Ucraina, Putin propone Schröder come mediatore, ma Berlino gela il Cremlino: “Troppo vicino”
Dopo il Giorno della Vittoria, Vladimir Putin apre a un possibile dialogo con l’Europa e indica l’amico Gerhard Schröder come figura ideale per la mediazione. Fredda la reazione di Berlino, visti i passati legami dell’ex cancelliere con il Cremlino
All’indomani delle celebrazioni per il Giorno della Vittoria, svoltesi in un clima di massima sicurezza e ranghi ridotti, il leader russo Vladimir Putin torna a parlare del conflitto in Ucraina con toni sorprendentemente distensivi. In una recente dichiarazione, Putin ha affermato che il conflitto “sta volgendo al termine”, dicendosi pronto a un confronto diretto con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, sia in Russia che in un paese neutrale.
L’asso nella manica: Gerhard Schröder
L’elemento più significativo della nuova strategia diplomatica di Mosca è l’indicazione di Gerhard Schröder come mediatore ideale. L’ex cancelliere tedesco è legato a Putin da una “amicizia fraterna” consolidata negli anni. Schröder ha ricoperto ruoli di vertice nel colosso petrolifero russo Rosneft e ha avuto un ruolo chiave nella realizzazione del gasdotto Nord Stream, legami che nel 2022 lo hanno portato a perdere alcuni privilegi istituzionali in Germania.
La freddezza di Berlino
La proposta, tuttavia, è stata accolta con estremo scetticismo dal governo tedesco. A Berlino, Schröder è ormai considerato una figura troppo vicina agli interessi russi per poter agire come arbitro super partes.
Realtà contro diplomazia
Mentre il Cremlino parla di apertura al dialogo, la situazione sul campo resta drammatica. La tregua di tre giorni appare fragilissima: Kiev continua a denunciare attacchi russi con droni nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson. Questa discrepanza tra le parole di Putin e le azioni militari suggerisce che la strada verso una reale mediazione sia ancora lunga e costellata di ostacoli.
In questo scenario, il richiamo alla figura di Schröder sembra essere più un tentativo di Mosca di riaprire un canale preferenziale con l’Europa che una reale base per un tavolo di pace condiviso.
Fonte: www.rainews.it
