Morte del piccolo Domenico, conclusa autopsia: cuore non lesionato nell'espianto. Domani i funerali
Oggi anche la formulazione dei quesiti dell'incidente probatorio. Ricusato uno dei periti. Guido Oppido, ho operato 3000 bambini. Genitori: "Ora obiettivo è verità e giustizia". Meloni potrebbe partecipare ai funerali a Nola
Da un primo esame non sono "emerse lesioni al cuore nella fase dell'espianto, in particolare non sembra esserci il taglio sul ventricolo di cui qualche fonte ha parlato". Lo ha detto il medico legale Luca Scognamiglio, consulente della famiglia di Domenico Caliendo al termine della prima fase dell'autopsia che si è svolta a Napoli.
L'esame sul corpicino del piccolo morto dopo il trapianto di cuore, è durato circa 3 ore e vi hanno partecipato 25 tra periti e consulenti di parte. Il secondo accesso di tutto il collegio si terrà il 28 aprile: in quella sede si faranno anche valutazioni sui campioni anatomopatologici.
Dopo l'autopsia è possibile fissare giorno e ora dei funerali che dovrebbero tenersi nel Duomo di Nola.
Morte piccolo Domenico, oggi a Napoli incidente probatorio e autopsia
Il cardiochirurgo del Monaldi, Guido Oppido: "Ho operato 3000 bambini. Le cose le ho fatte bene, sono vittima"
"Io so solamente che le cose le ho fatte bene, le ho fatte bene, quindi io sono la vittima". Intervistato dalla trasmissione 'Lo stato delle cose' su Rai 3, condotta da Massimo Giletti, si difende così Guido Oppido, il cardiochirurgo dell'ospedale Monaldi di Napoli, indagato per omicidio colposo per la morte del piccolo Domenico.
"Ho buttato 11 anni della mia vita per operare i bambini qui in Campania. Tremila bambini ne ho operati io. Tutto questo lo sto passando - ha aggiunto - perchè ho provato ad aiutare i figli degli altri." Interpellato sul fatto che abbia tolto il cuore a Domenico prima di accertarsi delle condizioni del nuovo cuore ha risposto: "Di tutte queste belle cose ne parleremo coni giudici".
La catena di errori nel trapianto al piccolo Domenico
C'era ancora la possibilità di salvare il piccolo Domenico, rendendo possibile un nuovo trapianto? Quel 23 dicembre nella sala operatoria del Monaldi il primario procedette al clampaggio dell'aorta (tecnica chirurgica che prevede l'occlusione temporanea dell'aorta per interrompere il flusso sanguigno) e alla cardiectomia (rimozione chirurgica del cuore) prima ancora di verificare le condizioni del cuore da trapiantare? Domande alle quali potranno dare una risposta l'incidente probatorio e l'autopsia oggi all'obitorio del Secondo Policlinico di Napoli.
È entrata nel vivo della battaglia legale il caso di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e mezzo morto lo scorso 21 febbraio dopo che gli era stato trapiantato un cuore danneggiato.
Il primo passaggio è stato nell'aula 717 del Palazzo di giustizia di Napoli, per il conferimento, come detto, dell'incarico e la formulazione dei quesiti da parte del gip Mariano Sorrentino. Presenti i tre periti nominati dal giudice, Biagio Solarino dell'Università di Bari, Ugolino Livi dell'ospedale di Udine e Luca Lorini del Papa Giovanni XXIII di Bergamo, i periti nominati dal legale dei genitori di Domenico, tra cui il cardiochirurgo dell'Università di Bristol Gianni Angelini, e quelli nominati dai sette indagati, medici e paramedici del Monaldi, ai quali la Procura contesta il reato di omicidio colposo.
A seguire, al Secondo policlinico di Napoli l'autopsia, determinante per chiarire se si sono verificati errori nella fase di prelievo chirurgico del cuore da trapiantare da parte dell'équipe del Monaldi in trasferta a Bolzano.
I periti, impegnati nell'esame autoptico, avranno quattro mesi per sviluppare la loro relazione.
Dopo l'autopsia la salma sarà restituita ai familiari per i funerali che saranno celebrati domani nella cattedrale di Nola.
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Aggirato anche l'ultimo ostacolo che avrebbe potuto far slittare la data dell'incidente probatorio: il gip Mariano Sorrentino ha accolto l'istanza di ricusazione avanzata dal legale della famiglia Caliendo nei confronti di Mauro Rinaldi, uno dei tre periti nominati nel collegio, sostituendolo con il professor Ugolini Livi.
"Ci aspettiamo che emergerà che si sarebbe potuta percorrere un'altra strada terapeutica in favore del piccolo Domenico, rendendolo trapiantabile quando poi è arrivato un secondo cuore- spiega l'avvocato Francesco Petruzzi- Vorremmo inoltre un approfondimento sull'eventuale lesione al ventricolo sinistro, evento riportato dai giornali, e sull'esatto orario del clampaggio aortico. Vogliamo con forza sapere dalla procura - chiarisce l'avvocato - se c'è la cartella anestesiologica, che a noi non è stata mandata dal Monaldi".
Tante le manifestazioni d'affetto verso la famiglia di Domenico, tra cui un piccolo mazzo di fiori riposto all'esterno dell'obitorio giudiziario del policlinico di Napoli, dove viene eseguita l'autopsia. I fiori sono accompagnati da un biglietto con scritto: "Sarai un angioletto aggiunto al coro degli angeli, tra di loro c’è anche il mio fratellino morto nel 1969 per malasanità. Prego per la tua giustizia e per la tua famiglia".
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Il bimbo rimasto senza cuore per almeno 45 minuti
Nel frattempo emergono nuovi particolari da una seconda tranche di conversazioni tra gli infermieri in sala operatoria, anche queste acquisite agli atti dell'inchiesta della procura di Napoli. Dalla scansione degli orari tra l'espianto e il trapianto del cuore danneggiato risulta che il bimbo è rimasto senza cuore per almeno 45 minuti. Il nuovo organo, quando Domenico aveva già il torace vuoto, è arrivato infatti alle 14.30; alle 15 si scopre che era nel box col ghiaccio secco; alle 15.14 - si apprende dai verbali - i medici tentano la procedura di scongelamento passando l'organo sotto l'acqua. Il trapianto dunque non è ancora iniziato. Se ne saprà di più con l'incidente probatorio, che sblocca anche i funerali. "Non è detto - fa sapere l'avvocato Petruzzi - si facciano mercoledì, l'obiettivo è liberare la salma del piccolo Domenico ma per quello dobbiamo attendere". Funerali ai quali potrebbe partecipare anche la premier Meloni: "Vorrebbe esserci, compatibilmente con i suoi impegni istituzionali", precisa il legale.
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La dg dell'azienda ospedaliera Monaldi: “Nostre indagini già dal 30 dicembre”
Intanto la direttrice generale dell'Azienda ospedaliera dei Colli Anna Iervolino in una lettera inviata al quotidiano Il Mattino sottolinea come le prime indagini sulla morte del piccolo al Monaldi siano state quelle interne all'azienda e risalgono al 30 dicembre scorso. "Queste indagini - spiega la manager - sono cominciate subito; non appena sussurri interni hanno fatto dubitare. Il 30 dicembre la direzione ha proceduto all'audizione del chirurgo e del responsabile del programma trapianti. Quella è la data di formale inizio delle indagini interne, che si sono sviluppate in veri e propri interrogatori, durante i quali, via via, sono stati approfonditi gli eventi fino a comprendere come gli stessi siano avvenuti, ipotizzandone le cause e facendone emergere la enorme gravità. Questi atti interni, redatti dall'Azienda - prosegue nella sua ricostruzione - sono stati messi a disposizione dell'autorità giudiziaria che indaga già dall'11 gennaio e consegnati alla Regione Campania e al Ministero della Sanità". "Da questi atti - conclude Iervolino - emerge chiaramente che è iniziata prima l'indagine interna; poi è intervenuta la collaborazione con l'autorità giudiziaria e l'interlocuzione con gli uffici regionali. Chi parla di occultamento dei fatti manifesta la sua cultura e la ricerca di facile consenso".
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Questi atti sono stati consegnati alla Regione Campania e al Ministero della Sanità. Sono quelle 296 pagine che ora tutti leggono e fanno proprie, pubblicandone ampi stralci. Essi rappresentano la concreta azione della Direzione dell'Azienda dei Colli che non solo ha amato la ricerca della verità tanto da mettere sotto inchiesta i propri dirigenti, ma si è preoccupata anche di non interrompere le cure per tutti i piccoli ricoverati, non interrompendo, quindi, il servizio di cardiochirurgia pediatrica che è l'unico presente in Regione Campania".
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Fonte: www.rainews.it
