Regno Unito, si dimette anche il ministro della Sanità. E' il quarto a lasciare
Zubir Ahmed pubblica una lettera di dimissioni su X. Il premier Keir Starmer resiste: "Il Paese si aspetta che noi andiamo avanti con il governo". Domani il discorso del re in Parlamento
Il ministro della Sanità britannico, Zubir Ahmed, è diventato l'ultimo membro del governo di Londra, in ordine cronologico, a dimettersi dal suo incarico. "È chiaro dagli ultimi giorni che l'opinione pubblica in tutto il Regno Unito ha ormai irrimediabilmente perso fiducia in lei come primo ministro" argomenta nella sua lettera di dimissioni pubblicata su X. Seguono quelle di altri tre ministri- Jess Phillips, Alex Davies-Jones e Miatta Fahnbulleh- e arrivano sulla scorta dei risultati del Labour nelle elezioni locali di giovedì scorso.
Il premier Keir Starmer, per ora, non fa marcia indietro: "Il Paese si aspetta che noi andiamo avanti con il governo. Questo è ciò che sto facendo e ciò che dobbiamo fare come Gabinetto", ha detto parlando davanti al consiglio dei Ministri. "Come ho detto ieri, mi assumo la responsabilità di questi risultati elettorali e mi assumo la responsabilità di realizzare il cambiamento che abbiamo promesso. Le ultime 48 ore sono state destabilizzanti per il governo e questo ha un costo economico reale per il nostro Paese e per le famiglie. Il Partito Laburista ha una procedura per sfidare un leader e questa non è stata avviata".
Elezioni amministrative in Gran Bretagna, Starmer: "Una sconfitta che fa male, ma non mi dimetto"
Starmer in bilico, sui media Gb i nomi di chi potrebbe succedergli
I giorni del primo ministro britannico Keir Starmer a Downing Street, indebolito da mesi, potrebbero però essere contati. Sui media britannici circolano svariati nomi di esponenti laburisti che potrebbero succedergli alla guida del governo. Ecco chi, al momento, sembra essere in pole position.
Wes Streeting: a differenza del primo ministro, questo quarantatreenne è considerato un comunicatore efficace. E' stato una delle figure di spicco della campagna elettorale che ha riportato il Partito laburista al potere, con Keir Starmer alla guida, nel luglio 2024. Al Ministero della Sanità in qualità di segretario, ha implementato numerose misure volte a ripristinare l'immagine dell'Nhs, il Servizio sanitario nazionale, che era stata compromessa da anni di tagli al bilancio, interminabili liste d'attesa e ripetuti scioperi dei medici. Streeting, considerato un esponente dell'ala destra del partito, potrebbe tuttavia essere ostacolato dai suoi legami con Peter Mandelson, l'ex ambasciatore a Washington al centro dello scandalo Epstein che ha indebolito Keir Starmer. L'ex ministro ed ex ambasciatore a Washington è stato il suo mentore e lo ha sostenuto durante la prima campagna elettorale di Streeting nel 2015.
Andy Burnham: membro dell'ala sinistra del Partito laburista, il sindaco della Greater Manchester Andy Burnham è il politico britannico più popolare e, secondo YouGov, l'unico in grado di attrarre elettori anche al di fuori del Partito laburista. Attualmente è anche il favorito dai bookmaker per succedere a Starmer.Tuttavia, l'uomo soprannominato "il Re del Nord" si trova di fronte a un ostacolo importante: secondo le regole del Regno Unito, non può diventare primo ministro finché non avrà riconquistato un seggio in Parlamento. Un parlamentare, però, potrebbe ritirarsi da una roccaforte laburista, ottenendo così la possibilità di vincere un seggio. Questo processo richiederebbe diversi mesi, da qui l'idea, diffusa tra alcuni, di fare pressione su Starmer affinché si impegni a dimettersi a settembre.A gennaio, mentre le richieste di dimissioni di Starmer si intensificavano, il primo ministro e i suoi sostenitori hanno bloccato la candidatura di Burnham alle elezioni suppletive nella sua regione, impedendogli di sfidare Starmer.A 56 anni, questo veterano del partito aveva già tentato di conquistare la leadership laburista nel 2015, venendo sconfitto da Jeremy Corbyn.Eletto sindaco della Greater Manchester nel 2017, è stato poi rieletto due volte in una città che compete con Birmingham per il titolo di seconda metropoli più grande della Gran Bretagna dopo Londra.
Come funziona il cambio del leader nel sistema britannico
Per poter cambiare leader, un deputato deve comunicare all’organo direttivo del partito, il Comitato esecutivo nazionale, la propria intenzione di lanciare una sfida. A quel punto lui stesso o qualsiasi altro deputato può iniziare a raccogliere il sostegno formale.
Per indire una competizione elettorale, sarebbe necessario ottenere l’appoggio del 20% del gruppo parlamentare laburista; il leader in carica verrebbe automaticamente inserito nella lista dei candidati.
L'emittente britannica Sky News spiega che, sebbene 78 deputati abbiano chiesto pubblicamente le dimissioni di Starmer, tali richieste non attivano alcun meccanismo all'interno del partito per dare avvio a una competizione.
Anche la Bbc riporta il conteggio di 78 deputati laburisti che hanno chiesto a Starmer di lasciare o di stabilire un calendario per le sue dimissioni; si tratta di poco meno del 20% dei 403 deputati del partito.
Intanto, in Galles nasce un governo a guida autonomista
Svolta storica alla guida del Galles, una delle nazioni che compongono il Regno Unito. Il Senedd, l'assemblea legislativa di Cardiff, ha eletto oggi un nuovo governo locale guidato da Rhun ap Iorwerth, leader dei progressisti indipendentisti di Plaid Cymru, che diventa così il nuovo first minister gallese. Si tratta di una novità senza precedenti, frutto dell'esito locale delle amministrative, da cui Plaid Cymru è emerso per la prima volta come partito più votato. Mentre il Labour è precipitato addirittura al terzo posto, perdendo il primato elettorale per la prima volta in un secolo in un territorio tradizionalmente dominato dalla working class e il controllo del governo locale da quando questo è stato istituito come tale nel 1999 in seguito alla riforma della devolution.
Iorwerth, 54 anni ad agosto, laureato in scienze politiche e lingua celtica gallese all'università di Cardiff e poi giornalista della Bbc prima di entrare in politica, ha definito la sua l'elezione "il privilegio di una vita" e l'ascesa al potere della sua forza politica "qualcosa che smuove l'anima del Galles". Guiderà una compagine monocolore, anche se Plaid Cymruha solo sfiorato la maggioranza assoluta. In suo favore hanno votato 44 deputati, contro i 34 di Dan Thomasd (Reform Uk, la formazione della destra trumpiana di Nigel Farage salita al secondo posto anche in Galles) e i 7 del conservatore Darren Millar. I laburisti, ridotti a soli 9 seggi, i liberaldemocratici e i verdi non hanno presentato invece candidati e si sono astenuti. Thomas si è complimentato a nome delle opposizioni con il neo first minister, ricordando tuttavia come i partiti unionisti- pur incompatibili fra loro per il governo - abbiano ancora una maggioranza numerica al Senedd se sommati tutti insieme. Fattore che Rhun ap Iorwerth del resto non ignora, tanto da aver accantonato fin dalla campagna elettorale ogni riferimento ravvicinato a velleità secessionistiche o a richieste di referendum per puntare invece a una piattaforma di rafforzamento dell'autonomismo e di promesse sociali.
Fonte: www.rainews.it
