Sono bastati gli annunci social di Sigfrido Ranucci per far volare gli ascolti di Spotlight, programma di approfondimento di RaiNews24. La prima puntata realizzata dopo l’ingresso nella rete all news dell’ex conduttore di Report, nella serata di lunedì 2 novembre, ha proposto un interessante servizio di Luca Gaballo sulla crisi degli affitti in Spagna. Niente inchieste esplosive, eppure i numeri sono schizzati: 82 mila telespettatori e lo 0,5 per cento di share, contro una precedente media di 27 mila spettatori e lo 0,16 per cento. Pubblico triplicato e share più che triplicato. Sui social la “chiamata alle armi” era suonata quasi esagerata: «Scattatevi una foto mentre guardate l’inchiesta di #Rainews. Postate la foto sui vostri social taggando @rainews e @sigfirdo ranucci» (con refuso scappato nel nome del conduttore). Intanto Report prepara la prima puntata de-ranuccizzata, prevista per domenica 8 novembre, e ricorre all’immagine di Milena Gabanelli per promuovere il ritorno su Rai3. Ma sui social, anziché gli applausi, piovono insulti e accuse di tradimento rivolte alla vecchia squadra. Due programmi, due campagne social e, per ora, due reazioni decisamente diverse. In attesa della sentenza dell’Auditel.
Anvedi come balla Chiocci
Giro di valzer per Gian Marco Chiocci: ma quello vero, nel senso del ballo. E tutti potranno dire «anvedi come balla Chiocci». Tutta colpa di “Vienna sul lago”, un progetto di formazione, cultura e solidarietà che coinvolge giovani donne provenienti dall’Italia e dall’estero, promuovendo valori di impegno, confronto e inclusione, con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero della Difesa, della Cultura, della Regione Piemonte, delle Ambasciate d’Austria in Italia e presso la Santa Sede, oltre che della città di Vienna. Evento che si conclude con la serata di charity intitolata “Il Gran ballo della Venaria Reale”, nella reggia sabauda, il 21 novembre. Che c’entra Chiocci? Durante la serata verrà conferito il Premio Costanzo, riconoscimento dedicato a “Donne, uomini e istituzioni che hanno saputo offrire un contributo importante al Paese con il proprio impegno”: quest’anno il premio sarà assegnato al direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci per la categoria “Stampa”, come «riconoscimento per aver interpretato con rara competenza e professionalità le tematiche di attualità che caratterizzano il nostro tempo. Memorabile l’intervista fatta a Sua Santità papa Francesco». L’evento vedrà la partecipazione, in qualità di partner, di Rai Canone, promotore della campagna “Un abbonato in prima fila”, iniziativa volta a valorizzare la cultura e il patrimonio italiano attraverso un coinvolgimento diretto del pubblico. Chi saranno i presentatori? I giornalisti Roberta Ammendola, RaiNews24 e volto ufficiale di Rai Italia, e Maurizio Martinelli del Tg2. Al termine si ballerà, con Chiocci protagonista. In attesa di diventare amministratore delegato della Rai, secondo le intenzioni di Palazzo Chigi.

Giovanni Grasso live show
Un palco, un ospite, la musica dal vivo e un pubblico chiamato a partecipare, intervenire e confrontarsi: è questa la formula di “Riflessi”, il live show del martedì, il progetto ideato da Fondazione Roma che trasforma il Museo del Corso – Palazzo Cipolla in un luogo di incontro tra idee, linguaggi artistici e persone. Martedì 3 novembre, alle sette di sera, il format inaugura una nuova tappa del suo percorso, dedicata alla parola “Pace”, con Giovanni Grasso, giornalista, scrittore e consigliere per la stampa e la comunicazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A condurre la serata saranno il direttore artistico Daniele Pitteri e Gioia Salvatori, mentre per la musica ci penseranno la ricerca jazz e le architetture vocali dei LeePuma Quartet. L’incontro con Grasso partirà dalla sua produzione letteraria, che spazia dalla narrativa storica al romanzo, con titoli come Il segreto del tenente Giardina, Il caso Kaufmann e Il volo di Icaro, e dalle esperienze di adattamento teatrale di alcune sue opere. La serata offrirà l’occasione per riflettere sul valore della memoria, sul peso del potere, sul coraggio civile attraverso lo sguardo dello scrittore e dell’uomo delle istituzioni, maturato durante una lunga esperienza al servizio dello Stato. Tutti gli incontri sono pensati come occasioni di partecipazione culturale e solidarietà. L’intero incasso derivante dalla vendita dei biglietti sarà devoluto all’Associazione Andrea Tudisco Together Home, che accoglie bambini affetti da gravi patologie e le loro famiglie, offrendo loro ospitalità e sostegno durante il periodo delle cure. Fondazione Roma aggiungerà un contributo di pari importo, raddoppiando così la somma destinata all’associazione. La serata del 3 novembre sarà accessibile al pubblico previo acquisto del biglietto e potrà essere seguita anche in diretta streaming sul sito del Museo del Corso. Il calendario di novembre proseguirà martedì 17 con Giancarlo De Cataldo, per un appuntamento dedicato alla giustizia, alle ferite sociali e alle contraddizioni urbane, accompagnato dalle armonie folk e jazz del trio vocale August Sienna. Martedì 24 novembre sarà protagonista il maestro Nicola Piovani, tra i più importanti compositori della scena contemporanea, in una serata arricchita dalla ricerca sonora intima ed evocativa di Martha Deribe e Simone Maggio.

Cardinaletti all’Opera senza il suo Bechis
Ormai Giorgia Cardinaletti è sposata, ma al Teatro dell’Opera ci va da sola, senza la sua metà. Così per la prima romana del Falstaff, l’ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi, con la direzione di Michele Mariotti, la giornalista del Tg1 si è fatta accompagnare da Simona Sala, direttrice di Radio 3 Rai, e non dal marito, Francesco Bechis, con il quale è appena convolata a nozze. «Si sa, al quotidiano Il Messaggero si lavora tanto, mica è la Rai», ha commentato sussurrando un invitato eccellente. Che poi di politici ce n’erano, eccome: il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella, il sottosegretario al Mef Federico Freni, il presidente della commissione cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, addirittura il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. Per chi si occupa giornalisticamente di politica come Bechis jr, è stato davvero un peccato “bucare” un evento del genere…









