Il gala della stampa alla Casa Bianca si trasforma in incubo, il racconto dei giornalisti italiani
Tra spari e caos, i giornalisti italiani raccontano i momenti di terrore al Washington Hilton, mentre i vertici del potere USA, tra cui Trump e Vance, venivano messi in sicurezza
Doveva essere la notte più glamour di Washington, quella in cui il potere politico e il mondo dell’informazione si incontrano sotto i riflettori del Washington Hilton. Ma alle 20:36 di sabato 25 aprile 2026, il tintinnio dei calici è stato spezzato da una sequenza di boati che ha cambiato bruscamente il copione della serata. Il servizio del Tg1 raccoglie le testimonianze dirette dei corrispondenti italiani, passati in pochi secondi dal ruolo di osservatori a quello di protagonisti, loro malgrado, di una cronaca drammatica.
Testimonianze dal “Table 219”
Iacopo Luzzi (La Stampa) mostra ancora il cartellino del suo tavolo, il numero 219, definendolo con amara ironia un “tabolaccio” per la sua posizione, ma che è diventato il suo scudo. Paolo Mastrolilli (La Repubblica) racconta la concitazione di quegli istanti: “Il mio vicino è stato più veloce di me, mi ha dato una spinta buttandomi giù dalla sedia”.
Mentre il panico si diffondeva nell’International Ballroom, l’istinto professionale ha però preso il sopravvento sulla paura. Viviana Mazza (Corriere della Sera) sottolinea come, nonostante il pericolo, “tutti abbiamo iniziato quasi subito a filmare”. Un riflesso incondizionato che ha trasformato gli smartphone dei presenti nelle uniche finestre aperte su quanto stava accadendo.
Il nodo della sicurezza
L’evento ha sollevato pesanti interrogativi sulla gestione della sicurezza. Nella stessa sala erano presenti contemporaneamente: Donald Trump, il Vicepresidente J.D. Vance e lo Speaker della Camera Mike Johnson. “Le tre cariche più importanti nello stesso posto”, osserva Alberto Simoni (La Stampa), evidenziando come la vicinanza fisica dei leader abbia reso la situazione potenzialmente catastrofica. Il video mostra anche la tensione dei funzionari: Scott Bessent (Segretario al Tesoro) visibilmente scosso e Kash Patel (Direttore dell’FBI) costantemente al telefono, pallido come un fantasma.
“Siamo noi la notizia”
La serata si è conclusa con l’evacuazione della sala. Sulle scale mobili del Washington Hilton, tra abiti lunghi e smoking, i giornalisti hanno continuato a documentare l’uscita, consapevoli del paradosso vissuto. Come sintetizzato nelle immagini finali del servizio: “Ora siamo diventati noi la notizia”.
Fonte: www.rainews.it
