L'arsenale dell'Iran: missili, droni, sottomarini e oltre 600mila soldati
L'Aviazione è vetusta, ma Teheran può contare su una Marina moderna e città "missilistiche" nascoste oltre ad un esercito che, contando i riservisti, può sfiorare il milione di unità
Ansa Un esercito stimato di almeno 600mila unità - al cui interno contare quasi 200mila pasdaran, le Guardie della Rivoluzione - e 37mila uomini impiegati nelle forze aree. Oltre ad essi, Teheran può contare anche su circa 200.000 riservisti - sebbene dati recenti dell'International Institute for Strategic Studies (Iiss) alzino la stima a 350.000 unità da aggiungere a quelle dell'esercito vero e proprio.
In totale, se chiamati tutti alle armi, tra militari e riservisti l'Iran potrebbe contare su quasi un milione di uomini pronti a combattere al fronte per il proprio Paese e ad imbracciare e usare un arsenale da guerra a 360 gradi.
Una flotta aerea vetusta, ma la Marina è moderna e potente
Le forze aeree convenzionali rappresentano, secondo gli analisti, il tallone d'Achille di Teheran che può contare su pochi mezzi operativi, circa 250 velivoli da combattimento in dotazione alquanto datati, spesso risalenti addirittura a prima della Rivoluzione islamica del 1979 (come gli F-4 Phantom o gliF-14 Tomcat). L'abbattimento sul Qatar negli ultimi giorni dei Su-24 di fabbricazione russa corrobora ulteriormente l'ipotesi di un arsenale aereo vecchio.
Se l'ammodernamento della flotta aerea è stato complicato negli anni dalle sanzioni occidentali, di contro risulta potente la Marina iraniana dove, stando ai dati forniti dal Global Firepower's Report, Teheran può contare su un personale di circa 18.500 unità e oltre 100 mezzi.
Secondo la NuclearThreat Initiative (Nti), l'Iran negli anni ha ampliato il parco dei sottomarini portandolo a circa 30 unità, di cui alcune acquistate a suo tempo dalla Russia. Nessuno dei sottomarini avrebbe in dotazione alcun modello nucleare.
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Droni e missili
Secondo l'Iran Watch del Wisconsin Project of Nuclear Arms Control, Teheran ha iniziato a usare quelli di attacco militari nel 2018 per poi essere utilizzati regolarmente negli attacchi condotti dall'Iran e dai suoi “proxy war” come gli Houthi. Le principali famiglie di droni militari sono gli Ababil, Shahed e Mohajer, a cui si aggiungono altri modelli. Gli Shahed iraniani sono noti anche in quanto ampiamente usati da Mosca per la guerra in Ucraina. Si tratta di armi che possono avere una gittata fino a 2500 km.
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Nutrita poi la scorta di missili, custoditi in vere e proprio “città missilistiche”: depositi sotterranei che, secondo l'Iran Watch, già dallo scorso anno e in seguito alla fine della guerra dei “12 giorni”, potevano contare su almeno 1500 unità - e 200 lanciatori - da quel momento in poi ampliate. Sono diversi i tipi di missili a corto raggio da poter utilizzare: tra questi, gli Shahab 1 e 2; missili a medio raggio, come gli Shahab 3, i Khorramshahr-1, -2 e -4, i Kheibar e i Sejjil. Ci sono poi da aggiungere alla lista anche missili da crociera come i Paveh.
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Fonte: www.rainews.it
