Trifone ardente. L’ex parlamentare leghista ‘Nuccio’ Altieri dopo solo 24 ore ha ritirato la sua candidatura alla presidenza di Anac, deliberata nell’ultimo Cdm insieme con quella di Giulio Centemero alla Consob. «Pur possedendo i requisiti e le competenze necessari per ricoprire l’incarico, dopo essermi confrontato con il presidente Meloni e i vicepresidenti Salvini e Tajani, ho deciso, per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale, di ritirare la mia disponibilità», ha scritto in una nota.

Il muro delle opposizioni
Le opposizione in modo compatto avevano definito l’indicazione di Altieri «contraria alla legge», inviando una lettera ufficiale a Giorgia Meloni con la richiesta «di ritirare subito» una designazione che non rispondeva «ai massimi criteri di indipendenza e imparzialità». Nella missiva firmata da Pd, M5s, +Europa, Italia viva e Azione si chiedeva inoltre di «avviare un confronto istituzionale trasparente per individuare una figura di alto e indiscusso profilo istituzionale, a tutela della legalità e della trasparenza del Paese». Alla fine Palazzo Chigi, dopo una prima resistenza, ha dovuto prendere atto del ritiro di Trifone, ringraziandolo «per la disponibilità», e «apprezzando le valutazioni di opportunità politica che hanno portato a tale decisione».

Le ragioni dell’incompatibilità di Altieri
Alla base della protesta delle opposizioni c’è il terzo comma dell’articolo 13 del decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009: «Il presidente e i componenti dell’Autorità non possono essere scelti tra persone che rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano rivestito tali incarichi e cariche nei tre anni precedenti la nomina e, in ogni caso, non devono avere interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni dell’Autorità». Nel settembre 2024, però, la Lega aveva nominato Altieri responsabile nazionale del dipartimento Difesa, anche se fonti del partito di Salvini hanno precisato che Altieri non ha mai ricoperto l’incarico, perché comunicò subito ad Armando Siri l’indisponibilità, in quanto già componente del cda di Leonardo. E Siri, coordinatore dei dipartimenti, lo certificò in una lettera il 27 settembre, precisando che la delibera per il conferimento dell’incarico era «revocata a ogni effetto». Dunque, stando alla Lega, la sua candidatura era assolutamente regolare. Ma l’opposizione attacca anche su un altro punto. «Altieri presiede Fincantieri Infrastructure, una società pubblica che vive di appalti», ha sottolineato Bonelli. «Il controllore che viene dal controllato? Meloni dice che il governo l’ha fatto perché era nelle sue competenze. No, presidente: tra le sue competenze non c’è violare la legge». Sulla stessa linea il leader del M5s Giuseppe Conte – «La nomina di Altieri all’Anac non passerà, perché la legge richiede il voto favorevole dei 2/3 delle Commissioni parlamentari. E noi daremo battaglia!» – e la segretaria del Pd Elly Schlein che parla di «colpo di mano all’insegna dell’amichettismo» e di «scelta oscena». Ora la partita dell’Anac viene riaperta.
