Manifestazione a Roma per gli anarchici morti, 91 fermi preventivi. Il presidio era stato vietato
Raduno non autorizzato per ricordare Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti nell'esplosione di un ordigno che stavano preparando. Questura: "Disposti fotosegnalamento e fogli di via obbligatori". Rai: “Ferma condanna per aggressione a troupe"
Gruppi di anarchici si sono ritrovati questa mattina a Roma, all'incrocio tra via Lemonia e Circonvallazione Tuscolana, all'altezza di una chiesa, per commemorare e portare fiori nel luogo in cui hanno perso la vita Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti il 19 marzo scorso in seguito all'esplosione di un ordigno un casale nel Parco degli Acquedotti, nella zona dell'Appio Claudio.
Il presidio che era stato vietato, si è svolto sotto il controllo di un ingente schieramento delle forze dell'ordine, con diversi mezzi e la presenza anche di agenti a cavallo. 91 persone ritenute pericolose e sospette, valutati i presupposti per il fermo preventivo condivisi dal pm di turno, sono state accompagnate negli uffici della Questura per il fotosegnalamento e l'eventuale adozione dei fogli di via obbligatori.
Il provvedimento di divieto era stato motivato "dalla esigenza di tutelare la integrità dei luoghi in cui si è consumato l'evento ai fini investigativi, anche in ossequio al sequestro disposto dall'autorità giudiziaria, e in ragione del fatto che il presidio, così come pubblicizzato, sarebbe seguito da uno spostamento verso il casale".
Durante la commemorazione si sono sentiti canti e si sono visti mazzi di fiori, anche rossi e neri, colori di una delle bandiere simbolo degli anarchici.
Un secondo presidio, monitorato dalle forze dell'ordine, si è invece tenuto nel parco Modesto di Veglia, al Quarticciolo. Lì è stato esposto uno striscione: 'Chi ha una bomba nel cuore non muore mai, per Sara e Sandrone, viva l'anarchia''.
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Rai: “Ferma condanna per aggressione anarchici a troupe Tgr”
"La Rai esprime ferma condanna per l’ennesima aggressione da parte di anarchici a giornalista e troupe Tgr, stamane, durante un presidio non autorizzato fra la Circonvallazione Tuscolana e via Lemonia, a Roma". E' quanto si legge in una nota. "La giornalista stava semplicemente ponendo una domanda a uno dei partecipanti alla manifestazione quando è stata minacciata e il suo microfono gettato a terra. La Rai è vicina alla collega della Tgr Lazio e ribadisce che nessuna forma di intimidazione, verbale o fisica, può essere accettata. Il rispetto per il lavoro dell’informazione è condizione essenziale per la tutela della libertà di stampa e per la qualità della vita democratica del Paese", conclude la Rai.
Fonte: www.rainews.it
