e uomini, non riesce a trattenere i singhiozzi. Ma l’accusa di Collien Fernandes è comunque chiara: “Solo il 2,4% degli abusi commessi online viene denunciato. So in prima persona che, quando si ha il coraggio di denunciare, i fatti vengono archiviati in tempi relativamente brevi. L’impatto che tutto questo ha su di te, a livello emotivo, è devastante”.
L’attrice e conduttrice di origini indo-portoghesi è diventata, suo malgrado, il simbolo del movimento che chiede leggi più severe contro i deepfake a contenuto sessuale.
Due anni fa aveva denunciato in Germania i profili falsi che, a suo nome, offrivano sesso telefonico, insieme alle foto e ai video generati con l’aiuto dell’intelligenza artificiale che la ritraevano in pose esplicite. La denuncia è stata poi archiviata, tanto che Fernandes ha deciso di rivolgersi alla magistratura di Palma di Maiorca, perché le leggi spagnole sono molto più severe e perché è qui che risiede l’ex marito, l’attore e produttore Christian Holmen.
L’attrice sostiene di avere le prove che sia stato lui a “stuprarla” digitalmente – usa proprio questa espressione.
Grazie alla sua notorietà, Fernandes coglie ogni occasione per denunciare le lacune del diritto penale tedesco in materia di pornografia deepfake. “La Germania è un paradiso per chi commette questo tipo di reati”, afferma.
Un’accusa che le ha portato solidarietà ma anche moltissimo odio online e nella vita reale, al punto da dover partecipare alle manifestazioni indossando un giubbotto antiproiettile.
Qualunque sia l’esito della sua battaglia giudiziaria, Fernandes è riuscita a dare voce a tante donne che, nelle ultime settimane, hanno manifestato in tutta la Germania.
“Anche su di me sono stati creati deepfake pornografici, e mi ritrovo a chiedermi continuamente: i professori all’università avranno le immagini che mi mostrano apparentemente nuda?”, racconta una manifestante.
“In altri paesi europei il quadro normativo consente di perseguire meglio casi del genere. In Germania siamo di nuovo in ritardo: la digitalizzazione, in generale, non è il nostro forte”, afferma un uomo in piazza.
Il grande clamore suscitato dalla vicenda ha convinto la ministra della Giustizia, Stephanie Hübner, ad accelerare sul disegno di legge contro la violenza sessuale digitale, che punirà la produzione di deepfake pornografici. È in preparazione anche un provvedimento per consentire la conservazione degli indirizzi IP, così da poter rintracciare chi si nasconde dietro profili anonimi.
Ma anche su questo punto Fernandes avverte: bisogna investire nell’educazione, nella prevenzione e nella formazione delle forze dell’ordine.
Fonte: www.rainews.it
