I droni di Hezbollah
La nuova arma, mutuata dall'Ucraina, disorienta gli israeliani del nord e i lavoratori dei kibbutz al confine. A farne la spesa gli uccelli abbattuti perché scambiati per droni. E l'industria bellica israeliana cerca contromisure
Succede sempre al tramonto. Il sole basso acceca, il drone colpisce. “ Ho sentito l'esplosione, ho guardato su, verso la base militare e ho visto altri due droni che volteggiavano e poi sono andati in picchiata. È stata una giornata di guerra.”
Non più solo razzi. Hezbollah celebra la sua nuova arma, mutuata dall'Ucraina. Droni cinesi da 400 euro caricati di esplosivo, guidati con un cavo in fibra ottica. Aquiloni killer, immuni ai disturbatori di frequenze invisibili ai radar. E qui in mezzo ai frutteti ci sono mezzi militari coperti da delle reti. È l'unica difesa al momento contro i droni di Hezbollah. Dieci vittime nell'ultimo mese, colpite basi militari e batterie di Iron Dome nel nord di Israele. Così la milizia sciita contrasta l'offensiva israeliana nel sud del Libano, dove Tel Aviv rade al suolo tutto per creare una zona cuscinetto.
Israele, insomma, sembra colta di sorpresa. L'industria bellica del paese cerca contromisure, rilevatori acustici, laser, droni da difesa. I sistemi per neutralizzare la minaccia esistono, ma ci vorranno settimane, se non mesi, prima di impiegarli in modo sistematico sul fronte nord.
Fonte: www.rainews.it
