Trump: “Un bunker militare sotto la sala da ballo in costruzione alla Casa Bianca”
“Viviamo in un’epoca in cui questo è necessario”, ha spiegato il presidente degli Stati Uniti, rivendicando la scelta di dotare l’edificio di vetri antiproiettile e tecnologie avanzate di difesa
Una sala da ballo monumentale, pensata per accogliere capi di Stato e grandi eventi ufficiali, ma anche – secondo le parole dello stesso Donald Trump – una “copertura” per un complesso militare sotterraneo.
Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha mostrato i rendering aggiornati della nuova struttura, in costruzione alla Casa Bianca, soffermandosi soprattutto sull’avanzamento dei lavori. “Sta andando tutto molto bene, siamo perfino in anticipo sui tempi”, ha dichiarato, sottolineando come il progetto proceda secondo una tabella di marcia più rapida del previsto.
La nuova sala da ballo, destinata a ospitare fino a mille persone, nasce con l’obiettivo di realizzare nella Casa Bianca uno spazio adatto per ricevimenti di grande scala e incontri con delegazioni internazionali. Trump ha più volte insistito su questo punto, citando la difficoltà di accogliere leader stranieri, come il presidente cinese in ambienti considerati troppo piccoli.
Ma è il dettaglio sul sottosuolo ad aver acceso il dibattito. Secondo il presidente, infatti, “l’esercito sta costruendo un grosso complesso sotto la sala da ballo”, aggiungendo che la struttura in superficie fungerà in parte da copertura per infrastrutture legate alla sicurezza, tra cui sistemi anti-drone. “Viviamo in un’epoca in cui questo è necessario”, ha spiegato, rivendicando la scelta di dotare l’edificio di vetri antiproiettile e tecnologie avanzate di difesa.
Il progetto è però al centro di una battaglia legale. Il National Trust for Historic Preservation ha intentato una causa sostenendo che l’amministrazione avrebbe aggirato le procedure di revisione e il coinvolgimento pubblico richiesti per interventi su un sito storico come la Casa Bianca. Un giudice federale è atteso a breve per decidere se bloccare temporaneamente i lavori.
Le polemiche non riguardano solo l’aspetto legale. La decisione di demolire un’ala del complesso presidenziale per far spazio alla nuova costruzione ha suscitato critiche da parte di storici e architetti, che parlano di un intervento senza precedenti su uno dei luoghi simbolo degli Stati Uniti.
Trump ha difeso anche il piano economico dell’opera, assicurando che non verrà utilizzato denaro pubblico. “È tutto finanziato da me e da donatori”, ha ribadito. Tuttavia, secondo le stime più recenti, il costo complessivo del progetto sarebbe già raddoppiato, passando da circa 200 a 400 milioni di dollari.
Fonte: www.rainews.it
