Crisi di governo in Belgio: colpa del fallimento dei negoziati sulla legge di bilancio, che ha spaccato la coalizione ‘Arizona’ alla guida dell’esecutivo di centrodestra. Il primo ministro Bart De Wever ha rassegnato le dimissioni ed è stato ricevuto da re Filippo I, che le ha congelate e si prepara ad avviare le consultazioni con i leader dei partiti di maggioranza. Secondo i media belgi quella di De Wever è una mossa per uscire dallo stallo entro domani a mezzogiorno, termine ultimo per trovare un accordo sulla Manovra.

Il governo De Wever era nato dopo otto mesi di stallo politico
Il governo De Wever, in carica dal 3 febbraio 2025, era nato dopo circa otto mesi di intensi negoziati seguiti alle elezioni federali del 9 giugno 2024, che hanno lasciato una Camera dei rappresentanti decisamente frammentata. L’accordo definito era stato raggiunto in extremis dopo varie proroghe concesse da Filippo I, a poche ore dall’ultimatum prima dell’indizione di nuove elezioni. La coalizione di centrodestra ‘Arizona’, così chiamata per i colori dei cinque partiti partecipanti, presenti anche sulla bandiera del suddetto Stato federato americano, è composta da Nuova Alleanza Fiamminga (di cui fa parte De Wever, ex sindaco di Anversa dal passato separatista), Movimento Riformatore, Vooruit, Cristiano-Democratici e Fiamminghi e Les Engagés: conta 81 seggi sui 150 della camera bassa del parlamento di Bruxelles.

Il re: «Il Belgio non può permettersi una crisi politica prolungata»
Il Belgio, che ha un deficit pari al 5 per cento e un debito che si aggira attorno al 110 per cento del prodotto interno lordo, è costretto a una severa procedura di rientro secondo le regole del Patto di stabilità. Ma il consiglio dei ministri non è riuscito a raggiungere un accordo né sul bilancio federale 2027, né sull’obiettivo di un risanamento da 10 miliardi di euro entro il 2029. A pesare, spiega la stampa belga, sono state soprattutto le divergenze tra i conservatori del Mouvement Réformateur e l’ala più di centro-sinistra, rappresentata da Les Engagés e Vooruit. «Re Filippo I si rammarica che non sia stato raggiunto alcun accordo su un bilancio credibile e adeguato alle sfide attuali. In un contesto caratterizzato da grande incertezza geopolitica e da notevoli difficoltà economiche, il Paese non può permettersi una crisi politica prolungata», si legge in un comunicato di Palazzo reale.
