Crans-Montana, porta di sicurezza chiusa prima dell’incendio: spunta nuovo video. Pm di Roma a Sion
In un rapporto di polizia, le immagini in cui viene chiuso il chiavistello. Si concretizza la ‘cooperazione rafforzata’ decisa a Berna dai procuratori Lo Voi e Pilloud: la missione a Sion
Si svolgerà oggi e domani la ‘missione a Sion’ dei pm della procura di Roma per selezionare gli atti dell’indagine svizzera sul rogo del Constellation, a Crans-Montana, utili al procedimento aperto a piazzale Clodio.
Per la tragedia i magistrati italiani ipotizzano i reati di disastro colposo e omicidio colposo.
Sarà questo il primo passo concreto di quel percorso di “cooperazione rafforzata”, definito il 19 febbraio scorso, a Berna, nel vertice tra il procuratore capo della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi e la procuratrice generale Béatrice Pilloud.
Crans-Montana, il procuratore capo di Roma Lo Voi dopo l'incontro a Berna: "Cooperazione rafforzata"
FOTOGRAFA: “JESSICA MI DISSE DI FILMARE SHOW CON CANDELE”
“Jessica mi disse di fare delle fotografie e il video allo show con le candele pirotecniche” da cui è nato l’incendio del Constellation, a Crans-Montana. Lo ha raccontato oggi agli inquirenti svizzeri. Rozerin Ozkaytan, la giovane fotografa del locale, sopravvissuta alla tragedia, dopo essere rimasta in coma per settimane.
La diciottenne, che non era dipendente dei coniugi Moretti e che collaborava con loro solo saltuariamente, ha riferito di non aver ricevuto indicazioni sulle misure di sicurezza del locale.
“Dopo l’incendio – ha spiegato – fuori dal locale ho visto Jessica che piangeva, ma non l’ho vista prestare i soccorsi o dare indicazioni ai feriti che stavano uscendo dal Constellation”. Ozkaytan ha inoltre confermato la presenza nel discobar di numerosi minorenni, anche con meno di 16 anni, in violazione delle regole svizzere.
PORTA DI SICUREZZA CHIUSA POCO PRIMA DELL’INCENDIO
Sarebbe stata chiusa con un chiavistello pochi secondi prima dell’inizio del rogo la porta di sicurezza al piano terreno del Constellation, il discobar di Crans-Montana dove a Capodanno sono morte 41 persone.
Il dettaglio – riportato da alcuni media svizzeri – emerge da un rapporto della polizia del Cantone del Vallese che ha analizzato e comparato le immagini delle telecamere interne al locale.
Nuovi elementi nell'inchiesta sul rogo di Crans-Montana
EMERGE UN VIDEO
Un video di 31 secondi, in possesso degli investigatori, mostrerebbe che alle 1.26 un dipendente avrebbe aperto la porta per far entrare un uomo che, a sua volta, avrebbe poi armeggiato con il chiavistello. Pochi secondi dopo sarebbero state accese le candele pirotecniche sulle bottiglie di campagne, all’origine dell’incendio.
Il blocco dell’uscita di sicurezza, che ha ostacolato il deflusso dei clienti, rimane ancora una delle questioni controverse dell’inchiesta giudiziaria, non ancora definitivamente chiarita.
Crans-Montana, il buttafuori: “Jessica ci ordinò di chiudere le uscite di sicurezza”
LE DICHIARAZIONI INCOERENTI
Jessica Moretti, proprietaria del discobar, ha sostenuto difronte agli inquirenti che la porta non veniva mai chiusa. Mentre Jankovic Predrag, il buttafuori in servizio nel locale la notte di Capodanno, avrebbe invece riferito di aver “sentito parlare Jessica con i suoi collaboratori, mentre dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse“.
Nel frattempo prosegue l’attività dei magistrati di Sion che oggi sentiranno Rozerin Ozkaytan, la giovane fotografa del Constellation, sopravvissuta al rogo, dopo essere rimasta in coma per settimane.
A partire dal 7 aprile saranno poi interrogati i cinque amministratori comunali, tra cui il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ultimi dei nove indagati dalla procura di Sion per il rogo di Capodanno.
Fonte: www.rainews.it
