False fatture per 1,5 milioni per il programma tv sugli animali, indagata Michela Vittoria Brambilla
La deputata di Noi Moderati avrebbe ricevuto il 90% del compenso di false fatture da parte dell'Ente nazionale cinofilia italiana, che si sponsorizzava all'interno del programma "Dalla parte degli animali"
ansa La deputata di Noi Moderati Michela Vittoria Brambilla è indagata in un'inchiesta della Procura di Milano per false fatturazioni, assieme ad altre persone, in relazione alla realizzazione del suo programma tv “Dalla parte degli animali” e a un meccanismo di sponsorizzazione. La notizia emerge da un'attività di perquisizione della Guardia di Finanza, come anticipato da La Repubblica online e confermato da fonti qualificate. Perquisizioni nella sede dell'Enci, l'Ente nazionale cinofilia italiana, e di tre società di produzione televisiva e che non riguardano la parlamentare.
Si contestano fatture false, tra il 2020 e il 2026, per circa 1,5 milioni di euro e un meccanismo di sponsorizzazione dell'Enci al programma televisivo che conduce la parlamentare. Sistema con cui, stando alle indagini dei pm Antonio Pansa e Giancarla Serafini, con l'aggiunto Paolo Ielo, e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, Brambilla avrebbe incassato gran parte di quei soldi, circa il 90%, mentre solo il resto sarebbe andato alla produzione del programma. Indagato anche il presidente dell'Enci, Espedito Massimo Muto. Il caso era stato sollevato da Report.
Da quanto si è saputo, in sostanza, la Procura diretta da Marcello Viola contesta che il milione e mezzo di euro circa pagato dall'Enci per essere sponsor nel programma “Dalla parte degli animali” sarebbe andato in grossa parte alla parlamentare, per retribuire in pratica il suo ruolo di conduttrice. Tuttavia, quei soldi nei contratti di sponsorizzazione dovevano servire a pagare la produzione del programma.
Indagati per questo presunto sistema di false fatture, gonfiate rispetto ai costi necessari di produzione, anche gli amministratori delle tre società di produzione, che sarebbero stati consapevoli del meccanismo contestato. Il denaro, infatti, per l'accusa, sarebbe arrivato alle società e poi sarebbe stato girato alla parlamentare. Le perquisizioni delle Fiamme Gialle sono state effettuate tra Milano, Torino e Roma. L'Enci ha sede nel capoluogo lombardo.
Fonte: www.rainews.it
