Inchiesta sugli abusi, interrogatorio di garanzia per la prof di Treviso che si dichiara innocente
In carcere, ex vicedirettore di una testata nazionale: non risponde al gip. Atti inviati per competenza a Venezia. Tra i video e le foto trovati sui dispositivi figurano anche quelle dei nipotini della donna, di 5 e 9 anni
Wikimedia Commons Si è tenuto oggi nel carcere femminile della Giudecca a Venezia, dov'è rinchiusa da venerdì, l'interrogatorio di garanzia della professoressa trevigiana di 52 anni arrestata per violenza sessuale su minori e pornografia minorile: avrebbe scambiato con il suo amante romano, giornalista di 48 anni (anche lui finito in carcere), foto intime della figlia e dei suoi due nipotini.
La donna, assistita dagli avvocati Marta Labozzetta e Francesca Ottoni del foro di Treviso, ha respinto ogni addebito e si è dichiarata innocente.
I due sono accusati di concorso di violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pornografico, nell’inchiesta avviata a Roma.
Interrogato stamane anche l'uomo che davanti al gip di Roma si è avvalso della facoltà di non rispondere facendo dichiarazioni spontanee.
Treviso sotto choc dopo l'arresto della professoressa accusata di pedofilia insieme al compagno
Davanti al gip il giornalista si avvale della facoltà di non rispondere, ma fornisce sua versione dei fatti
In base a quanto si apprende l'indagato avrebbe fornito una versione dei fatti che si discosta dall'impianto accusatorio. Inoltre, avrebbe raccontato al giudice quando ha conosciuto la donna e il tipo di rapporto che lo lega.
Gli atti del procedimento verranno inviati a Venezia per competenza territoriale.
Per il gip il reato, ossia l'invio di foto della figlia minore della donna al 48enne, sarebbe infatti avvenuto da Treviso, città dove l'indagata vive e svolge la professione di docente. Il procedimento finirà all'attenzione dei magistrati distrettuali competenti per le fattispecie contestate. Il difensore sta valutando di impugnare la nuova ordinanza che verrà emessa dai pm veneti entro alcuni giorni.
I due arresti di venerdì, tra Venezia e Roma
La professoressa 52 enne è rinchiusa dallo scorso fine settimana nel carcere femminile della Giudecca a Venezia, contemporaneamente nella giornata di venerdì, alla stazione Termini di Roma, veniva arrestato anche il suo compagno, di quattro anni più giovane, giornalista ed ex vicedirettore di una testata nazionale, poi responsabile delle comunicazioni di una partecipata pubblica.
Le chat su Telegram: l'inchiesta si allarga alle reti internazionali
L'indagine rischia di allargarsi alla luce di quanto sta emergendo dall'analisi del cellulare e del pc sequestrati al giornalista, con un passato da vicedirettore di una testata nazionale.
Le primissime verifiche svolte dagli inquirenti hanno portato alla luce un numero molto alto di foto esplicite che l'indagato aveva, frequentando anche alcuni canali Telegram forse utilizzati da una rete internazionale di pedofili.
Chi indaga ha individuato anche una serie di messaggi in inglese che l'uomo si scambiava con gli altri utenti. Non è escluso che il 48enne abbia condiviso le foto che la donna gli inviava della figlia minorenne con gli altri partecipanti al canale. Tra i video e le foto trovati sui dispositivi figurano anche quelle dei nipotini della donna, di 5 e 9 anni, che sarebbero stati molestati dall'indagata.
La denuncia e le foto trovate dalla figlia
Il procedimento dei pm di piazzale Clodio, coordinati dall'aggiunto Maurizio Arcuri, è partita da una denuncia presentata dall'ex compagno dell'indagata, che ha raccolto il racconto della figlia. Nel novembre scorso, mentre si trovava a Treviso a casa della madre, la ragazzina ha scoperto su un pc una chat intercorsa tra lei e il suo partner, in cui venivano scambiate foto e messaggi a sfondo sessuale in cui comparivano la ragazzina e i due cuginetti.
Materiale che risalirebbe anche ad alcuni anni fa e che la piccola avrebbe fotografato a sua volta con il cellulare, inviandolo alla nuova compagna del padre per "denunciare" quanto trovato sul device della mamma. Un drammatico racconto che è stato cristallizzato anche nel corso di un'audizione protetta a cui la minorenne è stata sottoposta nelle scorse settimane.
Nell'ordinanza cautelare, nel motivare le esigenze cautelari, il gip afferma che sussiste il "rischio di reiterazione del reato" e "dell'inquinamento probatorio".
Da quanto trapelato la mole di materiale pedopornografico trovato nelle chat dei due arrestati è immensa oltre ai commenti sconcertanti, definiti irripetibili dagli stessi investigatori, che l’arrestato - anche lui padre di due figli - apponeva alle foto e ai video che riceveva dalla attuale compagna.
Fonte: www.rainews.it
