Palestinesi al voto in Cisgiordania e, per la prima volta in 20 anni, nella Striscia
Nella West Bank un milione e mezzo alle urne, a Deir Al Balah elezioni test per Hamas che aveva stravinto nel 2006 e che i sondaggi danno ancora per favorito. L’Onu definisce il processo “credibile”
Urne aperte per 183 municipalità nei territori palestinesi. Nella Cisgiordania occupata Israele ha aperto i seggi elettorali alle 7:00 così come nell’area di Deir el-Balah, nella zona centrale della Striscia di Gaza.
Si tratta ella prima tornata elettorale organizzata dall’inizio della guerra a Gaza dopo il 7 ottobre. Un appuntamento che vede coinvolte le comunità locali in un contesto di forte tensione regionale in una diffusa disillusione tra la popolazione.
Secondo i dati della Commissione Elettorale Centrale di Ramallah, sono quasi 1,5 milioni gli elettori registrati nella Cisgiordania occupata, a cui si aggiungono 70.000 persone nell’area di Deir el-Balah.
“Siamo a Deir el-Balah, cari concittadini. Oggi, 25 aprile 2026, presso il Centro Hussein Baraka n. 1, sono iniziate le votazioni. I seggi sono pronti ad accogliervi e siete tutti i benvenuti”, recita un volontario ai seggi. La città scelta come banco di prova per il rilancio del processo democratico, ha subito relativamente meno danni rispetto ad altre aree nel conflitto con Israele che ha causato oltre 70 mila morti, la più parte civili.
Il panorama politico vede la maggior parte delle liste allineate con il partito laico-nazionalista Fatah del presidente Mahmoud Abbas, o presentate come indipendenti. Fatah sfida alcuni indipendenti guidati da fazioni come il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.
Ma la sfida è soprattutto con Hamas. Il partito divenuto milizia armata, rivale acerrimo di Fatah, è il grande assente anche se tra i candidati ha qualche sostenitore, ma non presenta liste affiliate. Per Gaza, sotto il suo controllo dal 2007, si tratta del primo voto dalle legislative del 2006 anno in cui Hamas, responsabile del massacro del 7 ottobre, stravinse le elezioni.
Tuttavia, i sondaggi del Centro palestinese per la ricerca politica e demoscopica mostrano che Hamas rimane la fazione palestinese più popolare sia a Gaza che in Cisgiordania.
“In questo giorno si celebra davvero la democrazia. Per noi conferma che questo popolo, il popolo palestinese, nonostante tutte le tragedie, nonostante l’assedio e nonostante tutto ciò che l’occupazione israeliana sta facendo, ha deciso di esercitare il proprio diritto democratico eleggendo i propri consigli e organi locali”, ha affermato il candidato Munif Taridh.
In diverse città, tra cui le principali Ramallah e Nablus, è stata presentata una sola lista, che otterrà così una vittoria automatica. A Nablus favorita sindaca Anan Al Attir già vice-governatrice distrettuale.
Il coordinatore ONU Ramiz Alakbarov ha definito il processo “credibile”, ritenendolo un’opportunità per i palestinesi di esercitare i propri diritti democratici in un periodo “eccezionalmente difficile”.
Sul fronte della sicurezza a Gaza, la Commissione elettorale ha dichiarato di aver ingaggiato una società privata, ma fonti locali riferiscono che la polizia palestinese garantirà il processo schierando personale disarmato in abiti civili nei pressi dei centri elettorali.
I seggi in Cisgiordania resteranno aperti dalle 7:00 alle 19:00, mentre a Deir al-Balah la chiusura è anticipata alle 17:00 per consentire il conteggio diurno a causa della mancanza di elettricità.
Queste elezioni rappresentano un test anche per l’Autorità Nazionale Palestinese guidata da 20 anni dal novantenne Abu Mazen, Mahmoud Abbas, senza però nessuna rielezione.
“In queste circostanze, mentre Gaza è soggetta a una guerra quotidiana e a tentativi di separarla (dai Territori Palestinesi), ciò non sarà permesso né dal nostro popolo, né dalle nostre famiglie, né da chiunque altro al mondo. Gaza è parte inseparabile dello Stato di Palestina. Pertanto, abbiamo lavorato con ogni mezzo per garantire che le elezioni si svolgano a Deir al-Balah, al fine di affermare l’unità delle due parti del Paese, nella speranza che, una volta che la situazione si sarà calmata, si possano tenere elezioni in tutta la Striscia di Gaza.” ha detto Abbas.
Fonte: www.rainews.it
