Gli italiani morti in immersione: confermati i nomi delle vittime, resta il mistero delle cause
Forse la tossicità dell'ossigeno è stata fatale ai cinque italiani immersisi nelle acque delle Maldive e mai riemersi. Recuperato solo un corpo, gli altri sono ancora nella grotta
A sopraffarli, forse, la tossicità dell'ossigeno nelle bombole: può accadere ad alte profondità. Al momento si tratta di ipotesi, dinamica tutta da ricostruire, perché sembra che il gruppo fosse composto da sub esperti anche molto preparati. Si tratta, conferma la Farnesina, dell'istruttore subacqueo Gianluca Benedetti Padovano, operation manager della società che gestiva l'immersione, della docente di ecologia marina all'Università di Genova Monica Montefalcone, 51 anni, al timone di un progetto di ricerca sulle barriere coralline alle Maldive. Con lei, la figlia 22enne Giorgia Sommacal, Federico Gualtieri di Borgomanero a Novara e Muriel Oddenino, del Torinese. Il team si era immerso nelle acque dell'isola di Alimatà, nell'atollo di Vaavu, a sud della capitale maldiviana Malè, una delle mete più apprezzate da studiosi e appassionati di abissi.
L'allarme è scattato in tarda mattinata, ora italiana. Obiettivo dell'esplorazione, grotte profonde anche più di 50 metri, in condizioni non favorevoli: il servizio meteo aveva diramato infatti un'allerta gialla, soffiavano raffiche di vento fino a 50 miglie orarie.
Fonte: www.rainews.it
