«Pare che i miei laser per interferire con le elezioni stavolta non abbiano funzionato». Così Elon Musk ha ironizzato su X dopo il risultato del voto di midterm negli Stati Uniti che ha visto una larga vittoria dei democratici, chiudendo la frase con l’emoji di un uomo che alza le spalle. Poco prima, il miliardario proprietario di Tesla e Space X, alleato del presidente Donald Trump, aveva così scritto: «I data center nello spazio sembrano davvero allettanti in questo momento».
Il magnate aveva investito quasi mezzo miliardo nella campagna elettorale
Il miliardario, che un anno e mezzo fa aveva litigato con il tycoon e voleva fondare un partito per togliere voti ai repubblicani, per questa campagna ha versato ai candidati del partito del presidente almeno 446 milioni di dollari. Si tratta del contributo elettorale più elevato di sempre, quasi il doppio di quello che lui stesso aveva donato a The Donald nelle presidenziali del 2024. Tra i «superdonatori» che hanno investito nella campagna repubblicana più di 100 milioni ci sono stati anche la famiglia Uihlein (spedizionieri del Wisconsin), che ha donato 150 milioni, e il finanziere della Pennsylvania Jeff Yass con 110 milioni. Secondo le stime della Federal election commission e di centri di monitoraggio come AdImpact, questa è stata la campagna più costosa di sempre con almeno 11,6 miliardi di dollari investiti. Più delle presidenziali di due anni prima che erano state, a loro volta, le più costose di sempre.

