Siria: la nuova resistenza della città curda di Kobane
La città simbolo di Kobane affronta la nuova offensiva del governo siriano, ora nelle mani di un ex jihadista.
Ha paura Majida, anche se non lo dà a vedere. Al checkpoint più vicino la linea del fronte sta facendo notte. Ce l’ha tutta sul volto la tensione, se pure dice : “Andrà tutto per il meglio”. Neanche è curda Majida: è araba ma nella nuova Siria, dove queste forze possono solo sciogliersi o arrendersi, non c’è posto per le donne.
C’è stato un tempo in cui non si parlava che della loro resistenza. L’avanzata dei governativi nella terra dei curdi ora porta con sé altre sinistre scene. Ci entro dall’Iraq: attraverso il ponte galleggiante sul Tigri. Gli hanno lasciato i pozzi più vetusti e fermi, perché l’elettricità è tagliata . L’amministrazione autonoma della Siria di nordest che i curdi liberarono dal califfato nero, creando una democrazia dal basso multietnica, femminista, ecologista, ora è di nuovo terra di paura e lutto. E Kobane, città simbolo, è sotto assedio.
I droni del nemico non fermano la raccolta di legna , che si muore di freddo. Li chiama “aerei” Sidra, nata in guerra nella Siria che non trova pace, dove le forze del presidente dal passato jihadista spingono alla fuga di nuovo migliaia di persone. E nelle scuole di Qamishli, dove si arriva sfollati, i libri si raccolgono e si bruciano.
“Mi chiamo Polda e vengo da Kobane”. E’ arrivata qui da sola . “Vuoi tornarci?” chiedo. “Mi piacerebbe” risponde, “ma non posso”.
Fonte: www.rainews.it
