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Iran, Tajani in Senato ma le opposizioni vogliono Meloni in Aula
Tajani invia task force a Mascate: rinforzi di funzionari e forze dell'ordine
È atterrato in serata a Roma l'aereo con a bordo 127 cittadini italiani che erano rimasti bloccati in Oman e negli Emirati Arabi Uniti. Contemporaneamente al rientro, la Farnesina invierà stanotte a Mascate un primo gruppo di funzionari in rinforzo alle sedi diplomatiche. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, d’intesa con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha disposto la creazione di una task force composta da funzionari, Carabinieri, Finanzieri e un esperto della Protezione Civile per dare massimo supporto alle ambasciate della zona nella gestione dell'emergenza.
Rientrano i primi 127 italiani che erano a Dubai. Le loro testimonianze
Si è conclusa alle 21.28 la lunga attesa per il primo gruppo di connazionali rimasti bloccati in Medio Oriente a seguito dell'improvvisa chiusura degli spazi aerei. Il Boeing 737 della compagnia Oman Air, decollato da Mascate alle 14.15, è atterrato sulla pista dell'aeroporto "Leonardo da Vinci" di Fiumicino con a bordo 127 passeggeri. Si tratta del primo volo charter organizzato sotto il coordinamento della Task Force Golfo della Farnesina, attivata d'urgenza dal Ministro Tajani per gestire il rimpatrio di migliaia di turisti e lavoratori sorpresi dall'escalation militare.
Dopo i bombardamenti nei garage dell'Hotel e poi verso l'Oman per il rimpatrio
Crisi Medio Oriente, le opposizioni scrivono a Fontana e La Russa: "Meloni riferisca subito in Aula"
Con un’iniziativa unitaria e senza precedenti in questa legislatura, i presidenti di tutti i gruppi parlamentari di minoranza di Camera e Senato hanno inviato una lettera ai presidenti Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa per sollecitare la convocazione urgente della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. I firmatari chiedono che sia la guida del Governo a chiarire la linea ufficiale del Paese di fronte all'aggravarsi della crisi in Medio Oriente, sottolineando come la portata degli eventi investa la sicurezza nazionale, la stabilità energetica e gli obblighi internazionali dell'Italia.
Nella missiva si richiama esplicitamente l'articolo 95 della Costituzione, evidenziando che la responsabilità della politica generale e dell'unità di indirizzo spetta direttamente alla Presidente del Consiglio. Le opposizioni contestano l'attuale assenza di dichiarazioni ufficiali da parte di Palazzo Chigi, ritenendo non più sufficienti le informative tecniche dei singoli ministri. In un frangente definito di estrema gravità, i capigruppo ritengono indispensabile un confronto pieno e trasparente in Aula per definire le scelte strategiche e le responsabilità dell'Esecutivo.
Il documento reca le firme di tutti i vertici parlamentari dell'area non governativa: Chiara Braga e Francesco Boccia per il PD, Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini per il M5S, Luana Zanella e Peppe De Cristofaro per AVS, Matteo Richetti e Marco Lombardo per Azione, Maria Elena Boschi e Raffaella Paita per Italia Viva, e Riccardo Magi per +Europa. La compattezza del fronte delle opposizioni riflette la preoccupazione per la sicurezza dei cittadini italiani nell'area e per la tenuta strategica dell'intero quadrante mediorientale.
Difesa UE, Gozi (Renew): "Italia assente dal nuovo nucleo di deterrenza, scelta politica grave"
La decisione del governo italiano di non aderire al gruppo di otto Paesi europei impegnati nel ridisegnare la deterrenza del continente segna un punto di rottura nelle strategie di difesa comune. Lo ha dichiarato Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale dei Democratici europei, criticando duramente la posizione assunta dall'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Secondo Gozi, l'invito rivolto dalla Francia all'Italia sarebbe stato declinato, configurando non un semplice intoppo tecnico, ma una precisa e preoccupante scelta politica di disimpegno.
Mentre il pilastro europeo della difesa si rafforza, l'Italia avrebbe scelto, secondo l'esponente di Renew, la strada dell'assenza. Gozi ha sottolineato come la partecipazione di nazioni quali Francia, Regno Unito, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca dimostri la volontà di questi Stati di assumersi la piena responsabilità strategica di fronte alle sfide globali. In questo contesto, restare fermi non equivarrebbe a una posizione di realismo, bensì a una rinuncia che rischia di trasformarsi in un arretramento per l’intero sistema Paese.
Crisi Iran, Magi (+Europa): "Domani in piazza a Montecitorio per i prigionieri politici"
Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha annunciato la propria adesione alla manifestazione convocata per domani, martedì 3 marzo, alle ore 13.00 davanti a Palazzo Montecitorio. L'iniziativa, promossa dalle associazioni di cittadini iraniani all'estero, mira a sollecitare i Parlamentari italiani affinché compiano un atto politico immediato a tutela dei prigionieri politici arrestati durante le recenti ondate di protesta. Magi ha espresso particolare preoccupazione per la sorte di numerosi minorenni che si trovano attualmente esposti al rischio di condanne gravissime, inclusa la pena di morte.
Petrolio in rally: le tensioni tra Iran e Israele spingono i prezzi del greggio
La nuova escalation in Medio Oriente scuote i mercati energetici globali, provocando un immediato rialzo delle quotazioni del petrolio. Il timore di un allargamento del conflitto tra Israele e Iran, unito all’incertezza sulla sicurezza dei transiti marittimi nello Stretto di Hormuz, ha spinto il Brent oltre la soglia critica degli 85 dollari al barile, con un incremento che sfiora il 3% nelle ultime ore di contrattazione.
Gli analisti osservano con apprensione le possibili ritorsioni che potrebbero colpire le infrastrutture estrattive iraniane o bloccare una rotta da cui transita circa un quinto della fornitura mondiale di greggio. Questo scenario di instabilità, denunciato anche dalle parti sociali e dalla Commissione Europea, alimenta la speculazione sui mercati finanziari, con riflessi immediati sui contratti future e il rischio concreto di un nuovo aumento dei prezzi dei carburanti alla pompa per i consumatori finali.
Sindaco Sulmona: "Studenti rientrano domani, prosegue l'impegno per gli altri connazionali"
Gli studenti abruzzesi bloccati nell'area del conflitto faranno rientro in Italia nella giornata di domani, grazie a un volo in partenza da Abu Dhabi con destinazione Milano. Lo ha annunciato attraverso una nota diffusa sui canali social il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, esprimendo profonda ansia e gioia per il prossimo arrivo dei ragazzi. Il primo cittadino ha sottolineato come la comunità attenda con trepidazione il loro ritorno, auspicando che questo rappresenti solo il primo passo verso il rimpatrio di tutti i concittadini ancora presenti nella regione.
L'attenzione dell'amministrazione comunale resta infatti massima anche per la situazione degli altri italiani coinvolti, tra cui l'imprenditore Gianfranco Tarsini e una professionista del territorio. Il sindaco Tirabassi ha confermato di aver mantenuto i contatti diretti con Tarsini anche nella giornata odierna, assicurando che le istituzioni locali sono in costante comunicazione con il Ministero degli Esteri. L'obiettivo è acquisire tempestivamente ogni ulteriore dettaglio operativo, in una fase in cui le procedure di rientro sono ancora in corso di definizione.
Medio Oriente, Braga (PD): "Situazione fuori controllo, Meloni riferisca in Aula"
La crisi in Medio Oriente non può più essere derubricata a insieme di interventi mirati, configurandosi ormai come una vera e propria guerra priva di una chiara prospettiva strategica per il futuro dell'Iran e dell'intera regione. Lo ha dichiarato in una nota Chiara Braga, Capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, denunciando l'assenza di un disegno politico volto alla stabilizzazione dell'area. Secondo l'esponente dem, ipotizzare un coinvolgimento dell'Italia in questo scenario significherebbe esporre il Paese a rischi enormi, in assenza di un mandato politico esplicito e di un necessario passaggio parlamentare. Braga ha rivolto un appello diretto alla Presidente del Consiglio affinché si presenti in Aula per chiarire la posizione ufficiale dell'Italia e gli impegni assunti a livello internazionale. Per il Partito Democratico, in questo frangente non sono ammesse ambiguità o silenzi, poiché è in gioco la credibilità del Paese come attore di pace sullo scacchiere globale.
Pur ribadendo il giudizio netto sulla figura di Khamenei, definito un dittatore responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, la capogruppo ha sottolineato che tale condizione non può giustificare la violazione del diritto internazionale né il superamento delle sedi diplomatiche tradizionali.
Crosetto: "Guerra imprevedibile, l'Italia agisce con razionalità in un contesto fuori controllo"
La percezione di quanto il conflitto fosse ritenuto distante dai radar della politica internazionale è testimoniata da fatti concreti, come la programmazione del viaggio di Rubio in Israele proprio all'inizio della settimana. Lo ha dichiarato il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante l'audizione davanti alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato. Secondo il Ministro, tale circostanza rappresenta la prova evidente di come l'esplosione delle ostilità non fosse affatto considerata imminente o a breve termine dagli osservatori internazionali.
L'estensione del conflitto verso quadranti non preventivati, come il coinvolgimento di Dubai, ha colto di sorpresa la diplomazia globale, delineando uno scenario che nessuno aveva previsto. In questo quadro di estrema instabilità, Crosetto ha difeso l'operato dell'esecutivo, sottolineando come il Ministero degli Esteri e il Governo italiano si siano mossi in maniera impeccabile. Il Ministro ha lodato in particolare l'attivismo del titolare della Farnesina, Antonio Tajani, descrivendolo come uno dei pochi interlocutori capaci di mantenere aperti canali di dialogo con tutti gli attori in campo, inclusi i governi di Iran e Cina.
La preoccupazione espressa da Crosetto non riguarda dunque la tenuta o il ruolo dell'Italia, quanto piuttosto l'imprevedibilità degli eventi che si sviluppano fuori dai confini nazionali. Utilizzando una metafora incisiva, il Ministro ha paragonato l'attuale scenario geopolitico a un "manicomio", dove mantenere una condotta razionale diventa estremamente difficile. La priorità resta dunque la salvaguardia della sicurezza nazionale in un sistema internazionale che appare sempre più privo di logica e di freni inibitori.
Difesa, Crosetto: "L'attacco a Cipro è un segnale grave, l'Europa deve unirsi per la sicurezza"
L’attacco avvenuto a Cipro possiede un significato strategico superiore a quello inizialmente attribuito dalle cronache. Lo ha dichiarato il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso di un'audizione dedicata alla situazione in Iran e nel Golfo Persico, sottolineando come l’episodio sollevi interrogativi inquietanti sulla sicurezza internazionale. Il Ministro ha evidenziato che, sebbene a Cipro sia presente una base britannica, il fatto che l’offensiva colpisca un territorio non direttamente coinvolto nel conflitto espone un numero indefinito di Paesi a potenziali pericoli.
La preoccupazione principale espressa dal titolare della Difesa risiede nell'imprevedibilità di attori che sembrano non avere più nulla da perdere. In un contesto bellico di questa natura, Crosetto ha avvertito che la capacità di compiere gesti apparentemente folli può superare la nostra stessa immaginazione. Questa instabilità richiede una reazione immediata e coesa a livello internazionale, motivo per cui il Ministro ha ribadito l'urgenza di un coordinamento stretto con tutti i partner europei.
L'obiettivo prioritario è quello di verificare quanta massa critica di difesa l'Europa sia in grado di schierare collettivamente. Secondo Crosetto, non è più sufficiente monitorare esclusivamente il fronte che fino a ieri era considerato l'est europeo, ma è necessario volgere lo sguardo verso minacce di tipo diverso provenienti da quadranti ancora più orientali. Garantire la sicurezza dell'Italia e dei suoi cittadini rimane la responsabilità fondamentale delle istituzioni, un compito che oggi impone una visione strategica più ampia e una difesa comune più solida.
Crosetto: "Avrò sbagliato come ministro, ma a Dubai c'erano miei figli"
"Sono stato io a rendere pubblico di essere rimasto a Dubai e ho scelto di restare, avrò sbagliato come ministro e chiedo scusa, ma lì c'erano i miei figli e sono dopo averli accompagnati a Mascate, sono rientrato". Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, in audizione in Commissioni congiunte 3a Senato e III e IV Camera in merito alla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo. "Ero a Dubai perché avevo deciso di concedermi un periodo di vacanza - ha raccontato - e potevo scegliere di partire in maniera istituzionale e poi ricollegarmi alla mia famiglia o partire con loro. Sarei potuto partire subito, ma sono rimasto nel bunker con gli altri italiani". "C'erano i miei figli, io ho fatto questa valutazione", ha sottolineato, spiegando che "gli Emirati non erano coinvolti, ma erano tra i pochi Paesi" dell'area "a essere contrari all'attacco". "Forse dovevo abbandonare là i miei figli e tornare in Italia, ma sono rimasto". "Questa è la parte privata che mi dispiace dover rendere pubblica", ha aggiunto.
"Nonostante anche parte dell'opposizione mi abbia detto perché non li porti con te nell'aeroporto vuoto - ha proseguito - non li ho portati perché mi sembrava istituzionalmente sbagliato farlo e rientreranno con le possibilità che hanno tutti gli altri italiani"."Qualcuno ha detto: 'Ma se tu sei in vacanza non fai il ministro - ha detto ancora - No, faccio il ministro come quando volo all'estero; io all'estero mi collego quotidianamente con il ministero, ho gli strumenti per farlo in modo sicuro, non ho mai perso di vista un soldato italiano, una base, nulla in Italia".
Sindaco Sulmona: "Gli studenti bloccati a Dubai domani tornano a casa"
"I nostri ragazzi torneranno presto a casa. Domani partiranno con un volo da Abu Dhabi diretto a Milano. Attendiamo con ansia e grande gioia l' arrivo degli studenti e confidiamo che, quanto prima, possano seguirli anche gli altri nostri concittadini, come l'imprenditore Gianfranco Tarsini, che ho avuto modo di contattare anche oggi e una professionista sulmonese. Manteniamo alta l'attenzione e siamo in costante contatto con il Ministero degli Esteri per acquisire ulteriori dettagli, ancora in corso di definizione". Lo afferma il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi.
Iran, Crosetto: “Con la guerra costi dei trasporti più cari fino al 40%” (Video)
Iran, Crosetto: “Con la guerra costi dei trasporti più cari fino al 40%”
Tajani: "Impossibile evacuazioni connazionali con voli di linea, solo charter"
"Sta uscendo da Gerusalemme un gruppo di pellegrini, una parte è andata in Egitto e una seconda in Giordania. Non stiamo facendo partire da Tel Aviv perché ci sono attacchi continui. Stiamo seguendo anche gli italiani bloccati negli altri aeroporti, nell'area sono 70mila e non è semplice seguirli tutti". Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani fornisce ulteriori dettagli sul lavoro che la Farnesina, l'Unità di crisi, ambasciate e consolati stanno portando avanti in Medio oriente, dove il traffico aereo è semiparalizzato a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Tajani ha chiarito: "Non è possibile per le compagnie aeree europee, per via del divieto, andare nelle aree di guerra, quindi Alitalia (il riferimento era verosimilmente a Ita Airways, ndr) non può andare... Neanche i voli militari possono. Quindi dobbiamo usare aerei nell'area del Golfo, mentre la compagnia Neos sta organizzando dei voli a pagamento - non ci sono missioni di evacuazione - per far rientrare dalle Maldive i turisti e lo stesso stiamo cercando di fare in India, Thailandia e Sri Lanka perché la stragrande maggioranza dei voli passa per Dubai. Possiamo soltanto assisterli, organizzare e favorire dei voli charter". Il ministro afferma: "Credo che nel giro di qualche giorno la situazione sarà decongestionata, soprattutto se riaprono i voli da Dubai e Abu Dhabi. Un aereo è già partito ma un volo porta al massimo 200 persone, è molto complicato quando parliamo di migliaia di persone".
L'intervento avviene nel corso dell'audizione sulla situazione in Iran e nel Golfo alle commissioni Esteri e Difesa riunite della Camera e alla commissione Esteri e Difesa del Senato.
Crosetto: "Verrò in Parlamento per aiuti chiesti dai paesi del Golfo"
"Io verrò in Parlamento per la richiesta di aiuti dei paesi del Golfo che non sono armi, ma aiuti per la difesa e la logistica. Questa scelta è una valutazione politica, economica che personalmente mi vede a favore". Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto in replica nelle commissioni congiunte di Camera e Senato
Tajani in Parlamento: “Nessuno sarebbe al riparo da un Iran con missili e atomica” (Video)
Tajani in Parlamento: “Nessuno sarebbe al riparo da un Iran con missili e atomica”
Crosetto: "Raid Usa e Israele contro minaccia imminente"
Le operazioni di Usa e Israele sono state "pianificate per colpire i nodi chiave della struttura militare iraniana, in particolare i centri di comando, i sistemi di difesa aerea e le infrastrutture legate ai programmi missilistici e ai droni, ritenuti da Washington e Tel Aviv una minaccia permanente e imminente". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, riferendo alle Commissioni riunite Esteri e Difesa sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.
Crosetto: "Sicurezza approvvigionamenti energetici connessa alla sicurezza nazionale"
Secondo il ministro della Difesa Crosetto la situazione attuale dimostra ancora una volta che la questione degli approvvigionamenti energetici è strettamente connessa alla sicurezza nazionale.
Crosetto: "Crisi di elevata intensità, serve coordinamento con alleati"
"La crisi in corso presenta caratteristiche di elevata intensità, ampiezza e un'evoluzione estremamente rapida che richiede attenzione costante e coordinamento con gli alleati capacità di adattamento operativo". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.
La risposta iraniana, che ha interessato anche i paesi arabi "che non avevano peraltro formalmente concesso l'uso delle basi per gli attacchi iniziali", "si è manifestata dopo circa due ore", attraverso il lancio "di missili balistici in una dinamica di escalation controllata ma espansiva", ha precisato Crosetto.
Tajani: "Domani 200 studenti rientrano con volo da Abu Dhabi"
"Su nostra richiesta domani le Autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni urgenti del governo sulla situazione in Iran alla Commissione Esteri e Difesa del Senato. "Nella tarda serata di ieri un gruppo di 98 persone è transitato con successo dagli Emirati all'Oman con assistenza coordinata con le Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate - ha aggiunto Tajani -. Proprio in queste ore l'Unità di Crisi sta favorendo l'organizzazione di altri voli da Mascate per favorire il rientro dei nostri connazionali".
Tajani: "Non ci sono italiani coinvolti negli attacchi"
"La prima notizia positiva, che condivido con voi con un sentimento di profondo sollievo, è che non ci sono italiani coinvolti negli attacchi. Né civili né militari. Garantire la loro sicurezza è la priorità assoluta dell'azione del Governo". Lo afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso dell'audizione nelle commissioni congiunte di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo.
Tajani: "Presenti nella regione 70.000 italiani: 30.000 solo tra Dubai e Abu Dhabi"
"Nella regione sono al momento presenti oltre 70.000 connazionali tra presenze stabili (quasi l'80%) e temporanee. 30.000 circa solo a Dubai e Abu Dhabi. Residenti. Lavoratori. Militari. Turisti. Studenti. Pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti". Lo afferma il ministro degli Esteri, AntonioTajani.
Tajani: "La crisi rischia di allargarsi a tutta la regione"
"Nelle operazioni militari che mirano a cancellare la minaccia nucleare e balistica iraniana, risultano essere deceduti la guida suprema Khamenei e numerosi esponenti dei vertici militari e civili del regime degli ayatollah, che ha immediatamente intrapreso una serie di ingiustificate e inaccettabili rappresaglie nei confronti di tutti i Paesi del Golfo e ieri perfino contro una base britannica a Cipro. Sono stati colpiti indiscriminatamente infrastrutture civili, come aeroporti, alberghi, luoghi di ritrovo e snodi turistici. Gli attacchi iraniani stanno provocando la paralisi del traffico aereo in tutta la regione. Il regime ha anche annunciato di aver chiuso lo stretto di Hormuz, punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali". Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante l'informativa urgente sulla situazione in Iran e Golfo Persico, davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera.
"La crisi dunque rischia di allargarsi a tutta la regione attraverso l'azione di gruppi che rispondono direttamente a Teheran, in Iraq, in Yemen, in Libano, da dove Hezbollah ha lanciato questa notte numerosi missili verso il territorio israeliano incontrando la risposta di Tel Aviv", ha spiegato Tajani.
Tajani: "Da Golfo richieste di aiuto logistico e materiali"
"Abbiamo ricevuto richieste di aiuto logistico e di forniture di materiali da parte dei Paesi del Golfo, che coincidono anche con la protezione dei nostri militari presenti nell'area. Su questo naturalmente riferirà il ministro Crosetto più in dettaglio e naturalmente siamo pronti a fare, come sempre, tutti i passi parlamentari necessari". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione al Senato.
Tajani in Senato: "Usa e Israele hanno deciso in autonomia di intervenire in Iran"
È iniziata alle 15.10 l'audizione in Senato del ministro degli Esteri Tajani in audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico. “Gli attacchi di Usa e Israele sono volti a cancellare la minaccia nucleare”, ha detto il ministro. E ha specificato: “Hanno deciso in autonomia di intervenire”.
Il ministro e vicepremier ha inoltre detto: “I Paesi del Golfo ci hanno chiesto aiuto logistico”. In merito alla sicurezza nucleare ha detto: “Chiederemo all'Iran di garantire all'AIEA l'accesso ai siti nucleari”.
204 gli studenti italiani bloccati a Dubai. Sono preoccupati, ma stanno bene (Video)
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Prosegue l'attesa degli studenti trentini per il rientro dal Golfo persico
Da questa mattina è attivo il numero verde 800 867388 della Protezione civile di Trento per segnalazioni e richieste di supporto riguardanti trentini presenti nei Paesi del Golfo. Tra i trentini in attesa di rientro ci sono anche tre studenti del Liceo Maffei di Riva, che sono rimasti bloccati a Dubai insieme una professoressa. A Dubai si trova anche, ora in un posto sicuro, una giovane famiglia di Mezzocorona, con la mamma in attesa di un altro figlio, fuggita da un albergo colpito da un drone. Sono numerosi anche gli altoatesini, rimasti bloccati, per la cancellazione del loro volo di rientro.
Altra raffica di voli cancellati da Malpensa e Orio verso hub del Golfo e Israele
Le chiusure e le restrizioni dello spazio aereo in Medio Oriente stanno incidendo in modo significativo anche sui collegamenti tra la Lombardia e i principali hub del Golfo e di Israele. I voli per queste destinazioni, dall'aeroporto di Milano Malpensa e da quello di Orio al Serio, risultano tutti sospesi o cancellati, con effetti su tratte dirette e su collegamenti via hub regionali. Le compagnie hanno pubblicato aggiornamenti ufficiali sui rispettivi siti. Emirates prolunga la sospensione dei voli fino a domani. Sul sito si legge che "a causa delle numerose chiusure dello spazio aereo regionale, ha temporaneamente sospeso tutte le operazioni da e verso Dubai fino alle ore 15:00 (ora degli Emirati Arabi Uniti) di martedì 3 marzo". La compagnia aggiunge che "la situazione è estremamente variabile ed è sotto continuo monitoraggio". Anche Etihad Airways informa che, a seguito delle restrizioni dello spazio aereo, i voli da e per Abu Dhabi risultano temporaneamente sospesi. Qatar Airways ha comunicato la sospensione temporanea dei voli da e per Doha a causa della chiusura dello spazio aereo del Qatar, precisando che le operazioni riprenderanno una volta ricevute indicazioni dalle autorità competenti.
Cisterna Volley a Dubai, Il direttore sportivo assicura: "Priorità è garantire incolumità della squadra"
"Con la situazione extra sportiva che ci circonda, naturalmente il volley passa in secondo piano. Sicuramente la preoccupazione c'è: non siamo abituati a vivere in un contesto del genere, col rischio che possa succedere qualcosa di incontrollabile". Così Candido Grande, direttore sportivo del Cisterna Volley, società di pallavolo pontina che in queste ore si trova a Dubai, dove sono in corso gli attacchi con droni e missili sulla città.
"Noi passiamo le giornate tra hotel, palestra e palazzetto: è fuori discussione che ci mancala giusta serenità. Il Governo locale ha dato l'ok al prosieguo del torneo, il Comitato per la sicurezza degli eventi ha annunciato la piena preparazione per assicurare l'incolumità e la tutela di tutti" spiega il ds sul sito della squadra. Ieri, infatti, Cisterna Volley è regolarmente scesa in campo per il Nas Sport Tournament, vincendo la sua seconda partita del torneocontro gli sloveni del Calcit Volley. "Al momento il Governo locale ha stabilito la 'chiusura temporanea del proprio spazio aereo' - aggiunge il direttore sportivo -. Noi attendiamo: se dovesse essere ripristinato il sistema dei voli, vedremo subito come comportarci ed agiremo di conseguenza. La cosa più importante è garantire l'incolumità della squadra e dello staff: stiamo parlando di un gruppo di persone che dobbiamo salvaguardare".
Tajani e Pichetto a riunione su effetti crisi, +25% sul mercato del gas
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto hanno partecipato a una riunione convocata per aggiornare tempestivamente associazioni di categoria e imprese italiane sulla crisi in Iran e l’escalation nella regione, con un focus sulle possibili conseguenze economiche del conflitto, e per una verifica dell’effetto delle ultime decisioni Usa sul tema dazi. Pichetto ha registrato il +25% sul mercato del gas e con i tecnici del ministero valuta le possibili influenze sul mercato italiano ed europeo. Tajani ha confermato che l’Italia si mantiene in stretto raccordo con i partner europei e internazionali per limitare e gestire possibili conseguenze del conflitto e della chiusura dello Stretto di Hormuz per il commercio internazionale, un tema discusso nelle riunioni straordinarie del G7 e del Consiglio Affari esteri Ue tenute nel fine settimana. L’obiettivo è scongiurare blocchi prolungati ed evitare effetti sui prezzi, in particolare di energia e materie prime.L’Italia e i suoi partner sono al lavoro per garantire la libertà dei traffici commerciali in un’area cruciale per l'export, e per sostenere ogni iniziativa diplomatica per contribuire alla pace e stabilità del Medioriente. Tajani ha ricordato il ruolo delle operazioni della UE, a cominciare dalle missioni Aspides e Atalanta, cui l’Italia partecipa attivamente, che proteggono la libertà di navigazione nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nei corridoi marittimi della regione.
Tajani: "Ci preoccupa il numero degli italiani: soprattutto a Dubai e tanti minorenni" (Video)
Tajani: "Ci preoccupa il numero degli italiani: soprattutto a Dubai e tanti minorenni"
Tajani alla Farnesina: "Situazione difficile ma sotto controllo per gli italiani nel Golfo" (Video)
Tajani alla Farnesina: "Situazione difficile ma sotto controllo per gli italiani nel Golfo"
Alle 15 Tajani e Crosetto riferiscono alle commissioni di Camera e Senato
La Farnesina e la Difesa riferiranno sulla situazione in Medio Oriente, a seguito degli attacchi all'Iran da parte di Stati Uniti e Israele e della successiva risposta di Teheran. Come si legge in una nota ufficiale, il ministero degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto, di rientro da Dubai su un volo di Stato, saranno in audizione oggi per affrontare, davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e quella Esteri della Camera, la questione della situazione in Iran e nel Golfo Persico. L'audizione è prevista alle 15.
Tajani: "Oggi riunione per valutare iniziative a tutela italiani in Medio Oriente"
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani scrive su X: “Siamo in contatto costante con le sedi diplomatiche italiane in Medioriente seguo le condizioni di tutti gli italiani, civili e militari, che sono nell'area. Stamane riunione con gli ambasciatori ed i consoli per valutare e decidere iniziative a tutela dei connazionali”. E ancora: "Riunirò anche la task force commercio estero per informare le nostre imprese su iniziative e possibili conseguenze economiche provocate dalla guerra".
Fonte: www.rainews.it
