40 anni fa il disastro di Chernobyl, il più grave incidente nucleare della storia
Parla uno dei tecnici che lavorava in quella centrale
L’esplosione del reattore 4 sprigionò una nube radioattiva che contaminò vaste aree di Europa, soprattutto in Ucraina e Bielorussia, causando decine di morti immediate e conseguenze sanitarie ancora difficili da quantificare.
L’evento segnò una svolta globale nella sicurezza nucleare, spingendo a standard più rigidi, maggiore trasparenza e cooperazione internazionale, come evidenziato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).
A quarant’anni di distanza, però, il sito resta al centro dell’attenzione per motivi nuovi. Nel febbraio 2025, un’esplosione attribuita dalle autorità ucraine a un drone della Russia ha colpito il ‘New Safe Confinement’, l’enorme arco protettivo completato nel 2019 per isolare il reattore distrutto. Sebbene non si siano registrati aumenti dei livelli di radiazione, i danni alla struttura potrebbero ridurne la durata e compromettere i piani di smantellamento, già sospesi a causa della guerra.
L’episodio evidenzia come il conflitto abbia cambiato il concetto stesso di sicurezza nucleare: siti considerati stabilizzati sono ora esposti a rischi militari diretti. Per i lavoratori della centrale, che continuano a operare nell’area, la guerra rappresenta oggi una minaccia più immediata persino della contaminazione.
Fonte: www.rainews.it
