La tragedia alle Maldive, perchè i cinque italiani hanno perso la vita negli abissi
Le vite spezzate dei sub, la passione ed educazione ambientale che gli sono stati fatali. Sulla "Duke of York", assieme ai ricercatori in un'esperienza di "citizen science"
Fra passione ed educazione ambientale, la crociera scientifica a bordo dello yacht Duke of York aveva fatto dell'atollo di Vaavu, nelle Maldive, una base della cosiddetta "citizen science", nella quale semplici cittadini si trovano accanto ai ricercatori, aiutandoli a raccogliere dati utili.
E' così che una ricercatrice specializzata in biologia marina e che aveva condotto più volte ricerche nelle Maldive come Monica Montefalcone dell'Università di Genova, era impegnata in un'immersione con una giovane laureata, sua figlia e due istruttori subacquei.
Maldive, cosa può essere successo ai cinque sub italiani?
La crociera sullo Yacht Duke of York - riporta l'Ansa - è organizzata da 'Albatross Top Boat', tour operator specializzato in viaggi in destinazioni affascinanti per gli appasionati del mare, dai Caraibi alle Maldive. Un'iniziativa, spiega la società, nata nel 1996, per iniziativa di sei amici tra cui Paolo Colantoni, a cui dal 2016 è intitolata la crociera scientifica alle Maldive. "Una proposta che coniuga il piacere del viaggio, il valore della conoscenza e la bellezza delle immersioni nei luoghi più iconici dell'arcipelago" si legge sul sito.
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Nata all'inizio del '900 fra gli appassionati di ornitologia, la citizen science è molto comune nelle ricerche astronomiche, nelle quali i cittadini partecipano all'analisi delle immagini dai loro pc di casa, e nel 1996 è approdata alla biologia marina e all'ecologia marina. E' così che 30 anni fa sono nate le crociere scientifiche e presto di sono affermate con successo.
Maldive, cinque italiani perdono la vita a 50 metri di profondità
Le immersioni sono le occasioni migliori per osservare da vicino la ricchezza dei fondali e spesso sono accompagnate da seminari che si tengono a bordo o ancora da campagne per raccogliere il cosiddetto eDna, ossia il Dna ambientale che è disperso nell'oceano. A volte le crociere vengono organizzate in collaborazione con istituzioni scientifiche e altre volte sono l'occasione per eseguire test di medicina subacquea volti a studiare come l'organismo umano reagisce alle immersioni.
Biologa appassionata e sub esperta: chi era Monica Montefalcone
Per il loro mare unico e ricco di biodiversità, le Maldive sono fra le mete più frequenti di questi viaggi che uniscono le escursioni subacquee all'educazione ambientale e allo studio dell'ecosistema marino. Guidati da biologi marini, i partecipanti collaborano a osservazioni sulla salute delle barriere coralline, diventate sempre più interessanti perché minacciate dai cambiamenti climatici, o per studiare le numerose specie marine che le popolano.
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Fonte: www.rainews.it
