La storia di Yana, la soldatessa ucraina 25enne, ferita al volto dall'esplosione di un drone
"Volevo tornare a combattere il prima possibile", racconta. È rientrata e ora pilota droni
La guerra impressa sulla pelle, nelle tante cicatrici che la chirurgia ha attenuato, ma che Yana, 25 anni, mostra senza ritrosia. Un drone è esploso a una manciata di metri da lei. Questa vicenda è diventata il suo messaggio.
Prima della guerra era una mamma, moglie, figlia che faceva progetti e guardava al futuro, una persona qualunque. A fine febbraio 2022 la chiama il padre, anche lui militare, le annuncia che la guerra è iniziata: “Dopo un mese In mezzo mi sono arruolata”, dice Yana, “ho fatto il paramedico”.
Il suo nickname è Multic, un cartone animato per bambini. Inizio agosto 2024, regione di Donetsk, Jana scende dal blindato su cui sta viaggiando con i commilitoni, un drone piomba su di loro ed esplode vicino a lei. Le provoca danni a un timpano e sfregi su viso e corpo.
“Il drone è esploso in mezzo a un cespuglio che ha attutito. Sono stata fortunata. Sì, sono stata fortunata”, racconta. La stabilizzazione e gli interventi chirurgici tra Dnipro e Leopoli. Ha deciso di pubblicare tutto, una sorta di diario, per dare il messaggio che le donne non fanno la guerra solo in amministrazione, sono in prima linea e possono essere ferite.
"Volevo tornare a combattere il prima possibile", racconta. È rientrata e ora pilota droni. A breve diventerà comandante di una nuova unità di donne pilote. Il nome è evocativo: ‘Amazzoni’.
“Sono convinta che le donne siano più adatte degli uomini in questo ruolo. Hanno i nervi più saldi, reggono meglio lo stress e sono pazienti, sanno aspettare senza perdere la concentrazione”, dice del suo ruolo.
Iana ha una figlia di 8 anni che vive a Kerson con la nonna, “Quando sono stata ferita mia figlia non sapeva che ero nelle forze armate. Le ho raccontato tutto e l'ho tranquillizzata. Le ho detto che sarei tornata presto. Quando mi ha visto non ha neppure fatto caso alle ferite. Mi ha solo detto ‘Sono felice che tu sia qui’”
Fonte: www.rainews.it
