Francia, è morto l'ex premier Lionel Jospin, in "coabitazione" con Chirac e sconfitto da Le Pen
Capo del governo dal 1997 al 2002, in quell'anno si candidò all'Eliseo ma subì una celebre e bruciante sconfitta contro il leader dell'estrema destra, che fu poi battuto al ballottaggio da Chirac. Promosse i Pacs e la settimana lavorativa da 35 ore
Ansa L'ex primo ministro francese socialista Lionel Jospin è morto all'età di 88 anni. Capo del governo dal 1997 al 2002, segretario del Partito socialista dal 1981 al 1988 e di nuovo dal 1995 al 1997, Jospin è stato un politico rigoroso, generoso e devoto ai diritti civili e sociali: a lui, infatti, si deve la legge sui Pacs (le unioni civili francesi), il provvedimento che ha anticipato il matrimonio egualitario. Il governo Jospin, durante la presidenza di Jacques Chirac (si parlò a questo proposito di “coabitazione”, una modalità inedita nella Quinta Repubblica), approvò anche la legge sulle 35 ore lavorative.
Tuttavia, la figura di Lionel Jospin nella politica francese resterà negli annali per la celebre sconfitta al primo turno delle presidenziali del 2002, quando il leader socialista fu superato dal Front National dell'allora leader Jean Marie Le Pen, che andò al ballottaggio contro il presidente in carica, Chirac. Quest'ultimo poi prevalse con oltre l'82% dei voti.
La famiglia protestante, gli studi all'Ena, il rapporto con Mitterand
Nato a Meudon il 17 luglio 1937, Lionel Jospin era il più giovane di una famiglia protestante dominata dalla figura paterna. Figlio minore, fu cresciuto in un humus ideologico socialista: il padre, un oratore brillante, era un membro di spicco della Sezione francese dell'Internazionale dei Lavoratori, precursore del Partito socialista. In rottura con la tradizione e il rigore di famiglia, per trovare la propria identità a 15 anni si allontanò dalla fede protestante, scoprendo le virtù del laicismo e dell'agnosticismo.
Come gran parte dell'élite politica francese, si laureò a Sciences Po Parigi per poi proseguire gli studi alla prestigiosa École Normale d'Administration (Ena). Per 11 anni, insegnò all'Istituto Universitario di Tecnologia di Sceaux e per i suoi stretti legami con Pierre Joxe, sostenitore di François Mitterrand, che aveva conosciuto al Quai d'Orsay, dopo il Congresso di Epinay nell'autunno del 1971, Jospin si unì al Partito socialista come componente del “gruppo degli esperti”. Mitterrand, leader del Ps, notò subito Jospin: anche se i due non avevano nulla in comune, tutti coloro che parteciparono a quegli incontri di esperti all'epoca ricordavano l'attenzione amichevole che Mitterrand riservava sempre alla sua nuova recluta.
In brevissimo tempo, Jospin si affermò tra i suoi pari come il “preferito” del ‘principe’ Mitterrand, un'etichetta che gli sarebbe rimasta appiccicata. Dopo essere riuscito a destabilizzare in un dibattito televisivo il carismatico leader comunista Georges Marchais, Jospin si fece conoscere all'opinione pubblica francese, imponendo uno stile tutto suo.
La prima sfida con Chirac nel 1995, poi la bruciante sconfitta del 2002
Nel 1995 entrò nella corsa presidenziale, dopo il ritiro dell'ex presidente della Commissione europea, Jacques Delors. In testa al primo turno, Jospin fu sconfitto da Jacques Chirac, ma si affermò come contendente presidenziale sulla scena politica, essendo riuscito a ottenere 47,36% dei consensi. Questa “sconfitta per il futuro” - per usare le parole di Laurent Fabius - lo avrebbe portato ad assumere la guida dell'opposizione di sinistra, tornato alla carica di primo segretario del Partito socialista nell'ottobre del 1995. Da questa posizione politica, avrebbe costruito la “sinistra plurale”, un'ampia alleanza che univa i socialisti al Partito comunista e ai Verdi. Grazie a questo lavoro di coalizione, l'opposizione vinse le elezioni legislative anticipate del 1997, seguite al controverso scioglimento del Parlamento da parte di Chirac. Lionel Jospin fu catapultato a Matignon, diventando primo ministro.
Rimarrà uno dei capi di governo più popolari della Quinta Repubblica, beneficiando di un contesto macroeconomico più che favorevole. Lo choc arrivò nel 2002 quando Jospin, dato come l'avversario più accreditato contro Chirac alle presidenziali, forte di cinque anni di coabitazione, fu invece sconfitto al primo turno dal leader di estrema destra Jean-Marie Le Pen, che andò al ballottaggio con il capo di Stato uscente. Dopo un periodo di silenzio e un fugace desiderio di ricandidarsi nel 2007 contro Nicolas Sarkozy, Lionel Jospin si unì alla campagna di Francois Hollande cinque anni dopo.
Presidente della Commissione per l'etica della politica, che ha portato, tra l'altro, alla decisione di limitare drasticamente il numero di cariche elettive ricoperte da una singola persona. “L'uomo austero che ride”, come si definiva, Jospin ha continuato a partecipare attivamente alla politica francese, sostenendo la candidatura di Raphael Glucksmann alle europee del 2019 e quella di Anne Hidalgo alle presidenziali del 2022. Pur essendo contrario all'approccio di Olivier Faure, alla guida del Partito socialista dal 2017, negli ultimi mesi Jospin si è unito nel chiedere di non votare la censura dei governi Bayrou e Lecornu a nome della stabilità della Francia.
Sposato nel 1973 con Elisabeth Dannenmuler, il cui padre, direttore del settimanale Aux ecoutes, era un fervente gollista, Jospin ebbe due figli, Hugo ed Eva. Nel 1995 si era risposato con la filosofa Sylviane Agacinski. A gennaio, l'ex premier aveva detto di aver subito “un'operazione seria”, senza però rivelarne i dettagli.
Il cordoglio del presidente Marcon e dell'ex capo dello Stato Hollande
Il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha reso omaggio all'ex primo ministro socialista, scrivendo che ha incarnato “un grande destino francese”, guidato da un “ideale di progresso”. “Segretario del PS di François Mitterrand, ministro dell'Educazione nazionale, primo ministro, membro del Consiglio costituzionale - ricorda Macron in un post su X - con il suo rigore, il suo coraggio e il suo ideale di progresso, ha incarnato un'idea alta della Repubblica”.
Cordoglio anche dall'ex presidente, e compagno di partito, François Hollande, che ha espresso stamani “l'infinita tristezza” per la morte di Lionel Jospin, “uomo impegnato” che incarnava “l'esemplarità in politica”. “Uomo di stato, - ha scritto Hollande in un comunicato, che fu segretario del PS quando Jospin fu nominato primo ministro - ha dato prova di una concezione elevata dell'azione pubblica, fondata sulla probità, la chiarezza e la responsabilità. Al di là della sinistra che piange oggi una delle sue più eminenti figure, la Francia sa che si è spento uno dei suoi massimi dirigenti”.
Fonte: www.rainews.it
