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Mosca senza Internet: per il governo è necessario alla sicurezza, ma avanzano sospetti di censura
Gli operatori T‑Mobile, T2, Beeline e altri hanno parlato di “restrizioni esterne” o “misure di sicurezza”, confermando che hanno ricevuto ordini diretti di limitare il servizio in alcune aree della capitale
lapresse Mosca e altre grandi città russe stanno subendo interruzioni e restrizioni di Internet mobile da diverse settimane, dopo che progressivamente è stato limitato l'uso delle app di messaggistica come WhatsApp e Telegram. Le autorità di Mosca spiegano che si tratta di “misure di sicurezza” legate alla guerra in Ucraina e alla minaccia di attacchi informatici, ma osservatori e attivisti vedono in questo un ulteriore passo verso il controllo totale della rete e della comunicazione dei cittadini e la creazione di una “cortina digitale”.
"Kiev sta utilizzando metodi di attacco sempre più sofisticati, quindi la Russia ha bisogno di misure di protezione tecnologicamente sempre più avanzate", ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, il 12 marzo, riferendosi alla rappresaglia ucraina contro l'invasione su vasta scala del paese vicino da parte della Russia, giunta ormai al quinto anno.
Residenti e aziende di Mosca, che conta oltre 12 milioni di abitanti, si trovano ad affrontare problemi con una serie di servizi, tra cui pagamenti online, app per taxi e strumenti di navigazione. Le vendite di articoli offline come cercapersone e mappe cartacee sono aumentate nella capitale, una città tecnologicamente avanzata dove si concentra gran parte della ricchezza russa. Secondo quanto riferito dai residenti, la connessione internet mobile è risultata indisponibile quasi ovunque a Mosca in queste ore, sia nei quartieri centrali che nelle zone periferiche.
Da quando sono iniziate molte interruzioni, il 7 marzo, la situazione è peggiorata, con persino i siti web inclusi nella "lista bianca" del governo – risorse gradite allo Stato e che dovrebbero essere esenti da restrizioni – diventati inaccessibili. Ma i problemi di connessione sono cominciati anche da prima, da fine febbraio. Gli operatori T‑Mobile, T2, Beeline e altri hanno parlato di “restrizioni esterne” o “misure di sicurezza”, confermando che hanno ricevuto ordini diretti di limitare il servizio in alcune aree della capitale.
Il 20 febbraio 2026 il presidente russo ha firmato una legge che autorizza l’FSB (i servizi di sicurezza) a chiedere agli operatori di sospendere Internet e comunicazioni in determinate zone, esentandoli da responsabilità verso i clienti quando agiscono su richiesta dello Stato. Proprio in quei giorni sono cominciati i primi disagi per gli utenti.
La censura dell'informazione in Russia, mentre gli hackers violano il sito dell'agenzia Tass
I blocchi di WhatsApp e Telegram, e la promozione dell'app governativa Max
A dicembre 2025 erano già state limitate le chiamate su WhatsApp e Telegram, con l’argomento ufficiale di “contenuti illegali” e “minacce alla sicurezza”. Da gennaio 2026, le restrizioni sono state ampliate: gli utenti hanno segnalato la quasi impossibilità di effettuare chiamate o videochiamate e, in molte zone, l’accesso diretto alle app è stato reso difficoltoso o bloccato tramite filtraggio del traffico.
A febbraio 2026 l’agenzia di regolamentazione Roskomnadzor ha accusato Telegram di violare la legge russa, pubblicando contenuti illegali e permettendo l’uso della piattaforma da parte di “servizi segreti occidentali”, e ha avviato procedimenti per il blocco totale. Tra il 15 e il 16 marzo l'accessibilità di Telegram è diminuita dell'80%.
Secondo fonti vicine al fondatore di Telegram, Pavel Durov, le autorità intendono costringere gli utenti russi a usare Max, un’app di messaggistica e social media controllata dallo Stato, predisposta per sorveglianza e censura. I media statali hanno respinto queste preoccupazioni, sostenendo che l'app sia invece uno strumento sicuro e indipendente.
Il governo russo ha a lungo censurato i contenuti online per limitare l'opposizione, monitorato il traffico internet in nome della sicurezza e rafforzato il controllo sui media. La repressione governativa della libertà di parola, di riunione e di altre libertà si è intensificata da quando Putin è tornato alla presidenza nel 2012 e si è ulteriormente rafforzata con l'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina nel 2022.
Fonte: www.rainews.it
