Epstein, scoperchiato il vaso di Pandora da oltre 10mila file
Quegli otto voli di Trump sul ‘Lolita Express’, mentre il Guardian titola sull’ex principe Andrew e la sua richiesta di avere incontri “inappropriati” con ragazze “amichevoli e discrete”
Dal vaso di Pandora ormai scoperchiato che porta il nome di Jeffrey Epstein iniziano a uscire nuovi particolari nonostante le numerosissime parti secretate.
I media Usa riferiscono che se dai primi documenti pubblicati il nome di Donald Trump risultava quasi assente, i nuovi file resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia – circa 30.000 pagine – lo collocano più vicino all’uomo, pur non emergendo un coinvolgimento diretto nelle attività del finanziere.
Il tycoon – come emerge dalle nuove carte – negli anni 1990 avrebbe viaggiato almeno otto volte sul Lolita Express, il jet privato di Epstein e, in almeno un’occasione sarebbe stata presente, oltre a Ghislaine Maxwell, anche una ragazza non identificata di 20 anni.
I documenti rivelano inoltre che una donna, anche lei non identificata, nel 2020 raccontò all’Fbi di essere a conoscenza di un “party per prostitute” svoltosi nel 2000 a Mar-a-Lago, dove Trump aveva invitato tutti i presenti a un’altra festa organizzata in onore di Epstein.
Nei documenti appaiono anche diverse versioni del testamento di Epstein oltre a pagine oscurate delle dichiarazioni fiscali di Ghislaine Maxwell, condannata nel 2021 per traffico sessuale, e comunicazioni interne del carcere di Manhattan dove Epstein morì nel 2019.
La postilla del Dipartimento di Giustizia
Secondo il New York Times, Donald Trump non è accusato di alcun illecito in relazione a Epstein o Maxwell ma, consapevole della sensibilità delle informazioni diffuse, il Dipartimento di Giustizia ha accompagnato la pubblicazione dei nuovi file con una ben precisa quanto inusuale postilla: il materiale diffuso “include affermazioni false e sensazionalistiche” contro il presidente. Senza però specificare quali di esse lo siano.
Il tentativo di minimizzare i danni e mettere al riparo l’inquilino della Casa Bianca non è però riuscito a placare l’ira per la diffusione a rilento delle carte da parte delle autorità americane (finora circa 130.000 pagine sull’oltre un milione a disposizione).
L’entourage di Trump: “Fake news, tentativo di distrarre dai successi dell’amministrazione”
Rompendo il silenzio da quando sono stati diffusi i primi file, Trump non ha parlato del suo coinvolgimento ma, anzi, a sorpresa ha cercato di sviare l’attenzione da sé a Bill Clinton – “mi è dispiaciuto vedere le sue foto” , criticando poi i democratici per avere forzato la pubblicazione di documenti con l’unico obiettivo di “distrarre” l’opinione pubblica dai successi dell’amministrazione.
“Molte persone sono arrabbiate per la pubblicazione delle foto – ha detto il presidente da Mar-a-Lago – Persone che non hanno nulla a che fare con Epstein ma sono in una foto con lui perché erano a una festa” e vedono la loro “reputazione rovinata“.
I file diffusi contengono anche una lettera che sembra essere stata inviata da Epstein a Larry Nassar, il medico della nazionale Usa di ginnastica già condannato per abusi contro decine di giovani atlete. Risale a quando il finanziere era già in carcere nel 2019. Nelle missiva c’è un riferimento “all’amore per le giovani donne del nostro presidente”, all’epoca Donald Trump: “Quando una giovane bellezza gli passava accanto, amava ‘palpeggiarla’, mentre noi ci siamo ritrovati a mangiare cibo scadente nelle mense del sistema carcerario. La vita è ingiusta”, scriveva Epstein.
A questo il Dipartimento di Giustizia americano ha risposto che la lettera è falsa.
E mentre molti repubblicani tacciono, i democratici continuano a incalzare minacciando l’avvio di un’azione legale, fino ad arrivare all’impeachment contro la ministra della Giustizia, Pam Bondi.
Le carte segrete di Epstein, tra le foto l'ex presidente Bill Clinton nell'idromassaggio
L’ex principe Andrew e quelle richieste di amicizie “inappropriate”
Nuova attenzione anche per l’ex principe Andrew Mountbatten-Windsor, fratello di Re Carlo d’Inghilterra: tra i file diffusi figura un’email indirizzata a Ghislaine Maxwell, ex compagna e complice del defunto finanziere, nella quale l’autore chiedeva se avesse trovato per lui “nuove amiche inappropriate”.
Il messaggio, datato 16 agosto 2001, è stato inviato da un account firmato “A” e identificato come “The Invisible Man”. Nel testo si fa riferimento a un soggiorno a Balmoral, residenza estiva della famiglia reale britannica, e compaiono diverse espressioni dal contenuto ambiguo sulle “ragazze” presenti. Maxwell rispose poche ore dopo scusandosi per aver trovato soltanto “amiche appropriate”. In una successiva email, inviata due giorni più tardi, “l’uomo invisibile” chiedeva a Maxwell consigli su come affrontare la morte del suo autista, definito “un vero pilastro” e “quasi parte della famiglia”, spiegando di sentirsi disorientato e senza nessuno che si prendesse cura di lui.
L’identità del mittente non è formalmente confermata, ma diversi elementi contenuti nello scambio – tra cui il riferimento all’uscita dal servizio attivo nella Royal Navy e a viaggi ufficiali – sono compatibili, secondo vari media internazionali tra cui New York Post e Sky News, con il profilo dell’ex duca di York. Nei documenti non vi sono accuse dirette di reato legate a queste email.
L’ex principe Andrew ha sempre respinto le accuse di abusi e ha ribadito in passato di non aver commesso alcun illecito ma questi nuovi file mostrano anche come l’FBI abbia cercato di interrogare Mountbatten-Windsor sui suoi legami con un secondo molestatore sessuale milionario, Peter Nygard.
La teoria del finto suicidio di Epstein. Il fratello: “È stato ucciso”
I documenti rischiano anche si ridare slancio alle teorie complottiste secondo cui Epstein non si sarebbe suicidato. Fra i video diffusi ce n’è uno falso di 12 secondi in cui l’ex finanziere sembra togliersi la vita. Le carte rivelano inoltre i dubbi di uno psicologo sul primo tentativo di suicidio nel luglio del 2019: “Non sappiamo se è stata una messinscena, se qualcun altro l’abbia fatto o se si sia procurato una sorta di abrasione sul collo per attirare l’attenzione”.
Dalle carte spunta anche il nome del fratello di Jeffrey Epstein: l’uomo, nel 2023, avrebbe detto all’Fbi che l’ex finanziere era stato ucciso perché si stava preparando a “fare nomi” e che il suo presunto omicidio era stato “autorizzato” da Donald Trump.
La vasta rete di conoscenze di Epstein: i documenti dell'inchiesta
Deluse dalle carte rese note finora anche le vittime di Epstein, che chiedono maggiore trasparenza e lamentano che alcuni dei loro nomi non siano stati censurati dai documenti.
Fonte: www.rainews.it
