La storia di Marc e Yulia rivela cosa può succedere agli ucraini nei territori occupati
Mark ora ha 14 anni e ne aveva 11 quando i russi arrestarono sua madre a casa loro, nella città occupata di Toretsk. Per lui, affidato a un’amica di famiglia, cominciò l’indottrinamento
“A scuola ci facevano cantare tutti i giorni l’inno nazionale russo, ci dicevano che gli ucraini ci avrebbero ucciso e che esiste solo un grande Stato, la Russia, che ci avrebbe salvato”, racconta Marc. “D’estate mi hanno mandato in Russia in un campo scuola. I militari ci insegnavano a usare le armi, ci dicevano che presto avremo combattuto al loro fianco. Erano bravi. Tifavo per loro”. Solo dopo avere riabbracciato la madre liberata a fine 2022 in uno scambio di prigioniere e avere visto le bombe russe sul suo paese, Marc ha capito. “Adesso studio informatica, ma quando compirò 18 anni mi voglio arruolare, voglio combattere per la mia famiglia”.
Fonte: www.rainews.it
