Il ministro Valditara visita la prof accoltellata: “Mi mancano i miei alunni”
La docente ascoltata per quasi un’ora nel corso di un “confronto ricco di spunti e riflessioni”. Il tredicenne avrebbe anche ricattato un’amica conosciuta online: “Tagliati o rivelo i tuoi segreti a tua madre”
Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del merito, ha visitato oggi la professoressa Chiara Mocchi ricoverata all’ospedale di Bergamo. L’incontro è durato quasi un’ora.
Il ministro ha ascoltato le riflessioni della docente e il confronto è stato “molto ricco di spunti e osservazioni”. La professoressa sta meglio e, come ha riferito a Valditara, sente la mancanza dei suoi studenti e della scuola. A renderlo noto sono fonti vicine al ministro.
Il ricatto del 13enne a un'amica: “Tagliati o rivelo i tuoi segreti”
Avrebbe ordinato a una coetanea conosciuta sui social di praticarsi dei tagli sul corpo, minacciandola che se non lo avesse fatto avrebbe raccontato tutti i suoi segreti a sua madre. È quanto emerge sul tredicenne - ora affidato ai servizi sociali - che mercoledì ha accoltellato Chiara Mocchi, la sua professoressa di francese nella scuola “Leonardo da Vinci” di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo.
“È stato un momento terrificante”, ricorda la minorenne che vive in Polonia, intervistata dal Corriere della Sera. Lei ha raccontato tutto a sua madre prima che lo facesse lui e poi si è cancellata dal gruppo su Telegram dove lui la stava minacciando.
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“Vorrei vivere nei suoi ricordi per sempre”
Nel suo “Manifesto” pubblicato sul gruppo, il tredicenne di Trescore Balneario descriveva così la coetanea conosciuta online: “L’unica persona con cui vado d’accordo è una che ho conosciuto qualche giorno fa. Sono innamorato di lei. Sembra una persona con cui è facile entrare in sintonia. Vorrei tanto poter rimanere in contatto con lei anche dopo il mio attacco. Ne dubito fortemente”. E aggiungeva: “Vorrei vivere nei suoi ricordi per sempre, anche se so che niente dura per sempre”.
La ragazzina lottava con problemi di autolesionismo e a un certo punto lui le ha chiesto se avesse una lametta per procurarsi dei tagli sul corpo. “Perché?”, ha chiesto lei. “Perché lo dico io”, la sua risposta. La ragazzina ha saputo dell’aggressione avvenuta mercoledì a scuola e annunciata proprio nel gruppo. “Credevo lo dicesse per scherzo”, spiega, e aggiunge: “Per favore, assicuratevi che si curi con l’aiuto di un professionista, ne ha davvero bisogno”.
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Smentita la notizia che l’auto della prof fosse stata vandalizzata davanti alla scuola
Si era sparsa la voce che settimane prima dell’aggressione la professoressa avesse ricevuto minacce e che la sua auto fosse stata vandalizzata fuori dalla scuola media di Trescore Balneario: gomme bucate e scritte sulla carrozzeria. Secondo i familiari la donna aveva scelto di non denunciare quanto avvenuto e si era limitata a parcheggiare la vettura proprio davanti alla caserma dei carabinieri, che si trova ad alcune centinaia di metri dalla scuola dove insegna.
Il legale della professoressa, l'avvocato Angelo Lino Murtas, smentisce che la docente avesse mai ricevuto minacce, frasi offensive o danni alla sua auto e che non li abbia denunciati alle autorità. Fatti che erano stati riferiti invece da due cugini della docente. "Ai fini della corretta informazione, si rappresenta che l'unico episodio realmente verificatosi e che potrebbe aver generato equivoci, risale al 3 dicembre 2024, quando, all'uscita dall'Istituto, la professoressa trovò la propria autovettura imbrattata da ignoti con degli sputi", evidenzia il legale.
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Stop a diffusione di notizie false o non verificate: la richiesta dei legali del tredicenne e della prof
Sono state smentite le indiscrezioni sull'interrogatorio secondo cui il tredicenne avrebbe detto: “Mi spiace non aver ucciso la prof”, secondo quanto ha precisato il legale della famiglia, Carlo Foglieni.
Anche l'avvocato della professoressa Chiara Mocchi, Angelo Lino Murtas, sottolinea in una nota che non gli risulta “l'esistenza di un verbale in cui il tredicenne avrebbe detto: mi dispiace di non averla uccisa” riferendosi alla docente accoltellata mercoledì scorso a scuolaa Trescore Balneario. Notizia già smentita questa mattina anche dal legale della famiglia del tredicenne, l'avvocato Carlo Foglieni. "Segnalo nuovamente pertanto l'opportunità, vista la gravità dei fatti accaduti, di evitare per quanto possibile la diffusione di elementi inesatti o non verificati, nel rispetto delle persone coinvolte", conclude l'avvocato Murtas.
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La lettera della prof: “Gesto incomprensibile”
“Non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità, ne sono stanco, quindi ho deciso che la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese. La scelta non è casuale, è mirata, le piace prendermi di mira, umiliarmi davanti a tutti, fare commenti cattivi, battute non divertenti e giustificare la violenza contro di me anche quando ero chiaramente la vittima”.
Così il “manifesto” del 13enne che ha accoltellato Chiara Mocchi. L'insegnante è stata ferita all'addome e al collo. Trasportata in elicottero in ospedale a Bergamo, è stata operata ed è in via di miglioramento. Dall'ospedale ha dettato in serata una lettera dove si rivolge agli "adorati alunni, colleghi, genitori, soccorritori, personale sanitario, autorità, forze dell'ordine, familiari, giornalisti, e persone che mi avete circondato da subito di affetto e solidarietà".
"Non avrei mai pensato - scrive - che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda. Eppure eccomi qui, ancora viva. E questo lo devo a molti di voi. In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo". "Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre. So che addirittura la scena è stata ripresa via cellulare, è stata drammatica quanto irreale. Io stessa fatico a ricordarla senza tremare. Ma subito, attorno a me, si è mosso un mondo di coraggio e di umanità".
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“Ho difficoltà di attenzione, la mia insegnante mi ha dato punteggi bassi, non le piaccio”
Parole deliranti, lucide, feroci, quelle del 13enne nel suo “manifesto”, forse aiutate dall'intelligenza artificiale. "Quando sono stato preso a pugni da un ragazzino magrolino, non ho reagito, gli insegnanti non se ne sono nemmeno accorti, ed erano due, ho dovuto andare da loro e raccontare cosa era successo, e questo evidenzia quanto la scuola stia fallendo. Quando la mia insegnante di francese ha avuto l'audacia di dire che me lo meritavo, il preside non ha fatto nulla, è rimasta impunita per una cosa così grave” prosegue lo scritto, prodotto nel giorno prima dell'aggressione.
“La goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha spinto a prendere questa decisione radicale è stata la mia diagnosi di ADHD” continua il 13enne. “Ho difficoltà di attenzione, è un dato di fatto, eppure, quando mi è stato chiesto di fare un test sul mio comportamento, la mia insegnante mi ha dato punteggi bassi per quanto riguarda la distrazione, ma non esita a farmelo notare in classe, e questo mi fa solo arrabbiare. Mi sembra un sabotaggio. Mi sta incatenando a questa vita di difficoltà solo perché non le piaccio”.
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“Non posso essere processato quindi la ucciderò”
“Avendo solo 13 anni, sono completamente impotente in questa situazione e non posso fare molto per cambiare il percorso che è stato scelto per me. La mia vita è dettata da adulti a cui non importa di me. La mia insegnante di francese non vuole altro che riempirmi la vita di dolore e sofferenza abusando del suo potere. È così impotente nella sua vita che decide che sfogare la sua rabbia su un gruppo di ragazzini delle medie sia un ottimo modo per rilassarsi” si legge ancora.
“Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio: non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo”: questo un altro passaggio del “manifesto” del giovane aggressore.
“Non è solo un atto di vendetta, è un modo per rompere una routine noiosa nel modo più estremo possibile. Sono stanco di essere banale, di dover fare sempre le stesse cose. Le regole non sono qualcosa che dovrei seguire, sono qualcosa che dovrei infrangere, e non c'è niente di meglio per farlo della vendetta, punire chi mi ha fatto del male” scrive ancora il giovane, aggiungendo: “Ho sempre amato infrangere le regole, che fossero etiche, morali o legali, tutte queste cose mi limitano, e se qualcosa sfida la mia libertà, lo sento come un attacco personale alla mia autonomia. Se qualcuno mi dice di non fare qualcosa, il più delle volte mi sento ancora più incline a farlo”.
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Un'amica: “Aveva pianificato di uccidere anche i genitori”
“Inizialmente aveva pianificato di uccidere suo padre colpendolo con un martello. Poi aveva intenzione di andare a casa di sua madre il giorno dopo e ucciderla. Il metodo non è noto. In seguito aveva pianificato di andare a scuola e uccidere la sua insegnante. Non ha ucciso suo padre perché era spaventato”: questo il racconto di un'amica del 13enne su Telegram. “Ha deciso di risparmiare i suoi genitori e attaccare solo la sua insegnante. Questo piano è stato elaborato sabato, dopo il rifiuto della sua diagnosi di ADHD. Dopo anni di tormenti e maltrattamenti, è crollato e ha colpito”.
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Perquisita l'abitazione del 13enne, trovato materiale per preparare ordigni
Durante le perquisizioni disposte nell’abitazione del minore – che viveva da circa un anno a Trescore Balneario con la madre, i genitori sono separati –, i militari hanno sequestrato materiale verosimilmente propedeutico alla preparazione di ordigni. Si tratta di prodotti chimici trovati in modalità sospette, sui quali sono in corso accertamenti per verificare se il 13enne stesse cercando di fabbricare piccoli ordigni esplosivi. Le perquisizioni hanno riguardato anche l’abitazione del padre.
Le indagini proseguono per ricostruire il movente e l’eventuale pianificazione del gesto. Il ragazzo, non imputabile per età, è stato affidato alle autorità competenti. Sul posto sono intervenuti anche psicologi per supportare studenti, insegnanti e personale scolastico.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha commentato l’episodio definendolo “di una gravità sconvolgente” e ha espresso vicinanza alla docente, annunciando di averla sentita telefonicamente. Ha inoltre ribadito la necessità di approvare norme più severe sul porto di coltelli a scuola.
Comunità sotto shock
L’intera comunità di Trescore Balneario è sotto shock. La scuola è rimasta aperta ma con forte presenza di forze dell’ordine e supporto psicologico. Molti genitori e residenti esprimono preoccupazione per il crescente fenomeno della violenza tra i giovanissimi e per l’uso distorto dei social network, che in questo caso ha trasformato un atto di aggressione in uno spettacolo trasmesso in diretta. Le indagini, ancora in fase preliminare, dovranno chiarire se dietro il gesto ci siano elementi di radicalizzazione, problemi familiari o altro.
Fonte: www.rainews.it
