Crans-Montana, ricusazione dalle procuratrici dell'indagine sul rogo: richiesta rigettata
Lo aveva chiesto il legale di una delle famiglie delle vittime "per gravi mancanze ed errori". L'incendio al Constellation provocò 41 morti
Un tribunale svizzero ha annunciato il rigetto di una richiesta di ricusazione nei confronti delle procuratrici che indagano sull'incendio del Constellation, verificatosi la notte di Capodanno scorso a Crans-Montana, che ha causato 41 morti e 115 feriti.
L'avvocato Garen Ucari, legale del padre di una delle vittime, aveva chiesto la ricusazione delle magistrate a causa dell'“esistenza di un numero senza precedenti di gravi mancanze e gravi errori (...) nella conduzione del procedimento”. La Camera penale del Tribunale cantonale del Vallese, con sentenza dell'8 aprile, ha tuttavia “respinto” la richiesta di ricusazione, come indicato dal tribunale in un comunicato.
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“Totale assenza di autocritica della giustizia del Vallese, presenteremo ricorso”
La Camera penale “non ha, in particolare, riscontrato, secondo i criteri stabiliti dalla giurisprudenza, errori particolarmente gravi o ripetuti da parte del pubblico ministero, che costituiscano gravi violazioni dei doveri dei magistrati e che denotino un'apparenza oggettiva di parzialità delle procuratrici in questione”, si precisa.
“Non si può non rimanere colpiti dalla totale assenza di autocritica della giustizia vallesana, che si auto-conferisce così un attestato di autocompiacimento” ha reagito l'avvocato Ucari, indicando che il suo cliente, che ha preso atto “con profonda delusione” della decisione emessa, intende presentare ricorso dinanzi al Tribunale federale svizzero. L'avvocato Romain Jordan, un altro legale delle parti civili, ha invece dichiarato che la decisione del tribunale costituisce “una buona notizia, poiché consente al procedimento di continuare ad andare avanti”.
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“Sono mancate misure per scongiurare il rischio di collusione degli indagati”
Facendo eco alle critiche mosse da diversi avvocati, e dai familiari delle vittime, sin dall'inizio del caso, l'avvocato Ucari aveva in particolare sottolineato la mancanza di misure “volte a scongiurare il rischio di collusione”, in particolare la privazione della libertà della coppia di proprietari del bar, i coniugi Jacques e Jessica Moretti. Il legale aveva inoltre deplorato il ritardo con cui i magistrati avevano effettuato “perquisizioni dei locali e sequestri di documenti”, registrazioni e telefoni cellulari. Secondo lui, questi “errori hanno portato in particolare alla scomparsa o alla potenziale contaminazione di mezzi di prova, in particolare quelli a carico, all’atteggiamento di favore oggettivo degli imputati e alla violazione dei diritti delle parti querelanti”.
Oltre alla coppia, altre sette persone, tra cui il sindaco, sono state sottoposte a indagine penale per “incendio colposo, omicidio colposo e lesioni personali gravi colpose”. L'indagine dovrà fare luce sulle circostanze esatte dell'incendio, sul rispetto delle norme di sicurezza da parte dei proprietari e sulle diverse responsabilità, dato che il Comune ha riconosciuto l'assenza di controlli antincendio nel bar dal 2019, mentre questi dovrebbero essere effettuati ogni anno.
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La scorsa settimana il rinvio dell’audizione di Moretti perché “depresso”. I legali delle vittime: “Perplessi”
Il rinvio dell'audizione di Jacques Moretti perché depresso lascia “molto perplesso” Fabrizio Ventimiglia, uno dei legali delle vittime, che in una nota del 3 aprile scorso si dice amareggiato “rispetto a certe scelte processuali, tanto più se, in una fase iniziale, era stata manifestata la volontà di collaborare per giungere rapidamente all'accertamento della verità”.
“Prendiamo atto della scelta difensiva e del provvedimento della Procura” aveva osservato il legale all’indomani della decisione del tribunale, “che tuttavia avrebbe potuto valutare, in alternativa, la convocazione della signora Jessica Moretti, trattandosi di audizione già programmata da tempo”.
Fonte: www.rainews.it
