Bolivia, l'annuncio di Paz Pereira: "Ripristineremo le relazioni diplomatiche con gli Usa"
Christopher Landau, vicesegretario Usa: "Vogliamo stabilire buoni rapporti con questo nuovo governo". Rafforzamento dei legami anche con Cile e Argentina
Afp Un silenzio, quello tra Bolivia e Stati Uniti lungo quasi venti anni, interrotto nel 2008 e ora in via di ripresa.
È quanto annunciato dal neo eletto presidente boliviano Rodrigo Paz: “Ripristineremo le relazioni diplomatiche”, ha affermato poco dopo il giuramento nella capitale alla presenza di oltre 70 delegazioni internazionali. Tra loro, Christopher Landau: il vicesegretario Usa ha a sua volta confermato la notizia, specificando che le relazioni tra i due Paesi saranno ripristinate "a livello di ambasciatori, come avrebbero sempre dovuto essere. Vogliamo stabilire buoni rapporti con questo nuovo governo".
Lo strappo tra i due Paesi risale alla presidenza di Evo Morales e alla decisione di espellere l'ambasciatore statunitense, accusato di sostenere una cospirazione di destra contro il governo, all'epoca, di sinistra. La risposta da parte di Washington fu uguale e contraria.
L'elezione del 19 ottobre di Rodrigo Paz, 58 anni, figlio dell'ex presidente Jaime Paz Zamora, ha segnato una svolta politica nel paese andino, mettendo fine a due decenni di dominio del Movimento per il Socialismo (MAS), guidato per 26 anni da Evo Morales, al potere dal 2006 al 2019, e poi dal suo successore, il presidente uscente Luis Arce.
Una Bolivia non più isolata dal mondo, quindi: è tra gli obiettivi che Rodrigo Paz, già da prima del suo insediamento, aveva annunciato assieme alla sua intenzione di ripristinare le relazioni con gli Stati Uniti.
Durante la cerimonia Paz ha incontrato anche il presidente cileno Gabriel Boric e il presidente argentino Javier Milei. "Se pensate che possiamo aiutarvi, siamo a vostra disposizione", ha detto Milei.
L'omologo cileno, da parte sua, ha espresso su X il desiderio di continuare a "rafforzare" le relazioni tra i due paesi, che non hanno ambasciatori nelle rispettive capitali dal 1978 a causa di controversie territoriali.
Fonte: www.rainews.it
