Bulgaria: chi è Rumen Radev, l'ex top gun che guarda al Cremlino
Due volte presidente, capo dell'aeronautica, potrebbe vincere le elezioni. La promessa è la lotta allo "stato mafioso" che mina il Paese più povero dell'Ue. Ma ciò che preoccupa l'Europa è un rinnovato gancio di Mosca nel Vecchio Continente
AFP Due volte presidente, capo dell'aeronautica ed esperto top gun, Rumen Radev, potrebbe vincere le elezioni anticipate in Bulgaria. La promessa è quella di una lotta senza sosta all'onnipresente "stato mafioso" che mina il Paese più povero dell'Ue. Ma l'idea di fondo, che preoccupa l'Europa, è quella di un possibile e rinnovato 'gancio' di Mosca nel Vecchio Continente, dopo la sconfitta dell'ungherese Orban.
A inizio anno l'ex capo dello Stato ha deciso di chiudere anticipatamente il suo secondo mandato presidenziale, di creare un suo progetto politico battezzato "Bulgaria progressista" e di presentarsi all'elettorato promettendo di mettere fine al lungo periodo di instabilità politica che attanaglia la Bulgaria dagli anni della pandemia globale e che ha consumato inesorabilmente leader e partiti. Sconvolta da incessanti crisi politiche e indebolita da coalizioni fragili, la nazione balcanica di 6,7 milioni di abitanti sta diventando quasi ingovernabile. Dal 2021 ha avuto sette primi ministri, nessuno dei quali ha portato a termine un mandato completo, e le elezioni di questo fine settimana saranno le ottave in cinque anni.
Non è ancora certo, tuttavia, se l'ex pilota di caccia MiG-29, euroscettico e poco generoso in termini di sostegno all'Ucraina, riuscirà a sbloccare la situazione. Ma tutti i sondaggi per ora lo danno vincente. Secondo Politico, il suo movimento di recente fondazione, Bulgaria Progressista, dovrebbe comunque ottenere solo il 31% dei voti, il che significa che dovrà affrontare le stesse difficoltà dei suoi sfortunati predecessori nel formare una coalizione di governo stabile.
Da tempo Radev adotta posizioni allineate al Cremlino sull'Ucraina e ha lasciato intendere di voler importare petrolio russo. A far discutere sono state soprattutto le posizioni di Radev sull'invasione russa: pur condannando ufficialmente l'aggressione del Cremlino, Radev si e' opposto agli aiuti militari a Kyiv e ha sostenuto la necessita' di una via d'uscita dal conflitto attraverso la riapertura di canali di dialogo con Mosca. Linea che, nell'estate 2023, lo ha portato a uno scontro diretto con Volodymir Zelenski durante una visita ufficiale di quest'ultimo a Sofia. Come ha detto Assen Vassilev, leader dell'opposizione centrista del partito Noi Continuiamo il Cambiamento: "Cerca una Bulgaria forte in un'Europa forte? O una Bulgaria che segua il modello di Orban, agendo come un cavallo di Troia all'interno dell'Ue e bloccando l'integrazione?".
Radev, scrive Politico, ha sfruttato le sue audaci abilità di pilota per costruire il suo marchio politico. Prima di candidarsi alla presidenza nel 2016, l'ufficio stampa dell'aeronautica militare promosse ampiamente le sue acrobazie aeree durante un'importante esibizione. Allo stesso modo, nelle elezioni generali di quest'anno, un video della campagna elettorale lo mostrava nella cabina di pilotaggio del suo MiG-29, impegnato in un decollo verticale. "Potenza incredibile", esclamava. Dopo aver assunto la presidenza nel 2017, Radev ha rapidamente compensato la sua inesperienza politica, sfruttando il suo background militare per coltivare l'immagine di un patriota impavido e non corrotto dalla politica di partito.
Per Radev la grande svolta è arrivata nel 2020, nel pieno di una grande tempesta politica sull'influenza degli oligarchi sui pubblici ministeri. E' stata una battaglia che ha scatenato grandi proteste di piazza durante l'estate e ha contribuito a consolidare la popolarità di Radev come il politico più influente del Paese. I procuratori hanno fatto irruzione negli uffici presidenziali e hanno brevemente arrestato due membri del suo staff, rafforzando ulteriormente la sua credibilità come paladino della lotta contro la corruzione. Mentre la rabbia popolare cresceva, una sera d'estate si era presentato a un pubblico, alzando il pugno chiuso, denunciando la corruzione e chiedendo che i "mafiosi" lasciassero l'esecutivo.
La lotta contro la corruzione è al centro della campagna elettorale di quest'anno e la promessa elettorale principale di Radev è stata quella di "rovesciare l'oligarchia". "L'oligarchia è profondamente radicata nella vita sociale ed economica del Paese. E' uno schema piramidale che prosciuga sistematicamente la società, garantendosi l'impunità attraverso il controllo delle istituzioni, dei partiti, delle elezioni, dei media e delle imprese", ha dichiarato il mese scorso. "Se questo modello non viene smantellato, qualsiasi forma di governo e' destinata al fallimento", ha dichiarato ai suoi sostenitori a Sofia. Una battaglia lo vedra' contrapposto a potenti avversari. I suoi principali oppositori politici sono due pesi massimi della politica bulgara: l'ex primo ministro Boyko Borissov e Delyan Peevski, leader del partito DPS-Nuovo Inizio. I politici dell'opposizione li accusano entrambi di essere i principali artefici del potere oligarchico del paese, un'accusa che naturalmente i due respingono.
Fonte: www.rainews.it
