Attentato al gala dei media, i precedenti
Una scia di sangue e falliti attentati accompagna il cammino di Trump verso la Casa Bianca, con seguito di polemiche e teorie del complotto
È il 13 luglio 2024. Fanno il giro del mondo le immagini dell’aspirante presidente Donald Trump, a Butler, in Pennsylvania, durante la campagna per le elezioni del 5 novembre. A sparare è un giovane americano, il ventenne Thomas Matthew Crooks - nascosto sul tetto di un edificio a 100 metri dal palco, fuori dal perimetro di sicurezza, poi ucciso dalla polizia. Trump ne esce quasi indenne, pochi attimi dopo il colpo si rialza e rivolto verso la folla grida: "Fight! Fight! Combattete!". A terra resta uno spettatore e due feriti.
È il primo tentativo di omicidio di un candidato alla presidenza degli Stati Uniti dal 1981, quando vittima fu Ronald Reagan.
Ma solo due mesi dopo, il 15 settembre, al Golf Club di Palm Beach, in Florida, un americano filo-ucraino, Ryan Wesley Routh, 58 anni, si introduce nel campo mentre il tycoon sta giocando: a circa 350 metri, Routh punta il fucile verso il presidente ma gli agenti federali lo intercettano e aprono il fuoco. Per la seconda volta Trump è illeso.
Un anno dopo, il 10 settembre 2025, l’attivista di destra e alleato di Trump, Charlie Kirk, viene ucciso con un colpo di arma da fuoco sparato dallo studente ventiduenne Tyler Robinson, mentre parlava agli studenti della Utah Valley Università. "Un omicidio politico", dirà il governatore dello Utah Spencer Cox.
Fonte: www.rainews.it
