L’ultimo applauso a Carlin Petrini: la comunità di Slow Food si stringe intorno al suo fondatore
Amici, studenti e imprenditori uniti in una cerimonia laica. Don Ciotti: “Non cercatelo nelle ceneri, ma nelle persone che ha saputo stimolare con la sua generosità”
Un lungo, caloroso applauso ha salutato per l’ultima volta Carlo “Carlin” Petrini. Intorno alla sua figura si è stretta una comunità immensa, specchio fedele di una vita spesa a rivoluzionare il mondo della cultura gastronomica e dell’attivismo ambientale. C’erano tutti: dagli amici di sempre a chi oggi ricopre ruoli di primo piano nell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la “sua” creatura, fino a un’intera generazione cresciuta e fiorita nello spirito delle sue idee.
La cerimonia, svoltesi in forma laica, ha visto la partecipazione commossa di figure di spicco del panorama sociale italiano, tra cui il fondatore e presidente di Libera, Don Luigi Ciotti. Proprio Don Ciotti ha voluto dedicare a Petrini un pensiero profondo, capace di tracciare la strada per il futuro: “Carlo non va cercato nella tomba o nelle ceneri, ma in quelle persone che lui ha stimolato con la sua generosità”.
In una platea visibilmente emozionata, la forza del messaggio di Petrini è apparsa più viva che mai attraverso i volti dei presenti. Accanto ai tantissimi studenti che rappresentano il futuro della sua visione, c’erano anche molti imprenditori: donne e uomini d’affari che, negli anni, hanno scelto di abbandonare i vecchi modelli produttivi per percorrere la strada della sostenibilità, dell’etica e del rispetto della terra indicata dal fondatore di Slow Food.
Fonte: www.rainews.it
