Crans-Montana, l'incontro tra le Procure di Roma e Sion per una squadra investigativa comune
Gli inquirenti romani chiedono di visionare tutta l'attività istruttoria. L'esito potrebbe condizionare le relazioni diplomatiche Italia-Svizzera e l'eventuale rientro in sede dell'ambasciatore Cornado, richiamato dopo la scarcerazione di Moretti
Wikipedia Stamane, intorno alle 10.15, è iniziata nella sede dell'Ufficio federale di giustizia elvetico, a Berna, l'incontro tra le Procure di Roma e Sion per il coordinamento delle due inchieste giudiziarie avviate in Italia e Svizzera sulla strage di Capodanno nel discobar Constellation di Crans-Montana, dove sono morte 41 persone, tra cui sei giovani italiani. I connazionali feriti sono 14.
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Al vertice partecipano il procuratore capo della Repubblica di Roma, Francesco Lo Voi, l'aggiunto Giovanni Conzo e il sostituto Stefano Opilio. Con loro ci sono il tenente colonnello dei Carabinieri, Stefano Carella, esperto per la Sicurezza del Ministero dell'Interno presso l'Ambasciata italiana a Berna, e Salvatore Gava, primo dirigente della Polizia di Stato e capo della Divisione reati contro la persona dell'Ufficio centrale nazionale Interpol. Per la procura del Cantone del Vallese è presente la procuratrice generale Béatrice Pilloud.
Il nodo più delicato che dovrà essere sciolto oggi è l'eventuale costituzione di una squadra investigativa comune, su cui il Governo italiano ha espresso molto aspettative. Nella rogatoria trasmessa dai magistrati italiani in Svizzera il 13 gennaio scorso, gli inquirenti romani chiedono anche di potere avere tutta l'attività istruttoria svolta dagli omologhi elvetici. Non solo i verbali degli interrogatori degli indagati e dei testimoni, ma anche la documentazione sulle autorizzazioni ricevute dal Comune e tutti gli atti relativi al mancato rispetto della normativa sulla sicurezza.
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L'esito della riunione di oggi potrebbe influenzare anche lo stato delle relazioni diplomatiche tra l'Italia e la Confederazione elvetica e l'eventuale rientro a Berna dell'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma il 24 gennaio a seguito della scarcerazione del titolare del locale, Jacques Moretti, decisa dal Tribunale per le misure coercitive del Vallese.
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Lo sfogo di Pilloud: “Costantemente attaccata, ho i giornalisti sotto casa”
Intanto, la procuratrice Pilloud ha affidato uno sfogo a un quotidiano di lingua tedesca: “Sono costantemente attaccata frontalmente da alcuni media. Anche la mia famiglia ne subisce le conseguenze. Ci sono persino giornalisti che aspettano davanti a casa. Ciò è esagerato” ha dichiarato la procuratrice generale del Cantone del Vallese dal quotidiano svizzero di lingua tedesca Walliser Bote. “Sono la prima a sentire la pressione e pesa su di me” ha ammesso Pilloud.
Fonte: www.rainews.it
