Braccianti bruciati vivi, questore di Cosenza: “Mai vista tale crudeltà in 34 anni di servizio”
Oggi la conferenza stampa del questore e del procuratore. Due fino ad ora gli arresti, sono caporali pakistani. Il provvedimento dopo l’interrogatorio in Questura. Sono stati bruciati vivi, le terribili immagini delle telecamere di sorveglianza
l questore di Cosenza Antonio Borelli parla ai cronisti durante la conferenza stampa relativa all’omicidio plurimo dei braccianti bruciati vivi a un distributore di benzina ad Amendolara: “Mai vista una tale crudeltà, una simile barbarie, in 34 anni di servizio sul campo”.
Con lui il procuratore della Repubblica di Castrovillari Alessandro D’Alessio: “È stato un episodio di gravità inaudita sia per oggettività, 4 morti, che per le modalità. L’episodio è stato ricostruito in maniera compiuta in pochissime ore, quasi un arresto in flagranza. Indagini ci hanno consentito di raccogliere, con tutte le cautele del caso, gli indizi di reato. Ho apprezzato, e tutti dobbiamo farlo, l’ennesima pronta risposta dello Stato. Lo dobbiamo soprattutto alla gente del Sud”.
Due cittadini pachistani sono stati sottoposti a fermo. Un fermo è giunto al termine di un lungo interrogatorio a cui i due sono stati sottoposti nella Questura di Cosenza dove sono stati portati nella serata di ieri dopo essere stati fermati a Villapiana. Gli investigatori della Squadra mobile sono risaliti ai due grazie al sistema di videosorveglianza del distributore di carburante nel quale è avvenuto l’omicidio che ha ripreso tutte le fasi del delitto plurimo.
Alla base dell’accaduto ci sarebbe un problema legato alla retribuzione del lavoro. “Ci eravamo ribellati, volevamo un contratto”, lo ha detto al Tg1 un altro bracciante sfuggito al rogo. Il sopravvissuto ha anche spiegato che non venivano pagati da aprile.
Cosenza, il bracciante sfuggito al rogo: "Ci eravamo ribellati, volevamo un contratto"
Si indaga sul movente
“Movente e contesto al momento non ha un carattere di forza perché stiamo lavorando da 48 ore”. Adirlo il procuratore della Repubblica di Castrovillari Alessandro D’Alessio spiegando così che il movente della strage dei braccianti di Amendolara per inquirenti e investigatori non è stato ancora accertato.
“Quando succede un episodio del genere – ha aggiunto – il primo obiettivo è dare un’identità agli indiziati per raggiungere poi un livello di gravità indiziaria tale che ci porti a costruire il quadro probatorio. Ovviamente non potremmo dare tutti gli elementi. Si parte da una formulazione di ipotesi poi la bravura sta nel rigore di indagare. È una storia nella quale ho apprezzato l’elevata professionalità della Squadra mobile di Cosenza per la difficoltà, anche del territorio, e la prontezza con la quale è intervenuta. Non c’è stato un contrasto operativo tra le forze di polizia intervenute. Tutti hanno lavorato per raggiungere lo stesso obiettivo”.
Il magistrato non ha risposto poi alle domande dei giornalisti: “Se non rispondiamo – ha detto – è soltanto per il rispetto della legge e di efficacia dell’indagine perché va avanti con serietà, spirito di squadra e rigore perché ragioniamo su quello che possiamo dimostrare”.
Il video dell'orrore: quattro braccianti bruciati vivi in un minivan a Cosenza
Le indagini per l’omicidio plurimo
I quattro cadaveri carbonizzati sono stati trovati una volta ultimate le operazioni di spegnimento. A quel punto sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale, ma poi è arrivata anche la Squadra mobile di Cosenza, che conduce le indagini, ed i carabinieri. Ad indirizzare gli investigatori, coordinati dalla Procura di Castrovillari sulla pista dell’omicidio sarebbe stato, inizialmente, lo stato del luogo che avrebbe fatto intuire come il rogo non sia stato provocato da un incidente, anche se la pompa di benzina si trova a meno di un metro dal mezzo ed è stata avvolta dalle fiamme.
A scoprire i cadaveri dunque sono stati i vigili del fuoco, chiamati verso le 13 di ieri ad intervenire per l’incendio di un mezzo nel distributore di carburanti Ip sul vecchio tracciato della Statale 106, tra Amendolara e Roseto capo Spulico.
Erano braccianti i quattro trovati carbonizzati in un van, non si esclude l'omicidio
A quel punto erano intervenuti gli agenti della Polizia stradale, ma poi è arrivata anche la Squadra mobile di Cosenza, che conduce le indagini, ed i carabinieri. Ad indirizzare gli investigatori, coordinati dalla Procura di Castrovillari guidata da Alessandro D’Alessio, sulla pista dell’omicidio sarebbe stato, inizialmente, lo stato del luogo che avrebbe fatto intuire come il rogo non fosse stato provocato da un incidente, anche se la pompa di benzina si trova a meno di un metro dal mezzo ed è stata avvolta dalle fiamme.
Un contributo fondamentale è poi arrivato dalla visione dei filmati dell’impianto di videosorveglianza di cui è dotato il distributore di carburante dove è avvenuto l’incendio.
I quattro braccianti uccisi, bruciati nell'auto: Polizia Scientifica al lavoro in Calabria
“Bruciati vivi, i killer hanno bloccato le porte dell’auto”
Dalle immagini si vedono due persone – sicuramente i soggetti sottoposti a fermo – che, prima uno e poi l’altro, bloccano le portiere dall’esterno facendo forza con le braccia mentre dal portellone posteriore viene presumibilmente lanciato liquido infiammabile. Quindi si vede una fiammata ed i due fuggire.
Fonte: www.rainews.it
