Camorra: sequestrati beni per 8 milioni ad Antimo Cesaro, fratello dell’ex senatore di FI
Il sequestro emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea, nei confronti del 60enne, fratello dell’ex parlamentare Luigi Cesaro, già condannato in primo grado a 11 anni per concorso esterno
ANSA/Carabinieri
Sequestro beni milionario al fratello dell’ex parlamentare Luigi Cesaro (FI).
I carabinieri del Ros di Napoli hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, a carico di Antimo Cesaro, titolare del centro diagnostico Igea di Sant’Antimo.
Il sequestro riguarda sei immobili e due terreni ubicati nella provincia di Napoli e dell’Aquila, quattro quote di compartecipazione societarie di aziende operanti prevalentemente nel settore sanitario ed edile, conti correnti e polizze assicurative intestate a Cesaro e ai suoi familiari, destinatari del provvedimento ablativo in quanto terzi interessati, per un valore complessivo di circa otto milioni di euro.
Per gli inquirenti Antimo Cesaro, condannato in primo grado a 11 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio politico mafioso, è stato elemento di collegamento tra il clan Puca e la politica locale, mettendo a disposizione i locali del proprio centro sanitario per le riunioni camorristiche convocate prima dal boss Pasquale Puca e poi dal ras Amodio Ferriero nel corso delle quali venivano stipulati patti ed accordi o studiate strategie comuni, finalizzate a turbare il regolare svolgimento delle competizioni elettorali sul territorio di Sant’Antimo o finalizzate a condizionare, per gli interessi imprenditoriali comuni tra la famiglia Cesaro ed controllo dell’Ufficio Tecnico del comune di Sant’Antimo.
Il sequestro è frutto degli accertamenti patrimoniali eseguiti dal Ros sulla base degli esiti processuali dell’indagine “Artemio”, condotta dal 2017 al 2020 e riguardante i clan Pucaz , Verde e Ranucci di Sant’Antimo e zone limitrofe.
In primo grado sono stati condannati 21 imputati riconosciuti colpevoli dei reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio politico – mafioso, estorsione, corruzione, turbata libertà degli incanti, tentato omicidio, intestazione fittizia di beni ed altro.
Fonte: www.rainews.it
