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Lo scenario bellico: da South Pars a Ras Laffan, la mappa dei siti petroliferi colpiti
Una guerra con impianti petroliferi e del gas sotto il mirino. Fonte: "Se la situazione non migliora, ad aprile in Europa non arriverà una goccia di diesel e carburante jet"
La guerra in Medio Oriente divampa e anche gli impianti petroliferi finiscono nel mirino, in uno scenario bellico mai visto prima, inedito. "Se la situazione non migliora, ad aprile in Europa non arriverà una goccia di diesel e carburante jet", ha rivelato all'ANSA una fonte definita qualificata legata ai colossi petroliferi nel Golfo. E allora è corsa contro il tempo per scongiurare uno shock energetico europeo.
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Ecco nel dettaglio la mappa dei siti colpiti.
IRAN: South Pars, il più grande giacimento di gas naturale al mondo
-Gli impianti South Pars, nella provincia di Busher, sorgono sul più grande giacimento di gas naturale al mondo, condiviso tra Iran e Qatar, che rappresenta il 40% della produzione di gas di Teheran. Il 18 marzo i caccia israeliani hanno bombardato il sito, l'Idf potrebbe aver utilizzato anche missili tattici. Lo stesso giorno sono stati colpiti i complessi petrolchimici di Asaluyeh, sempre sulla costa meridionale: è una zona economica speciale che raccoglie diverse raffinerie e impianti, un'area di oltre 100 chilometri quadrati, un hub per il giacimento di South Pars. Gli attacchi con missili e aerei hanno prodotto danni rilevanti alle infrastrutture.
QATAR - Poche ore dopo gli attacchi israeliani, coordinati con Washington, l'Iran ha lanciato i suoi missili contro la raffineria e impianto di gas naturale liquefatto (Gnl) di Ras Laffan.
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Colpito il 19% dell'offerta globale di Gnl del Qatar
Il sito produce 80 milioni di tonnellate all'anno (tpy) di Gnl, pari a circa il 19% dell'offerta globale. QatarEnergy ha confermato gli attacchi missilistici contro la zona industriale, con "ingenti danni" all'impianto di Gnl e incendi domati grazie all'intervento di squadre di emergenza. La zona era già finita nel mirino dei droni iraniani all'inizio delle ostilità, costringendo all'interruzione di produzione di Gnl e facendo schizzare il prezzo del gas del 39%.
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ARABIA SAUDITA - Un drone si è schiantato contro la raffineria saudita Samref, situata nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, e "la valutazione dei danni è in corso", ha dichiarato il ministero della Difesa saudita. Il ministero aveva precedentemente affermato di aver intercettato un missile balistico diretto al porto della città. La raffineria Samref è di proprietà del colosso petrolifero saudita Aramco e della Mobil Yanbu Refining Company Inc., una filiale di ExxonMobil. Ha una capacità di lavorazione di oltre 400.000 barili al giorno di greggio Arabian Light. Anche la raffineria di Ras Tanura, 550.000 barili al giorno, è finita nel mirino dei droni iraniani, il 2 marzo scorso: un velivolo è stato abbattuto imponendo anche in quel caso lo stop alle operazioni.
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EMIRATI - Il campo di gas Al Hosn è stato dichiarato un "obiettivo legittimo da Teheran, che tre giorni fa ha già colpito il giacimento petrolifero di Shah, 230 chilometri a sud di Abu Dhabi, con una capacità produttiva di circa 70.000 barili di petrolio greggio al giorno.
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OMAN - Il porto di Duqm, fiore all'occhiello del Sultanato e hub strategico nella regione, in grado di accogliere anche le portaerei e i sottomarini statunitensi, è stato preso di mira diverse volte, sin dall'inizio del conflitto.
Fonte: www.rainews.it
