Scontri a Torino, Premier Meloni, colpito lo stato: "Inaccettabile. Difendere la legalità"
Un lungo post della Presidente del Consiglio che condanna le violenze e le aggressioni durante il corteo per Askatasuna, con almeno 30 feriti e 10 arresti. Meloni pubblica sul suo profilo il video del pestaggio ai danni di un poliziotto di 29 anni
"Quanto accaduto a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile", inizia così il lungo post sui profili social della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla fine di una giornata di scontri e violenze che ha messo a ferro e fuoco il centro della città di Torino: "Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi - continua la Premier - lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato".
"A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata. Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni - continua la Presidente del Consiglio - il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende."
Difendere la legalità
"Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile."
Fonte: www.rainews.it
